Serie A, il pagellone della 33° giornata: il Milan rischia, Atalanta e Napoli volano, disastro Parma

Fonte foto: Logo Serie A

La 33° giornata di Serie A ha reso il campionato sempre più intricante e ingarbugliato, sia in zona Champions, sia in zona salvezza. Non è ancora tempo di verdetti, visto che mancano ancora 5 giornate tutte da vivere, ma alcuni risultati ce la stanno dicendo lunga su quanto questo torneo sia combattuto come non mai. Ecco il pagellone sul meglio e il peggio di questo lungo weekend di calcio:

Voto 10 al record di Nwankwo Simy

Con la doppietta al Parma, la quarta di questo suo campionato, Nwankwo Simy è diventato il giocatore nigeriano con più reti nella storia del campionato italiano (29). Superato “Oba Oba” Martins che era fermo a quota 28. Andando nello specifico, un record che l’attaccante del Crotone ha raggiunto in 77 presenze, 11 in meno rispetto a quelle di Martins (88). Insomma, una delle poche note positive di questo campionato per i calabresi è senza dubbio Simy, che adesso viaggia a quota 19 in campionato. Sono già 39 in due stagioni, contando anche i 20 dello scorso anno in B. Che giocatore!

Voto 9 all’Atalanta che sta letteralmente volando

La Dea sta volando sulle ali dell’entusiasmo. La manita rifilata al Bologna ha messo in luce tutta la forza della squadra del Gasp, che può contare su una rosa profonda e di assoluto livello, forse la migliore per organico di tutta la Serie A. Nelle ultime dieci sono arrivate otto vittorie, un pareggio e una sconfitta, seppur immeritata a San Siro contro l’Inter. Squadra che gioca col pilota automatico da mesi e che in una settimana fagocitata dal tema Superlega ha saputo mantenere i nervi saldi facendo parlare il campo. Rimanendo in tema, le parole di Gasperini nel post-partita di domenica hanno rappresentato lo stato d’animo di una formazione che stava per vedersi svanire tutto ciò che di magnifico aveva fatto in questi anni. Come dire, giustizia è stata fatta.

Voto 8 al Sassuolo che pensa in grande e alla ribalta del Napoli

La rovesciata di Berardi contro la Sampdoria, con complicità della sconfitta della Roma a Cagliari, ha cambiato le carte in tavola in casa Sassuolo. Partendo dal presupposto che l’ottavo posto è blindato, visto il +10 dalla squadra blucerchiata, guardare in alto non è assolutamente vietato. De Zerbi freme per prendersi quella settima posizione lontana appena 3 punti e che varrebbe l’accesso alla Conference League, un sogno per la società emiliana. Considerando anche il fatto che i capitolini hanno la testa esclusivamente all’Europa League, il Sassuolo potrebbe fare lo scherzetto.

Voto 8 anche per il Napoli, tornato alla ribalta nelle zone europee dopo mesi difficili. Merito di Rino Gattuso, che con la solita professionalità e cazzimma ha ridato un senso ad una stagione che fino a febbraio era perennemente un incubo. Contro il Torino si è visto un Napoli bello, dominante, di qualità, e che adesso invischia sempre di più le altre pretendenti nel posto Champions.

Voto 7 alla rinascita del Cagliari

Tre vittorie consecutive e 17° posto abbozzato per il Cagliari di Semplici, che dopo la vittoria all’ultimo secondo contro il Parma ha letteralmente cambiato marcia. Contro la Roma si è vista una squadra in fiducia e che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. I sardi si trovano a pari punti (31) con Benevento e Torino (che ha una partita in meno) e tra due settimane andranno al Vigorito per giocarsi una buonissima fetta salvezza. Crederci è il diktat.

Voto 6 all’Inter, che senza strafare fa un altro passo verso lo scudetto

Dopo due pareggi contro Napoli e Spezia, l’Inter torna a vincere in casa contro il Verona mettendo un altro mattoncino sullo scudetto. Una partita bloccata per larghi tratti e decisa un’altra volta da Matteo Darmian, l’uomo in più di Antonio Conte in questo finale di stagione. Molto dubbio l’episodio che ha portato all’annullamento del gol di Faraoni per presunto fallo su Handanovic. Se non si convalidano queste reti, allora introduciamo la regola che i portieri non possono minimamente essere toccati. Bisognerebbe cercare di guardare più agli errori che possono commettere quest’ultimi che al contatto in sé. Farsi sfuggire un pallone, d’altronde, può capitare no?

