Gipo Viani – Un precursore dei tempi nel calcio italiano.

11 Gennaio 2019 - 11:13 di [ Articolo letto: 47 volte ]

Gipo Viani: il genio del calcio italiano se ne andava mezzo secolo fa.

Gipo Viani (all’anagrafe Giuseppe), uno dei personaggi che hanno fatto la storia del nostro calcio, se ne andava il 6 gennaio di cinquant’anni fa. Con lui in quel giorno dell’Epifania del 1969 se ne andava un mito, un genio, un’innovatore che tanto aveva dato al mondo del pallone. Un precursore dei tempi nel mondo del calcio, paragonabile forse a ciò che è stato David Bowie nella musica.

Gipo Viani: la carriera da calciatore.

Nato a Treviso il 13 settembre 1909,  Viani inizia la sua carriera da calciatore con la squadra della sua città, ovvero l’Olimpia Treviso (squadra di Terza Divisione) nel 1924, per poi passare due anni dopo al Treviso (Prima Divisione), giocando nel ruolo di centrocampista. Nel 1929 viene ceduto all’ Ambrosiana Inter dove esordisce in Serie A il 6 ottobre di quell’anno in un Ambrosiana-Livorno vinto 2-1 dalla sua squadra. Con la formazione meneghina vince lo scudetto nella stagione 1929-30 giocando con i nerazzurri per sei stagioni.

Successivamente vestirà le maglie di Lazio, Livorno, Juventus Siracusa, per poi chiudere la carriera con la Salernitana nel 1943.

Gipo Viani: i primi passi da allenatore e le prime intuizioni geniali.

Proprio nella Salernitana, Viani comincia a farsi notare come allenatore. In particolare, nella sua esperienza nella squadra campana inventerà il cosiddetto “Vianema” (dall’unione del suo cognome con Sistema), un sistema di gioco nato da un’idea di un suo giocatore (Antonio Valese) e che introdusse in maniera sistematica il ruolo del libero, ossia il difensore libero da compiti di marcatura e dunque in grado di intervenire ovunque si sviluppasse l’azione avversaria. Fu un sistema di gioco alquanto innovativo per l’epoca, dal quale successivamente nacque il “gioco all’italiana”, ovvero il catenaccio.

Grazie al “Vianema” il giovane Giuseppe Viani portò la Salernitana a giocarsi la permanenza in Serie A, sfumata solo per un punto nella sfida decisiva contro la Roma, che secondo molte fonti autorevoli, fu caratterizzata da un arbitraggio pessimo.

Successivamente allenerà, tra le altre, la Roma retrocessa in Serie B nel 1951, riportandola subito nella massima serie, poi quattro anni al Bologna, dal 1952 al 1956, riportando i felsinei nelle prime posizioni di classifica, per poi approdare alla Nazionale italiana, dove rimarrà per due anni dal 1958.

Gipo Viani: l’esperienza da direttore tecnico nel Milan e una vita vissuta al massimo.

Archiviata la carriera da allenatore, Viani si reinventa direttore tecnico nel Milan degli anni ’60, aprendo uno dei cicli più vincenti nel club rossonero con Nereo Rocco allenatore. Nella sua nuova veste di dirigente, Gipo scoprì un certo Gianni Rivera e fece un affare cedendo Benitez alla Roma per prendere Sormani e Schnellinger. Una delle tante intuizioni di un personaggio che ha sempre vissuto fino in fondo la sua vita, anche con qualche eccesso. Come quando da calciatore ottenne il congedo dalla leva militare obbligatoria battendo un suo superiore a poker, o come quando, ai tempi, dell’Inter, dopo aver vinto mille e cinquecento lire ad una lotteria invitò i suoi compagni di squadra, facendoli accogliere da “eleganti signore” (le donne saranno una costante della sua vita).

Una vita “spericolata”, minata nell’ultimo periodo da due incidenti stradali. Disse una volta: «La morte mi può fregare solo nel sonno!» e così fu. Un infarto se lo portò via a 59 anni, la notte del 6 gennaio 1969. Fine degna di un autentico dandy del calcio.