Football Story - Quando Zico "licenziò" Maurizio Mosca
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Football Story – Quando Zico “licenziò” Maurizio Mosca

13 Settembre 2018 alle 12:45 di Vittorio Cornacchia

Siamo negli anni 80 e l’Italia è probabilmente il tempio del calcio mondiale e lo sarà per almeno un altro ventennio. Fucine di campioni scelgono il nostro campionato anche a discapito di squadre di livello assoluto come Real Madrid, Barcellona o Manchester United. E’ quindi abituale vedere fuoriclasse come Socrates, Junior, Maradona, Platini, Falcao o Zico calcare i campi della Serie A. Proprio Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico, sarà il protagonista di questa curiosa vicenda.

Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico, assoluto fuoriclasse qui con la maglia dell’Udinese

E’ il 1983 e il fuoriclasse brasiliano è sbarcato da pochi mesi a Udine. Dopo aver fatto faville con la maglia del Flamengo  (nel 1979 segnò addirittura 65 gol stagionali) ed essere stato uno dei punti di forza del Brasile a Spagna 82, Mondiale poi vinto dall’Italia, il trequartista rifiuta destinazioni importanti pur di militare nel nostro campionato. Sceglie l’Udinese e il primo impatto è devastante, tanto che nella stagione d’esordio italiana siglerà qualcosa come 19 gol (mentre il secondo anno avrà molti problemi fisici).  Per la stampa è un personaggio da tallonare da vicino e l’idea di intervistarlo frulla nella mente di molti giornalisti. A riuscirci è Maurizio Mosca, all’epoca caporedattore della Gazzetta dello Sport e in passato anche direttore ad interim. E’ uno dei volti più noti del giornalismo italiano e da un pò di tempo ha deciso di fare il grande passo e inizia ad apparire con sempre più frequenza anche nelle trasmissioni sportive televisive. Soprattutto è ospite fisso, in qualità di critico, del famoso programma “Il processo del Lunedì”, condotto da un’altra storica icona del nostro calcio come Aldo Biscardi. La trasmissione, suo malgrado (o sua fortuna) diventerà un simbolo della televisione trash italiana con memorabili litigate e momenti ad alto tasso di umorismo, ma questa è un’altra storia.

L’ignaro giudice della contesa fu Aldo Biscardi durante la sua trasmissione televisiva

Mosca, ottenuta l’intervista a Tarvisio, riprende il suo lavoro ma qualche giorno dopo il diretto interessato viene inviato nuovamente nella sede dell’Udinese per ottenere un nuovo pezzo su Zico. La squadra era in ottima forma e il campione brasiliano stava stupendo con le sue prestazioni, per cui la redazione della Rosa pensò bene di battere sul ferro calco e cercare ancora una volta lo scoop. Il problema, però, era che Zico non aveva alcuna intenzione di bissare l’intervista di qualche giorno prima e si rifiutò di parlare. Senza demordere, Maurizio Mosca pensò bene di utilizzare parte del materiale del precedente articolo per metter su un nuova articolo e lo comunicò telefonicamente al giocatore. La sua idea avrebbe anche funzionato se non fosse stato per la decisione di intitolare il pezzo con una frase che fece letteralmente infuriare Zico: “Platini, sei finito”, mettendo in bocca al giocatore un qualcosa di mai detto. La rivincita personale di Zico avvenne qualche giorno dopo, proprio al Processo del Lunedì in una puntata in cui era ospite. Quando Biscardi gli domandò della sua presunta amicizia con Mosca, il quale si era vantato più volte di questo rapporto stretto, Zico scrollò le spalle e disse di non sapere chi fosse e di non averci mai parlato. Infuriati, i vertici della Gazzetta pretesero che Maurizio Mosca tornasse nuovamente a Tarvisio al fine di scusarsi ufficialmente con il giocatore brasiliano ma costui si rifiutò nella maniera più assoluta e declinò l’incontro. Ancora una volta alla Gazzetta fecero la voce grossa nei confronti di Mosca e lo costrinsero a tornare per la quarta volta in pochi giorni nel ritiro dell’Udinese nel tentativo di risolvere la diatriba. Per Mosca fu troppo, avevano varcato ogni limite e, nonostante la ventennale militanza alla Gazzetta, non ci pensò due volte e si licenziò, iniziando a tempo pieno la carriera televisiva.

A distanza di anni Maurizio Mosca ha sempre sostenuto che fu tutta una messa in scena per farlo fuori visto che i vertici della Rosa non avevano mai pienamente tollerato la sua decisione di diventare un personaggio televisivo. L’anno successivo Zico lasciò il calcio italiano dopo due stagioni mentre Mosca continuò a essere un’icona della televisione sportiva fino al giorno della sua morte, avvenuta il 3 Aprile del 2010.

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