Rivalità Storiche: Betis-Siviglia,il Derbi Sevillano. Dal 22-0 nel ’18 al “lancio della bottiglia” del 2007

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Gli episodi più importanti e carichi di tensione del Derbi Sevillano tra Betis e Siviglia

Domani andrà in scena “El Gran Derbi” per la 17 esima giornata della Liga Spagnola. E’ la rivalità storica e infuocata della capitale dell’Andalusia, centro culturale e finanziario della Spagna del Sud: Siviglia. In una città carica di tradizioni, folklore e sentimento, il match tra il Betis e il Sevilla è l’appuntamento fisso per gli abitanti del capoluogo. I primi sono anticamente soprannominati i “Pepinos” (i cetrioli) per il colore bianco-verde delle loro maglie. I Rojiblancos venivano invece chiamati le “Merengues“, sempre per le tonalità delle divise. Questo scontro pieno di vicende, odio e passione per il futbol racchiude un po’ il passato e il futuro di Siviglia, splendida città che sorge sulle rive del famoso fiume Guadalquivir. La festa della capitale andalusa , La Feria de Abril, racconta molto bene l’importanza di questa rivalità, in quanto i colori delle tende e delle sedie flamenche ,tipiche di questa celebrazione, sono proprio il verde e il rosso. Tra la cucina, il buon vino e le manifestazioni culturali, l’acceso dibattito Betis-Siviglia è sempre presente in tutte le situazione quotidiane. I beticos sono al momento decimi in campionato, con segnali di ripresa dopo la bruttissima partenza. Il Sevilla di Rakitic è invece in zona Champions e non perde in Liga dallo 0-1 subito dal Real Madrid il 5 dicembre. Bianco-rossi sulla carta favoriti, ma un derby è un derby: le sorprese non mancano mai.

I PRIMI ANNI DELLA RIVALITA’: LA SCISSIONE E IL 22-0 DEL 1918

Betis e Siviglia sono accomunate da 2 cose in particolare. La prima è relativa alla creazione dei club. I bianco-verdi (inizialmente bianco-blu) nascono nel 1907 grazie ad alcuni studenti dell’Escuela Politecnica di Calle Cervantes. Il nome “balompiè” deriva al calcio inglese e dal termine “football”. Le influenze britanniche hanno inciso anche sulla fondazione dei rivali bianco-rossi. Nel 1890 degli immigrati inglesi portarono il loro sport nel capoluogo Andaluso, dando vita al club più antico di Spagna. Il secondo importante elemento in comune è l’attaccamento viscerale dei tifosi alla squadra, rintracciabile nei motti di Betis e Siviglia. I beticos con il loro “Viva il Betis anche se perde” e i sevillistas innamorati “Fino alla morte”. Sentimenti forti e incontrastabili, intensi come tutte le tradizioni culturali spagnole.

La rivalità del Gran Derbi nasce in seguito ad una scissione. Il Siviglia andò incontro ad una divisione interna nei primi anni del ‘900 e una parte del club bianco-rosso si fuse con i rivali del Betis. Sevilla FC vs Real Betis e la rivalità più antica di Spagna era ufficialmente nata. Scontri sanguinosi tra tifosi e duelli infuocati tra le 2 squadre rendevano le strade della città teatri di ripetute violenze tra bianchi e verdi. Atto importante della storia del derby fu quello della finale di ritorno del campionato regionale del 1917-18. Dopo la vittoria per 3-2 del Siviglia in casa, il Betis riesce a ribaltare tutto grazie al successo per 3-1 alla “Enramadilla”. L’atmosfera di fuoco accese però uno scontro quasi mortale tra sevillistas e beticos, placato soltanto dall’intervento delle forze dell’ordine. Scene da paura e intrise della rivalità potente tra i club.

