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Guerra civile a Napoli, l’Inter post Dortmund e le ambizioni del Cagliari

Di Emilio Langella - il 11 Novembre 2019

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Il Napoli si ritrova a gestire una situazione spigolosa. Dopo aver occupato per tutta l’estate un posto a fianco alla Juve formato Sarri, in previsione di un campionato ambizioso e di ulteriore crescita, si è inceppato qualcosa che va ben al di là del gioco. La sovrabbondanza in attacco ha probabilmente costretto qualche elemento della rosa a snaturarsi, certo, ma dal parlare dei problemi tattici della squadra al parlare di una “non squadra” il passo è breve. L’ammutinamento di squadra dinnanzi al ritiro imposto da Aurelio De Laurentiis è il chiaro segno di una società ancora immatura, che si carica per sparare, ma che poi implode su se stessa. Gli importanti acquisti estivi abbinati al valore aggiunto di Ancelotti dovevano dare un definitivo salto di qualità. E invece hanno finito per affondare insieme alla squadra tutta, legata da rapporti interni logori e basati su un’idea di calcio societaria più orientata al Business che al pallone (vedasi la gestione dei diritti d’immagine dei calciatori). Nel Napoli è in corso una vera e propria guerra civile, in cui la Proprietà non ha più il controllo della situazione e dei propri tesserati. Roba da far saltare obiettivi, speranze e biglietti per andare al San Paolo. Si evince una situazione gestita malissimo, anche nella comunicazione; i giocatori e l’allenatore non hanno fatto e non stanno facendo nulla per salvare almeno la faccia. I malumori sono sotto la luce del sole. Probabile addio di Ancelotti a fine stagione o prima?

Conte è una persona senza peli sulla lingua. Prendere o lasciare. Dopo Dortmund probabilmente ha esagerato nelle sue esternazioni, ma ha detto una sacrosanta verità. E nella sua stessa verità, a detta di molti, ha praticamente screditato Barella Sensi, giudicandoli di fatto come giocatori non ancora pronti per un certo livello di gioco. In realtà, però, il tecnico non ha perso consensi all’interno dello spogliatoio, e nell’ultimo turno di campionato si è fatto trascinare proprio dall’ex Cagliari. 31 punti in 12 partite sono un bottino prezioso, e fanno dell’Inter una seria pretendente al trono della nostra Lega. In Champions la Beneamata ha visto i propri limiti mentali, ha accusato la stanchezza ed ha evidenziato qualche lacuna a centrocampo; non solo riguardante Sensi a mezzo servizio, ma più in linea generale sulla base dell’assenza di un centrocampista più fisico, interditore. A spezzare la manovra avversaria non bastano BrozovicVecino Barella. Questo Conte lo sa ed è per questo che allora si deve già mettere il naso sulla caotica strada del mercato. Nel frattempo i Nerazzurri danno continui segnali al campionato. Sopperiscono a qualche limite – latente dalle stagioni passate – esprimendo forza e carattere, combattono coi lineamenti del proprio tecnico sul volto. In conclusione, si possono contestare i modi, ma non il lavoro che sta facendo Antonio Conte sulla panchina dell’Inter.

Il Cagliari è la vera sorpresa del campionato. Il terzo posto maturato dopo la grande prova di forza a Bergamo e la bella vittoria contro la Fiorentina ne certificano il lavoro. Maran ha saputo plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza; i Rossoblù infatti sanno soffrire quando è necessario, ma sanno trovare anche momenti di bel calcio, nei quali il gioco fluido e di alta qualità tecnica emerge tra i piedi dell’ottimo centrocampo targato Rog-Nandez-Nainggolan. Proprio quest’ultimo sembra essere il leader del reparto con i suoi gol inconfondibili (meteore che partono da fuori area prima di incenerirsi all’incrocio dei pali) e le sue giocate di qualità e soprattutto quantità. Nell’ultimo turno ha realizzato addirittura una rete e due assist. Oltre al talento degli interpreti acquistati in estate, il Cagliari sta acquisendo una buona lettura dei momenti della partita unita alla consapevolezza. Proprio la consapevolezza può accrescere le ambizioni di un Club che, dopo la sosta, affronterà Lecce, SampdoriaLecce. Il tutto prima dello scontro diretto con la Lazio.

 

FONTE IMMAGINE: Raisport.rai.it

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