Finale Champions 2022, lo sport nelle mani della dittatura: no alla finale a San Pietroburgo. Campionato ucraino sospeso. C’è anche De Zerbi.

Shakhtar Donetsk, l'allenatore Roberto De Zerbi
Foto: profilo Twitter Shakhtar Donetsk

Quando sono le 6 di mattina in Russia, Vladimir Putin annuncia in tv l’attacco all’Ucraina. Putin parla di “Un’operazione militare per proteggere il Donbass”, invitando gli ucraini a  “consegnare le armi e andare a casa”, affermando che “i piani di Mosca non includono l’occupazione del Paese ma la sua smilitarizzazione e denazificazione. Un’ulteriore espansione della Nato e il suo uso del territorio ucraino sono inaccettabili, mentre gli Stati Uniti rifiutano di trattare sulle nostre richieste di sicurezza”. La situazione alimenta le polemiche, soprattutto in vista della finale di Champions League 2022, che sarà ospitata proprio dai russi a San Pietroburgo. 

Russia-Ucraina, finale di Champions League in Russia: la UEFA deve fare qualcosa?

Friedrich Hegel disse: “Tutto ciò che l’uomo ha imparato dalla storia, è che dalla storia l’uomo non ha imparato niente”. È inaccettabile trovarsi in guerra nel 2022, basta pensare a ciò che è accaduto poco meno di 100 anni fa. Sarà l’uomo stesso a distruggere la propria esistenza.

In vista della finale di Champions 2022, la UEFA non ci deve pensare due volte. Togliere immediatamente la finale a San Pietroburgo. Non è accettabile che un paese venga finanziato dallo sport, nel momento in cui decide di combattere una guerra.

Russia-Ucraina: campionato ucraino sospeso. Ecco la situazione di De Zerbi

Poche ore dopo i primi bombardamenti russi, la Federcalcio ucraina, attraverso una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, ha sospeso il campionato di calcio. Il campionato sarebbe iniziato domani, 25 febbraio. De Zerbi, ex allenatore del Sassuolo e attuale tecnico dello Shaktar Donetsk, si trovebbe, secondo Michele Criscitiello con i suoi 8 collaboratori in un hotel della capitale.

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