Voto 5 al Milan, che adesso rischia

3-0 secco e tutti a casa. La sconfitta del Milan per mano della Lazio è stata bruciante, pesante, difficile da digerire. Ora come ora i punti pesano come non mai, specialmente negli scontri diretti, e la squadra rossonera, in questo, non è messa benissimo. Pioli è apparso deluso nel post gara, chiedeva qualcosa in più ai suoi ragazzi, probabilmente quell’abbrivio per portare a casa almeno un punto. Poi certo, l’episodio del fallo non fischiato su Calhanoglu che ha portato al raddoppio di Correa, ha spezzato definitivamente le gambe al Diavolo. La sensazione è che il Milan abbia finito la benzina dopo 6 mesi di campionato fatti a 2000mila all’ora. E lo si intravede dalla scarsa brillantezza di alcuni giocatori, da Leao a Rebic fino allo stesso Calhanoglu. Adesso il calendario dice: Benevento, Juventus, Torino, Cagliari e Atalanta. Sarà il classico finale col botto!!

Voto 4 a Cristiano Ronaldo e la Juventus

Il momento di flessione, stanchezza, nervosismo, chiamatelo come volete, di CR7 alla Juventus è eloquente. Dalla maglia lanciata (seppur al raccattapalle) contro il Genoa, al saltino misero in barriera che è costato il gol di Brugman contro il Parma, fino alla prestazione fantasma contro la Fiorentina. Tutti indizi che fanno più di una semplice prova. Il motivo, almeno credo, è da ricercarsi nelle prestazioni della squadra, ai limiti dell’inguardabile. La (non) prestazione di Firenze è stata l’ennesima di questa stagione che ha visto la squadra di Pirlo non scendere in campo nel primo tempo; non che il secondo sia stato spumeggiante, sia chiaro, ma di sicuro più accettabile.

La Juventus, ad oggi, è una squadra piatta, senza gioco, senza idee e che da diverse settimane gioca in 10 a causa della presenza di un mostro sacro da 60 milioni lordi a stagione, sgravi fiscali compresi. Appaiata a 66 punti insieme a Milan e Napoli, l’obiettivo del Maestro è uno solo: salvare il salvabile.

Voto 3 alla Roma che ha completamente staccato la testa dal campionato

Contro il Cagliari è arrivata la 10° sconfitta in questo campionato per la Roma. Oramai la testa è proiettata all’Europa League ma sicuramente perdere non aiuta. 3 punti dietro insegue un Sassuolo in forma smagliante e che vorrà a tutti i costi prendersi la settima posizione per accedere alla Conference League. A Fonseca il compito di tenere dritta tutta la baracca perchè incombere adesso sarebbe una disfatta.

Voto 2 al girone di ritorno del Benevento

13 punti in 19 partite. Questo l’andamento del Benevento nel girone di ritorno. Numeri che non possono di certo far dormire sonni tranquilli a Pippo Inzaghi, che adesso si ritrova terz’ultimo a 31 punti insieme a Cagliari e Torino. Le Streghe, dopo un girone di andata ottimo, hanno decisamente mollato il colpo. Non è bastato neanche il colpaccio dello Stadium per far cambiare marcia ai campani. E adesso occhio: la B è lì a portata di mano ma il calendario regala ancora speranza. Milan, Cagliari, Atalanta, Crotone e Torino le prossime 5. In bocca al lupo!

Voto 1 al Parma, che adesso deve salvare l’orgoglio

Incredibile che una squadra come il Parma abbia racimolato solo tre vittorie in 33 partite. La sconfitta interna per 4-3 contro il Crotone ha rappresentato il punto più basso dei ducali in questa stagione. Squadra debole organicamente e con delle difficoltà evidenti in fase difensiva, visto che con i quattro schiaffi presi sabato i gol subiti ammontano a 70. Ma ancor più grave, forse, è farne 7 in 3 partite e non raccogliere mezzo punto. Significa che c’è un problema mentale troppo grosso per poter mantenere la categoria. Adesso tocca salvare l’orgoglio

Voto 0 a Orsato

Come si fa a non fischiare quel fallo di Lucas Leiva su Calhanoglu che ha dato vita al 2-0 della Lazio? Difficile dare una spiegazione, specialmente quando tutti noi da casa abbiamo visto le stesse identiche immagini di Orsato al VAR. Sono errori gravi, gravissimi e che vanno ad incidere sulle stagioni delle squadre, specialmente arrivati a questo momento dell’anno e in questa situazione di classifica. Ecco perchè si sta spingendo a far parlare gli arbitri nei post partita, per chiarire queste situazioni. Andare avanti così non fa altro che aumentare le polemiche. Serve una cosa: chiarezza.

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