La rivoluzione voluta da Gerry Cardinale dopo la mancata qualificazione in Champions ha travolto l’intera area sportiva del Milan: Allegri, Moncada, Tare e Furlani sono stati sollevati dall’incarico. L’unico a restare al suo posto è Zlatan Ibrahimovic, figura centrale nel nuovo corso rossonero.
Il motivo è chiaro: Ibra non è un dirigente del Milan, ma un partner di RedBird, con un doppio ruolo da Senior Advisor e Operating Partner. Per questo non rientra nella struttura che Cardinale ha deciso di azzerare. La sua posizione, legata direttamente al fondo americano, gli garantisce continuità e influenza sulle scelte strategiche del club.
Nonostante la contestazione di una parte della tifoseria – che lo ha definito “male assoluto” in alcuni striscioni – Ibrahimovic resterà uno dei punti di riferimento del progetto. Avrà voce nella scelta del nuovo allenatore e nella ricostruzione della dirigenza, mentre continuerà a occuparsi della promozione del brand Milan nel mondo.
Il suo legame diretto con Cardinale e la rete di contatti internazionali, come Van Bommel e Kirovski, confermano il ruolo chiave che avrà nella ripartenza rossonera.