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Troppo River per il Boca, al Monumental finisce 2-0

Di Emilio Langella - il 2 Ottobre 2019

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Il giorno prima del Superclasico valevole per la semifinale d’andata di Copa Libertadores, i giocatori del Boca Juniors hanno parlato con uno psicologo, tanti erano i timori che si manifestasse qualche fantasma figlio dell’ultimo precedente (quello dell’ultima finale persa al Bernabeu per 3-1). Ma non è bastato. Il River Plate si è confermato squadra maggiormente solida, ancor di più quando si tratta di Copa. Il match è iniziato seguendo le regole classiche del calcio sudamericano: tanti falli, passaggi imprecisi, grande corsa e senso di appartenenza. Solo che nella foga agonistica la Banda ha mantenuto più coesione tattica, più equilibrio. E soprattutto ha potuto beneficiare degli scivoloni mentali degli storici rivali, troppo nervosi e di conseguenza meno lucidi. Come visto in occasione del rigore concesso dal VAR dopo solo 6′, quando Màs ha ingenuamente travolto in area di rigore Santos Borrè. Che successivamente è stato glaciale dal dischetto.

Gli Xeneizes hanno sciupato una sola occasione con Capaldo (espulso nel finale) in contropiede. Per il resto hanno giocato una partita assolutamente povera di contenuti, caratterizzata da un gioco eccessivamente verticale e frettoloso. Gli uomini di Gallardo, di contro, hanno saputo gestire i momenti della partita ed hanno espresso una manovra decisamente più intelligente ed accurata, senza tralasciare una fase difensiva efficace. Si noti il lavoro svolto dai terzini Montiel e Casco (in entrambe le fasi), la compattezza del triangolo basso composto dai centrali e dal mediano Enzo Pérez, la qualità della trequarti sulle transizioni e la complicità calcistica, la complementarietà delle punte (titolari e non). Il secondo gol ha raccontato benissimo le certezze dei Millonarios del Muñeco: il centrocampo Azul y Oro è inciampato sull’ennesimo pallone rovente della gara. I padroni di casa lo hanno recuperato, gestito toreando con sette passaggi accurati la mediana avversaria (stordita e fuori posizione) e spedito in fondo al sacco con un inserimento di Ignacio Fernandez, momentaneamente il miglior centrocampista del campionato argentino.

Il risultato poteva essere ancora più rotondo, se non fosse che Andrada (portiere) ha tenuto a galla più volte la propria compagine, rinviando a giudizio il suo Boca Juniors “querido”. Tutto può ancora succedere nella gara di ritorno (che si disputerà fra un mese circa), ma sembra manifesta la superiorità psicologica e tattica degli uomini di Gallardo, considerato ormai un guru dalle parti di Nuñez. E’ chiaro che gli Xeneizes dovranno cercare di recuperare un certo Daniele De Rossi (per ora infortunato) in vista del secondo atto, perché sull’esperienza del Tano potrebbe rifiorire un gioco più razionale, più equilibrato. La garra non basta contro questo River Plate.

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