14 maggio 2000, un diluvio di emozioni

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14 maggio: l’epilogo mozzafiato in un campionato thriller

Sono le 18 e 4 minuti del 14 maggio 2000, la Lazio è Campione d’Italia…” Con queste parole il radiocronista Rai Riccardo Cucchi annunciava la fine del campionato di Serie A 1999/2000 sulle frequenze di “Tutto il Calcio Minuto per Minuto”. Così si concludeva uno delle stagioni più incredibili nella storia del nostro campionato di calcio.

Genesi di un campionato thriller

Per capire meglio quel finale rocambolesco, però, dobbiamo partire da un’altra data. Il 1 aprile 2000 la Juventus di Carlo Ancelotti, ancora saldamente al comando della classifica nonostante la sconfitta nel turno precedente contro il Milan, ospitava la Lazio di Sven Göran Eriksson che la segue a 6 punti di distacco. La Juve poteva virtualmente ipotecare lo scudetto, ma il centrocampista laziale Diego Pablo Simeone le giocava il più classico dei pesci d’aprile spingendo in rete un cross del connazionale Verón. Bianco-celesti a -3 e campionato riaperto.

Il duello serrato tra Juve e Lazio fino al fatidico 14 maggio 2000

Alla trentesima giornata, però, i capitolini persero a Firenze e i bianconeri si portarono a +5. Tuttavia, la tensione e la stanchezza fisica giocarono un brutto scherzo anche alla Juve che, nella terzultima giornata, affondò nella “fatal Verona” permettendo ai rivali di portarsi a -2 dalla vetta. Dopo l’interlocutoria penultima giornata, in cui entrambe le squadre vinsero (la Juventus con tanto di polemiche a Parma per un gol annullato a Cannavaro nei minuti finali), si arrivò al fatidico 14 maggio 2000. Per la seconda volta di fila lo scudetto si decideva all’ultima giornata. E anche stavolta il Perugia del romano e romanista Carlo Mazzone avrebbe avuto in pugno le sorti del campionato.

Un’interminabile pomeriggio ad alta tensione e nubi tra Perugia e l’Olimpico

Il calendario, dopo una settimana di polemiche, vede la Juventus impegnata sul campo di un Perugia già salvo, mentre la Lazio, memore dello scudetto perso all’ultima giornata l’anno precedente, ospita una Reggina già salva. A Perugia, il cielo è limpido in quel pomeriggio del 14 maggio 2000. Mentre alla Lazio basta un tempo per archiviare la pratica con i calabresi, al “Curi” il risultato non si sblocca. Durante l’intervallo però il cielo si riempie di nuvole minacciose che scaricano sul terreno di gioco una bomba d’acqua incredibile. Comincia una lunga attesa con l’arbitro Collina che deve decidere se giocare o meno. Dopo quasi un’ora si riprende a giocare in un acquitrino. Nel frattempo la Lazio, ha battuto la Reggina 3-0 e attende l’esito della sfida del Curi. Al 4′ della ripresa il difensore perugino Alessandro Calori sblocca la partita. Il risultato non cambia e il prato dell’Olimpico diventa teatro della festa bianco-celeste. La Lazio è Campione d’Italia per la seconda volta in quel 14 maggio 2000. La Juve dovrà attendere due anni per smaltire quella tremenda delusione.

FOTO: Youtube.com.

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