Fiorentina e Juventus, la rivalità scudetto ai tempi delle “sette sorelle”.

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Fiorentina Juventus sono due delle realtà più blasonate del nostro campionato, divise da una delle rivalità più sentite del nostro campionato.

Infatti, quella tra Fiorentina e Juventus, aldilà della distanza geografica e culturale tra le due città, non è mai una partita banale. Una rivalità dalle origini incerte, ma che ha regalato alcune delle pagine più intense nella storia della Serie A. Da un lato la Juventus, “fidanzata d’Italia” con la sua storia piena di trionfi e con la sua potenza economica rappresentata pienamente dalla famiglia Agnelli. Dall’altro la Fiorentina, espressione calcistica di una delle città più belle e storiche d’Italia, il cui prestigio calcistico è stato spesso oscurato dalle vittorie e dal potere della Juve.

Da sempre Fiorentina e Juventus si sono affrontate in una partita sentita e vissuta in maniera molto intensa da entrambe le tifoserie, in particolare da quella Fiorentina. Per tanti anni questa partita è valsa scudetti e competizioni internazionali. È accaduto in particolare negli anni ’60, negli anni ’80 e a cavallo tra gli anni ’90 e i primi anni 2000.

In quegli anni Fiorentina e Juventus erano due delle squadre più titolate della nostra Serie A. Le famose “sette sorelle” che diedero vita ad uno dei campionati più combattuti delle storia, quello del 1998-1999. Sette sorelle (ovvero Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma e la stessa Fiorentina) con un solo obiettivo in comune: vincere lo scudetto.

Il 13 dicembre 1998 ci fu un’altro capitolo importante nel romanzo del campionato di Serie A 1998-99. Quella sera, Fiorentina e Juventus si sfidavano allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze per la tredicesima giornata di andata. La Fiorentina, allenata da un certo Giovanni  Trapattoni (con un lungo passato sulla panchina dei bianconeri), era forte del suo primo posto in classifica, tentava la fuga nei confronti delle sue inseguitrici. La Juventus di Marcello Lippi (Campione d’Italia in carica), invece, stava attraversando un momento poco brillante e voleva vincere per recuperare posizioni.

In campo c’era il meglio che offriva il calcio dell’epoca. La Fiorentina con il suo asso portoghese Manuel Rui Costa e la coppia d’attacco formata dal “Re Leone” argentino Gabriel Omar Batistuta e dall’animale brasiliano Edmundo. La Juventus,  priva del suo giovane fuoriclasse Alessandro Del Piero (infortunatosi gravemente qualche settimana prima, poteva contare sull’apporto di un certo Zinedine Zidane che sosteneva l’inedita coppia d’attaccanti formata dal Nicola Amoruso Filippo Inzaghi.

Partita combattuta (come sempre) ma piuttosto equilibrata. Al 43′ del primo tempo, il difensore uruguaiano dei bianconeri Pablo Montero sfoderava una delle sue solite entratacce atterrando a centrocampo l’attaccante viola Edmundo. Secondo giallo ed espulsione decretata dall’arbitro. La Juve, pur dovendosi difendere, teneva botta alle scorribande avversarie. Al 58′, però, la Fiorentina sbloccava la partita. Cross pennellato dalla sinistra del brasiliano (naturalizzato belga) Luis Oliveira e colpo di testa perfetto di Batistuta, lasciato solo dal difensore juventino Tudor. Fu il gol  che decise la gara nonostante la reazione generosa della Vecchia Signora.

Per la Fiorentina, la vittoria contro i rivali della Juve significò l’allungo in classifica a +4 sul Milan che vincerà poi incredibilmente il campionato. I viola, invece, si dovranno accontentare del titolo platonico di campioni d’inverno in uno dei campionati più entusiasmanti della storia.

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