A marzo della stessa stagione calcistica ci fu la “derrota de los ninos“, la sconfitta dei bambini. Il clima bollente stava accompagnando la sfida importante tra Betis e Sevilla, ma un episodio singolare fomentò polemiche furenti. 3 giocatori dei beticos (Balbino, Canda e Artola) non ricevettero l’autorizzazione per lasciare il servizio militare e disputare la partita. Fu un qualcosa di inatteso e i dirigenti dei bianco-verdi, non riuscendo a risolvere la situazione, decisero di schierare 11 ninos, figli dei giocatori, per l’importante Derby. Il gesto spiazzò tutti, dai tifosi all’arbitro Montero. Compassione da parte dei Rojiblancos? ZERO. Come il numero di gol segnati dal Betis in quella partita, sovrastato dalle 22 reti degli avversari. Dopo il match le accuse contro il Sevilla si fecero sempre più decise, in seguito anche a scandali contro le altre squadre della regione, come l’Huelva.

Una foto della giovane formazione del Betis nella clamorosa sconfitta per 22-0

LE CONTESE PER I CASI “BIRI BIRI E “ANTUNEZ”. LE RETROCESSIONI DEL ’97 E DEL 2000

2 club storici come quelli del capoluogo andaluso hanno inevitabilmente avuto in squadra numerose stelle e giocatori di alto livello. Per i calciatori più impressionati dal tifo e dalla bellezza del calcio vissuto con amore e passione, la presenza della forte rivalità è ed era un motivo in più per andare a giocare a Siviglia. E in alcuni casi particolari, il Gran Derbi è stato infuocato da episodi relativi a singoli calciatori, che hanno fatto la storia di Betis-Siviglia. La prima vicenda che andiamo a raccontare risale al 1946. Il Siviglia vinse la Liga spagnola in quella stagione, con i beticos in Seconda Divisione. I bianco-verdi non accettarono però il verdetto, riportando a galla il caso del calciatore Antunez. Francisco Antunez era stato ceduto quell’anno dal Betis al Siviglia per 81000 pesetas, giocando solo le ultime 10 partite dei rojiblancos in quel campionato. Venne però contestata una mancata regolarità legale nel trasferimento del giocatore, per cui i beticos chiesero di ritirare lo scudetto appena vinto dai rivali. La giustizia non diede ragione ai verdiblancos, che dovettero subire i festeggiamenti dei cugini in città.

Juan Ramòn Rodriguez è un nome che a molti tifosi del Siviglia non suona familiare, ma che è entrato in un certo senso a far parte della storia del club. Siamo nel 1973 e il talento gambiano Biri Biri sta per firmare un contratto importante con il Betis. Il giocatore stava arrivando dall’esperienza nella squadra danese “B 1901” e fu proprio in Danimarca che ci fu l’episodio decisivo per il futuro del calciatore. L’allenatore del “Randers FC”, club locale scandinavo, incontrò Biri Biri e riuscì a convincerlo a trasferirsi nell’altra sponda di Siviglia. Quell’allenatore era proprio Juan Ramòn Rodriguez, grande tifoso dei bianco-rossi.

Un antagonismo talmente forte quello tra le 2 squadre da far si che i beticos e sevillistas siano disposti a tifare contro i propri giocatori, pur di veder sprofondare i rivali. E’ quello che è successo nell’ultima partita della stagione 96-97 di Liga. Al Villamarin i bianco-verdi ospitarono lo Sporting Gijòn. Gli avversari avevano bisogno di punti per guadagnare la salvezza, che stavano contendendo proprio con il Siviglia. I tifosi del Betis, forse per la prima volta nella storia, smisero di sostenere i loro beniamini per quella partita, sperando nel successo del Gijòn e nella retrocessione dei rivali cittadini. Al gol decisivo dello Sporting con Cherishev ci fu un boato assordante allo stadio Villamarin, proveniente soprattutto dai tifosi beticos. I giocatori bianco-verdi avevano palesemente cercato di non vincere quella partita, fischiati dai loro sostenitori quando in alcune rare occasioni tentavano di imbastire azioni offensive. Il Sevilla ebbe però la sua rivincita nella stagione 99-2000. Da quella Liga retrocedettero 3 grandi del calcio spagnolo: Siviglia, Betis e Atletico Madrid. Ma la salvezza dei beticos dipendeva dall’ultimo match al Sanchez-Pizjuàn tra i cugini e l’Oviedo. I Rojiblancos giocarono un match a ritmi bassi, subendo ben 3 reti dagli avversari. Per coprire leggermente la “farsa” i giocatori segnarono 2 gol negli ultimi minuti, ma lo stesso portiere del Sevilla dichiarò nel 2012 le effettive intenzioni da parte della squadra di perdere quella partita, per trascinare in B il Betis.

