28 ottobre 1979: quando la morte entrò negli spalti di uno stadio di Serie A

Fonte foto: %author%

SEGUICI SU

28 ottobre 1979: una domenica di morte allo Stadio Olimpico

28 ottobre 1979. Roma si sveglia sotto una tipica pioggia autunnale. Il barometro segna 17 gradi. La città si prepara ad un’altra domenica scandita dai ritmi della Capitale, con il suo Tevere, il mercato di Porta Portese e la sua solita magnificenza e con il romano Antonello Venditti che canta in quel periodo “Buona Domenica”. Anche il calcio, quella domenica, vive i suoi soliti riti. E per i tifosi romani quella domenica non è come le altre, è la domenica di Roma-Lazio. Il Derby della Capitale.

Quel Roma-Lazio destinato ad entrare tragicamente nella storia del calcio

Una partita da non perdere, in una giornata caratterizzata da un altro derby, quello di Milano tra Inter Milan. Roma e Lazio si contendono il primato cittadino, quello nazionale è ancora lontano da essere conquistato. I romani vivono l’appuntamento con la stessa passione di sempre. Tra questi c’è anche Vincenzo Paparelli,  carrozziere e tifoso laziale di 33 anni, sposato con Wanda e papà di un figlio, Gabriele. Vincenzo vuole andare allo stadio per godersi lo spettacolo. Verso mezzogiorno, la pioggia lascia il posto al sole, così decide di andare all’Olimpico con la moglie. Ci va con l’abbonamento di suo fratello che ha la moglie incinta e non vuole lasciarla sola. Anche suo figlio Gabriele vorrebbe andare, ma il papà ha quasi un presentimento: troppo pericoloso, sarà per la prossima volta.

Un razzo partito dalla Curva Sud trasforma l’Olimpico e il derby Roma-Lazio in uno scenario di guerriglia

Paparelli arriva allo stadio con la moglie intorno alle 13. I due entrano in Curva Nord, scegliendo un posto vicino all’ingresso 57. In Curva Sud, la curva dei tifosi romanisti, l’atmosfera è calda. In quella curva c’è un diciottenne: il suo nome è Giovanni Fiorillo e ha già due condanne alle spalle per furto e furto aggravato. Il ragazzo ha con sé tre razzi usati nella la segnalazione di emergenza per le imbarcazioni. Il secondo attraversa tutto lo stadio e cade in Curva Nord, colpendo all’occhio un tifoso, si tratta proprio di Vincenzo Paparelli. La moglie Wanda estrae il razzo dall’occhio. La scena è raccapricciante. Paparelli arriva all’ospedale Santo Spirito alle 13,30 ma muore mezz’ora dopo.

28 ottobre 1979: quarant’anni dopo

La notizia si diffonde subito e gli animi allo Stadio Olimpico si surriscaldano. Il derby Roma-Lazio, diretto dal signor D’Elia, si gioca in un’atmosfera surreale. La partita finirà 1-1, gol di Zucchini al 6′ e Pruzzo al 16′. Servirà solo per evitare un’altra tragedia maggiore. La partita finisce, ma non per i protagonisti di questa tragica storia. Fiorillo scappa a Lugano, ma si costituirà nel 1981, venendo condannato nel 1987 a sei anni e dieci mesi. Morirà nel 1993, per ironia della sorte a 33 anni, come la sua vittima. A distanza di tanti anni, il nome di Vincenzo Paparelli viene ricordato e spesso infangato da facinorosi. E ogni volta, per suo figlio Gabriele e la sua famiglia è una ferita che sanguina come quella di Vincenzo quel maledetto 28 ottobre 1979.

Foto: Ray Graffiti, YouTube.

COMMENTA L'ARTICOLO