Shaktar Donetsk: ucraini dietro, brasiliani davanti. La filosofia dei minatori

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Shaktar Donetsk, i minatori del Donbass affrontano l’Inter approdare alla finale di Europa League

Lo Shaktar Donetsk si prepara ad affrontare l’Inter nella seconda semifinale di Europa League a Düsseldorf. Una partita secca che permetterà ad una delle due squadre di accedere alla finalissima e per gli ucraini non sarebbe nemmeno la prima volta. Da ormai circa quindici anni, infatti, la squadra dei “minatori” partecipa stabilmente alle competizioni europee ed è l’unica ucraina a vantare una coppa europea nella sua bacheca (Coppa UEFA 2008/2009). Tutto ciò grazie ad una particolare filosofia.

Da Lucescu a Luís Castro: ecco come i minatori dello Shaktar hanno conquistato l’Eldorado dell’Europa

Una filosofia nata con l’avvento del magnate ucraino Rinat Achmetov alla presidenza del club. Dal 1996, infatti, lo Shaktar è si è consolidato non solo nel proprio paese, dove è la squadra più egemone insieme alla Dinamo Kiev, ma è diventata una bella realtà anche in Europa. Tutto è cominciato con la lunga era di Mircea Lucescu. L’allenatore romeno è rimasto dodici anni sulla panchina arancio-nera, aprendo un ciclo di successi in campo internazionale e continentale. Un filone continuato, seppur in maniera più limitata per le note vicende politiche dell’Ucraina e della regione del Donbass, anche dai suoi successori Paulo Fonseca e Luís Castro. 

Ucraini dietro, brasiliani davanti

Una filosofia molto semplice, basata su un caposaldo: ucraini dietro, brasiliani davanti. Ossia, lo Shaktar Donetsk degli ultimi anni è una squadra costituita da due tronconi: quello difensivo, formato quasi interamente da giocatori ucraini e quello offensivo formato quasi esclusivamente da brasiliani, come spiegato da Lucescu in una intervista uscita oggi sulla Gazzetta dello Sport. Proprio i calciatori carioca sbarcati in riva al Don negli ultimi anni, hanno dato una vocazione internazionale al club. I vari Douglas Costa, Willian, Alex Teixeira o Marlon sono stati delle vere e proprie galline dalle uova d’oro per Achmetov, sia sul campo che per il bilancio. Molti di loro sono diventati campioni in Ucraina e qualcuno ha anche scelto di diventare cittadino ucraino. L’esterofilia continua anche in panchina. L’ultimo allenatore nostrano è stato infatti il compianto Viktor Propolenko, predecessore di Lucescu.

FOTO: FC Shaktar Donetsk English Twitter.

 

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