Italia-Germania 4-3: La Partita del Secolo compie mezzo secolo

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Italia-Germania 4-3, cinquant’anni per la Partita del Secolo

Mercoledì 17 giugno 1970, Italia-Germania 4-3. Una data e una partita destinate ad entrare nella storia per tanti appassionati di calcio, italiani e non solo. A testimoniarlo c’è anche una targa commemorativa all’ingresso dello stadio Azteca di Città del Messico, dov’è scritto in spagnolo: “Lo stadio Azteca rende omaggio alle selezioni di Italia e Germania, protagoniste della Partita del secolo.” Una partita epocale in un anno segnato da tante trasformazioni epocali: Apollo 13, i Beatles che non sono più i Beatles, lo Statuto dei Lavoratori, lo Scudetto del Cagliari e gli Anni di Piombo che domineranno tragicamente la scena nel nuovo decennio.

Il cammino degli azzurri verso la Partita del Secolo e la staffetta Mazzola-Rivera

Quel giorno, infatti, si disputava la semifinale della Coppa Rimet 1970. In campo l’Italia e la temibile Germania Ovest. Gli azzurri, guidati dal Commissario Unico Ferruccio Valcareggi (che due anni prima aveva trascinato la Nazionale italiana alla vittoria del Campionato europeo giocato in casa), erano giunti alla semifinale battendo la Svezia 1-0, pareggiando 0-0 contro Uruguay e Israele e battendo i padroni di casa messicani 4-1 nel turno successivo, in una partita che vide per la prima volta la famosa “staffetta” tra Sandro Mazzola Gianni Rivera che, secondo Valcareggi non potevano giocare insieme.

Italia-Germania 4-3: novanta minuti da cloroformio

Italia in vantaggio 1-0 grazie alla rete di Boninsegna all’ottavo minuto di gioco. Dopo quel goal sarà la noia a farla da padrona. Gli azzurri si affidano al gioco “all’italiana”, cercando di difendere il risultato. La tattica sembra funzionare. Almeno fino allo scoccare del 90°, quando il milanista Schnellinger pareggia i conti per i tedeschi con una spaccata sotto porta due minuti oltre il tempo regolamentare.  Milioni di italiani incollati davanti al televisore in piena notte vengono presi dallo sconforto totale. Anche il telecronista Rai Nando Martellini non nasconde la propria amarezza puntando il dito contro quei due minuti oltre il tempo regolamentare.

Nei supplementari inizia il mito

Da quel momento in poi l’incontro diventa la Partita del Secolo. Nei supplementari i tedeschi passano addirittura in vantaggio con Gerd Müller che approfitta di una disattenzione del torinista Poletti subentrato al milanista Rosato. Pareggio azzurro  del roccioso difensore Tarcisio Burgnich su un errore della difesa teutonica. Nuovo vantaggio dei nostri ad un minuto dalla fine del primo tempo supplementare con “Rombo di tuono” Gigi Riva. Nel frattempo il kaiser Franz Beckenbauer divenne simbolo della partita giocando con una spalla lussata. Al 5′ minuto del secondo tempo supplementare  i tedeschi pareggiarono ancora una volta con un colpo di testa da parte di Uwe Seeler deviato da Müller che passò tra Rivera (piazzato sulla linea di porta) e il palo. Il povero “abatino” che fu riempito di inenarrabili improperi dal portiere Albertosi. Ma come cantavano i Beatles in quel periodo, let it be, lascia che sia. Così gli azzurri, non si scoraggiarono e riuscirono a trovare ancora il goal  grazie ad una zampata proprio di Gianni Rivera. Italia-Germania 4-3!

Una notte indimenticabile per milioni di italiani

La Partita del Secolo si concluse con Nando Martellini che esclamava in diretta televisiva: “Che meravigliosa partita, spettatori italiani!”. Quegli stessi spettatori italiani stremati all’alba dopo una partita non adatta ai deboli di cuori (e a qualcuno il cuore non resse davvero). I tifosi tedeschi invece, evidentemente frustrati dal risultato, si diedero ad una vera e propria “caccia all’italiano” nei confronti dei nostri immigrati in Germania, causando diversi disordini. In Italia, invece, anche i puristi della tattica come Gianni Brera dovettero fare i conti con il mito di Italia-Germania 4-3.

FOTO: Wikipedia.org

 

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