Jens Martin Knudsen: il portiere con i pon pon e….la Saudade!

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Jens Martin Knudsen non è stato un grande portiere, la maggior parte dei lettori nemmeno lo ricorderà, eppure negli anni 90 raggiunse un discreto successo, soprattutto per via del suo cappellino di lana con i pon pon.

LA PRIMA STORICA PARTITA DELLE FAR OER

E’ il 1988 e le Isole Far Oer si apprestano a disputare la prima partita ufficiale della loro storia. Sono state appena affiliate alla FIFA e il 24 agosto dello stesso anno sfidano la vicina Islanda in amichevole. Sarà sconfitta, un 1-0 a favore degli islandesi ma di questo non c’è da sorprendersi. La sconfitta sarà un po’ la costante della storia faroese. Una Nazione piccola, che fa della pesca la sua attività primaria e dove il calcio è visto solo e soltanto come un passatempo. Praticamente tutti i componenti della Nazionale hanno un lavoro principale.

Tra di essi, quello che attira maggiormente l’attenzione è il portiere. Jens Martin Knudsen fa l’autista di carrelli elevatori presso una struttura di imballaggio ittico ma, soprattutto, indossa un buffo capello di lana bianco con tanto di pon pon. Quella contro l’Islanda sarà la prima presenza di una lunga serie per Knudsen, che alla fine della sua carriera totalizzerà ben 65 gettoni. Grazie a questo personale record, è attualmente il quarto giocatore della storia delle Isole Far Oer per presenze in Nazionale. Da qualche parte, sul web, gli vengono addirittura annoverate 5 marcature, ma di questo non si trova reale conferma.

KNUDSEN E I PON PON

Il mondo del calcio è pieno di personaggi che, con il loro look hanno fatto tendenza o comunque attirato l’attenzione degli appassionati. Ricordiamo gli occhialini di Davids, il caschetto di Cech, la capigliatura di Valderrama, le maglie pittoresche di Campos. Allo stesso modo, il berretto di lana con i pon pon caratterizzerà tutta la carriera di Knudsen. Immediatamente, si cercano di comprendere i motivi di una scelta tanto buffa. Una spiegazione, seppur poco convincente, la fornirà lo stesso portiere nel corso di un’intervista.

Secondo il buon Jens Martin, quel cappellino serviva per proteggere la testa in seguito ad un trauma cranico subito all’età di 14 anni mentre giocava a calcio. Ora, per quanto sia stato lui stesso a svelare l’arcano mistero, risulta abbastanza complicato credere che un qualsiasi medico possa avergli consigliato di giocare con un cappellino di lana a protezione della testa. Altre fonti, rivelano come, invece, il portiere usasse quel berretto per scaramanzia e che gli era stato cucito direttamente dalla mamma quando era giovane.

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L’onesta carriera di Knudsen, svolta per lo più in patria, ha una vera e propria impennata nel 1990, durante le qualificazioni ai campionati Europei. Le piccole Far Oer ospitano la ben più blasonata Austria di Tony Polster, in una partita che non sembra avere storia, almeno sulla carta. Ma la palla è rotonda e i volenterosi dilettanti si impongono, clamorosamente, per 1-0 con una rete di Torkil Nielsen. Il vero protagonista di giornata, però, è proprio l’uomo con i pon pon. Knudsen sembra indemoniato, para di tutto e di più. Fa parate fuori dal comune e, addirittura, dove non arriva con le mani, arriva con i pon pon. Già, perché proprio grazie al suo cappellino, riesce a deviare fuori dallo specchio della porta un tiro che lo vedeva ormai battuto. E’ grande festa nazionale e questa impresa farà parlare di Knudsen per molto tempo.

UN VERO PERSONAGGIO

Sono passati 6 anni da quella indimenticabile notte, per lui e per tutto il calcio faroese. L’impresa non è passata inosservata neanche nel resto d’Europa, così, nel 1996, il buffo portiere viene invitato come ospite in una trasmissione televisiva scozzese.  I comici David Baddiel e Frank Skinner lo vogliono al loro fianco durante BBC Fantasy Super League, una serie bellissima che andava in onda in Gran Bretagna in quel periodo. Qui, praticamente, veniva simulata una lega fantasiosa con tanto di interviste, aneddoti e momenti di grande comicità. Knudsen, chiaramente col suo inseparabile cappello, fu chiamato per ricreare la magica notte contro l’Austria.

Assieme ai 2 comici, il portiere ha ripetuto esattamente gli stessi interventi miracolosi fatti vedere 6 anni prima. In seguito, lo sketch è proseguito con le prese in giro dei due conduttori, che gli chiedevano dove si trovassero esattamente le Far Oer. A concludere il tutto, il portiere fu fatto posizionare all’angolo di una via commerciale, fuori da un negozio, con un cartello che indicava la direzione per le Isole Far Oer.

Nel 1999, intanto, è di nuovo la Scozia a chiamare. Stavolta non per un programma televisivo, bensì per la più grande occasione della sua carriera. Le buone prestazioni in patria, dove ha giocato con le migliori squadre del paese, e i prodigi in Nazionale gli valgono la chiamata dell‘Ayr United. E’ l’opportunità di una vita e Knudsen parte con i migliori propositi. Gioca le prime 4 partite, ormai è un professionista, o almeno così sembra. Perchè Jens Martin, improvvisamente, è colto da saudade!

Ha nostalgia della sua terra e, soprattutto del clima. A suo dire, in Scozia, la temperatura è troppo tropicale e non riesce ad adattarsi. Ora risulta difficile considerare tropicale il clima scozzese ma tanto basta a Knudsen per dire addio. Fa ritorno in patria, senza grossi rimpianti. Finirà la carriera a 40 anni, facendo l’allenatore-giocatore con l‘NSI. Chiaramente col suo berretto con i pon pon… Poi, tornerà a dedicarsi alla sua vera carriera: quella di carrellista!

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