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L’ALIANZA LIMA E I SUOI “FEDELI”

Di Dante Bonfini - il 13 Settembre 2018

Tra l’XI e il XIII secolo la Chiesa cattolica promosse delle “guerre religiose” volte alla riconquista della Terra Santa e, di conseguenza, alla liberazione dai Musulmani o dagli eretici ivi presenti.

All’apparenza, questo non avrebbe nesso alcuno con il Fùtbol peruviano e l’Alianza Lima in particolare. Invece, la blasonatissima squadra della capitale (23 campionati nazionali in bacheca) si è vista coinvolta in un episodio per certi aspetti analogo: infatti più di mille evangelici, facenti parte della Iglesia Cristiana Mundial “El Aposento Alto”, trainati dal loro pastore Alberto Santana, si sono recati presso l’Alejandro Villanueva, tempio profano dell’Alianza – verrebbe da dire – occupandolo e cancellando dai muri simboli e colori del Club.

I fedeli fin da subito si sono giustificati asserendo di aver comprato nel 2017 la proprietà dello stadio “guidati – come se non bastasse – dalla volontà di Dio”. Sarebbe stato proprio Lui, proprio Dio (così come in precedenza) ad avanzare la richiesta di edificare una nuova chiesa. Ovviamente i tifosi blanquiazules non hanno affatto gradito la sorpresa e si sono prodigati, incoraggiati persino dalla società, per ripristinare la situazione. Cosa che hanno fatto, in effetti, se non fosse che il tutto è sfociato in una guerriglia all’interno del parcheggio, dove i credenti si sono barricati.

Sebbene Alberto Santana voglia addirittura fondare un partito e raccogliere consensi politici in città, lo stadio, probabilmente meglio noto ai più come Matute, rimarrà salvo.

Alla luce di questo, se è vero – come molti pensano – che le due religioni maggiormente professate in Perù (come in tutto il Sud America) siano il Cristianesimo ed il Fùtbol, i fedelissimi della “pelota” avranno i loro soliti 35.000 posti in paradiso ogni domenica.

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