GLI EPISODI PIU’ CURIOSI DEGLI ULTIMI ANNI. ODIO E AMORE: LE NUMEROSE RISSE E L’UNIONE DELLE TIFOSERIE PER PUERTA E ROQUE’

Nelle recenti sfide Betis e Siviglia continuano a dare spettacolo e ad onorare la loro rivalità storica. L’anno successivo alla retrocessione delle 2 squadre nel 2000, che abbiamo già raccontato, beticos e rojiblancos si incontrarono in Seconda Divisione. In un derby molto acceso di quella stagione 2000-01, vinto in rimonta 1-3 dal Siviglia, i tifosi del Betis si esibirono nel lancio di un bastone contro l’uruguayo Tevenet, che aveva siglato il terzo gol dei sevillistas. Il giocatore corse tutto il campo con il bastone in mano, per farlo vedere all’arbitro e denunciare il singolare atto di violenza. 3 anni più tardi i protagonisti furono i tifosi bianco-rossi. Lo stadio Sanchez-Pizjuan venne chiuso al pubblico per ben 4 partite, per sanzionare la follia di alcuni sostenitori del Siviglia che ,durante un derby, invasero il campo per scontrarsi con Toni Prats, portiere del Betis.

In Liga la rivalità è molto intensa, ma si accende ancora di più in Coppa del Re. Da ricordare un derby di Coppa di Spagna del 2007. Il match era abbastanza tranquillo fino alla rete del vantaggio del Siviglia con Kanoutè, che provocò la gioiosa esultanza del coach dei Nervionses Juande Ramos. I tifosi beticos non digerirono benissimo la reazione dell’allenatore e si esibirono nuovamente nel lancio degli oggetti. Questa volta fu una bottiglia l’arma del “crimine”, che fece crollare per terra Ramos, colpito e privo di sensi. Il botellazo costrinse l’arbitro a sospendere la gara, poi conclusa a Getafe il giorno dopo con la vittoria del Siviglia per 0-1. Ci furono tante polemiche, come anche dopo un altro derby di coppa, quello della stagione 2013-2014. Il Betis affrontò in Europa League la “regina della competizione” Siviglia. I bianco-rossi eliminarono i rivali in questo Euroderby, vincendo poi la Coppa, ma accusati di aver rubato la qualificazione per i troppi rigori concessi ai sevillistas.

Ma Betis-Siviglia, pur essendo una rivalità piena di odio e antagonismo, è una sfida che lascia spazio al rispetto e alla fratellanza. Dopo le morti tragiche del giocatore rojiblanco Puerta e del betico Roquè, tutti i tifosi della città si unirono per commemorare la perdita dei 2 campioni. Attaccamento alla maglia, disprezzo per l’avversario, ma anche valori umani appartenenti al calcio che ci piace. Al Villamarin domani alle 16.15 c’è il Derbi Sevillano. “El mas grande de toda Espana”. La storia del calcio andaluso , che ogni anno infuoca la meravigliosa città di Siviglia.

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Fonte foto: El Pais

Fonte video: JesusCreationsTV Youtube

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