115 anni di romanticismo Sudamericano: Tanti auguri Boca

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“La Boca”

“Sigamos escribiendo la historia juntos“. Continuiamo a scrivere la storia insieme. Il 3 Aprile 1905 un gruppo di giovani di origine italiana fondarono a Buenos Aires, nel quartiere La Boca, quella che sarebbe diventata una delle squadre simbolo del calcio argentino e Sudamericano: il Boca Juniors.

L’antefatto

Dei ragazzi giovani giocano a pallone e tra sgambetti, falli, e ginocchi sbucciati arriva un famoso litigio: vogliono creare una squadra di futbol tutta per loro. Discutono su tante cose, ognuna diversa dall’altra  ma su una sono completamente d’accordo: non deve essere un club qualunque. Il perchè? Semplice, dovrà essere la “regina” di tutto il Sud America. Così,  dopo tanti tentativi e mani addosso per chi dovesse decidere il nome si arriva ad una conclusione: Boca come El Barrio-il nome del quartiere-Juniors,termine coniato in onore del marinaio inglese che aveva regalato a loro il primo pallone. Boca Juniors, si suona bene. Non solo per loro, anche per tutto il paese. Dopo aver deciso il nome arriva la parte forse più difficile, scegliere i colori. C’è grande discussione tra i giovanotti del quartiere, che  non riescono proprio a mettersi d’accordo. Ma, tra un bisticcio e un altro arriva Giovanni Brichetto, figlio di genovesi emigrati, che ebbe un intuizione tale da mettere a tacere tutti i ragazzini. “Andiamo al molo e vediamo la prima nave che arriva: la bandiera rappresenterà i nostri colori, vabene?“. Neanche il tempo di rispondere e lo sguardo dei giovani si orienta verso l’ingresso dove entrano le imbarcazioni. Sono delle statue con lo sguardo fisso verso quel maledetto ingresso; c’è adrenalina, forse mai vista. Ecco dopo pochi minuti di attesa una nave imponente proveniente dalla Scandinavia, si avvicina al porto di Baires. A poppa, con un tremendo vento, sventaglia una bandiera, si quella svedese. é deciso: giallo e blu.Da quel momento, da quello sguardo appassito e poi travolgente di entusiasmo di quei giovani ragazzini di un quartiere argentino, nascerà un vero e proprio “romanticismo Sudamericano”. Una terra in cui passeranno leggende con il calcio nel sangue. Li, da quel maledetto litigio e dai ginocchi sbucciati per i contrasti sul cemento armato, nascerà il futbol: e allora, “Dale Boca”.

Lo stadio: BOMBONERA

Una storia di una squadra non legata solo alle proprie radici, ma legata ad una tifoseria che ogni volta non lascia un seggiolino vuoto quando gioca in casa, La “Bombonera”. Un monumento di calcio con persone che vivono di calcio, La Doce-mitica curva de los hinchas. Ed è proprio quel battito di entusiasmo escandescente che rende la tifoseria boquense una delle più tifate al mondo. Dalla genialità di Maradona al binomio forza fisica-talento di Carlitos Tevez, attuale capitano, ce ne passa. Simboli non solo di una squadra e di uno stadio, ma anche di un paese in cui il futbol si esprime nella sua concezione più nascosta, o che vediamo poco: ruggine, cattiveria, contatto e tanto estro di talenti che esploderanno nel calcio europeo che conosciamo. Gracias, Boca.

Foto: twitter Boca

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