Quando Roberto Carlos battè le leggi della fisica con una punizione

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Roberto Carlos, 47 anni di un uomo che è andato oltre a tutto

Oggi compie 47 anni un uomo che ha distrutto ogni tipo di convenzione nel calcio, andando oltre. Oltre a tutto, non solo al calcio ma anche alla fisica. Un terzino capace di attrarre tutte le attenzioni possibili su quel sinistro che non era normale. E quel ruolo di terzino, poi, sarà ribattezzato come uno dei più importanti nel calcio moderno.

3 Giugno 1997, il calcio si è fermato per un attimo

Le Tournoi fu un torneo amichevole internazionale tenutosi in Francia cui parteciparono Italia, Brasile, Inghilterra e Francia. Era il 3 Giugno del 97 e proprio la partita inaugurale fu quella che riscrisse un pezzo di storia. Al 21 esimo Roberto Carlos calciò una punizione da 40 metri prendendo 20 passi di rincorsa: una cosa mai vista. L’arbitro fischia, Roberto Carlos si lanciò in progressione come un razzo e colpì il pallone con una potenza, che chi stava in barriera doveva fare un segno della croce. Il pallone gira e passa a 10 metri da Deschamps, l’ultimo in barriera. Era scritto che andasse sul fondo. Quando il pallone entrò in area successe un qualcosa senza senso: il pallone cambiò traiettoria come un vero e proprio missile e si infilò alla sinistra di Fabien Barthez, trasformandolo in una scultura. Li il calcio si fermò.Solo per un attimo, giusto per pensare una spiegazione plausibile a quel gesto tecnico. Ma niente da fare. In tutto questo, ancora oggi, 23 anni dopo, i quotidiani sportivi intervistano ancora scienziati per capire come fosse possibile segnare un gol del genere.

Roberto Carlos e “l’Effetto Magnus”

Si chiama Effetto Magnus, che aveva innescato una forza orizzontale deviando  il pallone dalla sua traiettoria. E allora fatta la teoria, si fa la pratica. E invece no, tutti provarono e provano ancora adesso a calciare con l’Effetto Magnus ma niente: Nessuno riesce a farlo come Carlos. Solo lui, con 168 centimetri di altezza e 64 di conferenza della sua coscia sinistra. Era un numero 3 sulla carta, poi in campo era tutto il resto. Una duttilità che lo rese uno dei più forti terzini della storia del calcio. Se non il primo. E il Palmares è dalla sua: 3 Champions League, 4 campionati spagnoli, 1 mondiale, 2 Cope America, 1 Confederations Cup, 1 Supercoppa Europea. E tanto altro. Un gesto contro ogni legge possibile.

Foto: twitter Roberto Carlos

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