La forza delle idee nel mondo del calcio 3.0

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“Gli uomini passano, le idee restano” diceva Giovanni Falcone.
Il concetto dell’importanza delle idee è fondamentale, come nella vita, così nel calcio. Negli ultimi anni, in Serie A, così come nel resto del mondo, si sta provando a costruire un sistema calcistico diverso. Un sistema basato sulla sperimentazione di nuove idee. Una recente testimonianza di quanto queste idee rivoluzionarie e innovative possano contrastare lo strapotere dei Club più ricchi è sicuramente l’ultima edizione della Champions League. Squadre come Atalanta e Lipsia sono riuscite a far vedere a tutti, che a volte avere delle idea paga.

In Germania.
Diversi i Club che hanno deciso di puntare sulla forza delle idee. Tra questi possiamo citare sicuramente il Lipsia di Julian Nagelsmann, vera rivelazione dello scorso anno. Per la prima volta nella sua storia la squadra tedesca, gestita dalla Red Bull, riesce a qualificarsi alla fase a eliminazione diretta, raggiungendo addirittura le semifinali.

Ma come gioca il Lipsia? Sarebbe sbagliato parlare di modulo, il tecnico tedesco fa del cambio modulo uno dei suoi punti di forza. Per Nagelsmann un aspetto molto importante è l’intercambiabilità di più situazioni tattiche all’interno di una sola partita. Il tutto abbinato ad un’aggressività e una velocità di esecuzione fuori dal comune.

La caratteristica fondamentale che permette a questo “modello” di funzionare alla perfezione è sicuramente il recupero palla. Il pressing sistematico, induce i giocatori in campo a mandare totalmente in crisi il portatore di palla avversario e una volta recuperato il pallone si punta la porta attraverso una circolazione dello stesso, molto meticolosa, con dei movimenti di rotazione molto complessi quanto efficaci.

In Inghilterra.
Capitolo a parte meriterebbe il Leeds di Marcelo Bielsa, vero guru e innovatore del calcio Mondiale. Il “futbol” che gioca il tecnico argentino è un mix perfetto tra dinamismo e versatilità. Fa giocare le sue squadre prevalentemente con un 4-1-4-1 che all’occorrenza nel corso della partita trasforma in un 3-3-1-3, sia in fase di possesso che di non possesso. Il vero punto di forza delle squadre del “Loco” è la fase di transizione attiva, dove dopo un immediato recupero del pallone segue la verticalizzazione per i due esterni d’attacco. Il Leeds riesce spesso a capovolgere un’azione difensiva in una offensiva e a portare quanti più uomini possibili nei pressi dell’area di rigore, creando una sorta di densità (caotica) organizzata.

In Italia.
Sarebbe troppo facile parlare di Gasperini e dell’Atalanta. Per questo vorrei soffermarmi su due figure che stanno emergendo nel calcio italiano: Ivan Juric e Roberto De Zerbi. I due tecnici sviluppano idee completamente innovative ma molto differenti tra di loro.

L’allenatore dell’Hellas Verona predilige un calcio anarchico, con una transizione molto fluida, e diretta giocando senza punti di riferimento. Il 3-4-2-1 del tecnico croato, tende a non dare punti di riferimento soprattutto in zona offensiva, dove spesso nel ruolo di attaccante viene schierato un centrocampista mobile. L’ex allenatore di Crotone e Genoa, preferisce che il centravanti del suo gioco sia “lo spazio” e quindi la possibilità di inserimento da parte dei suoi giocatori.

Discorso diverso invece per l’allenatore del Sassuolo che predilige un calcio tecnico e di possesso. Affascinante vedere la mutazione del sistema di gioco in fase di possesso delle squadre del tecnico neroverde, che cambiano da un 4-2-3-1 a un 2-4-4. Parola chiave ovviamente qualità, più piedi educati ci sono in campo meglio è.

Non ci resta che vedere se ci saranno altri progetti calcistici che sposeranno come principale caratteristica l’idea di giocare al calcio attraverso precise idee che possano incrementare il divertimento del gioco più bello del mondo.

 

Foto: Profilo Twitter ufficiale Goal.com

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