Epopea Monza: da fallimenti e retrocessioni alla Serie B

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Epopea Monza: da sofferenze e illusioni a vera realtà

8-6-2020, esattamente ieri, non una data qualunque, non una data in cui Gravina respinse la volontà di Lotito e Marotta di cristallizzare classifica e retrocessioni per dare il benvenuto all’algoritmo. Tutt’altro proprio. E’ stato giusto un “attimo” di delirio che ha capovolto una città di provincia lombarda che, calcisticamente parlando, ha vissuto incubi, sofferenze e illusioni nei suoi 108 anni di storia. Banalizzo, nella giornata di ieri è arrivata l’ufficialità delle promozioni in B di Monza, Reggina e Vicenza. Lasciando da parte discorsi di buon senso sui metodi di festeggiamento che si sono visti nella piazza di Reggio Calabria, il Monza si è dimostrato una vera e propria realtà nonostante le sue diatribe passate: fondato nel 1912, rifondato nel 2004, e rifondato ancora nel 2015. Nel giro di 11 anni due fallimenti, una squadra allo sbando totale, debiti fino al collo e uno stadio che non esisteva. Insomma una storia di confine, anche se, come dice il proverbio, “non sempre i contrasti finiscono per partorire effetti deleteri”.

Monza: quanti talenti!

Fallimenti e retrocessioni a parte, il Monza rappresenta agli occhi di tutti di essere piccola quanto grande allo stesso tempo. Se faccio una lista di allenatori-giocatori che hanno avuto a che fare con la squadra lombarda probabilmente stupirei anche gli stessi tifosi: gli Immortali allenatori Gigi Radice e il Barone, per antonomasia, Niels Liedholm che condusse la squadra brianzola nell’annata 68/69 per poi vincere due scudetti con due “squadrette” come Milan e Roma. Poi Dida, Abbiati, Sebastiano Rossi, Mondonico, Beccalossi, il grande Pulici, Antonioli, Ganz, Casiraghi, Oddo, fino al pezzo pregiato Alessandro -detto Billy- Costacurta. Talenti allo stato puro. Fondamentalmente una vera e propria Hall of Fame di club che hanno contribuito ad espandere e onorare il nome di Monza Calcio.

Monza per la rinascita: binomio Berlusconi-Galliani è la base

E che base verrebbe da dire. Due figure di spicco che hanno contraddistinto quel Milan di fine anni 80 capace di stravolgere e vincere in Europa e Italia con personalità del calibro di Arrigo Sacchi, Gullit, Van Basten e Frank Rijkaard, e che 34 anni dopo si ritrovano in una provincia a 26 km da quella Milano, in cui la B è diventata simbolo della Brianza intera. Ma anche questo è il bello del calcio. Nel girone A di Serie C quest’anno non c’è stata storia, una cavalcata incredibile della squadra gestita da non uno qualunque, Christian Brocchi, capace di staccare nettamente la seconda con 16 punti di vantaggio. Una promozione meritatissima; con il rammarico di non averla potuta festeggiare in quel Brianteo davanti ai suoi 18 mila tifosi. Dunque il Monza è rinato e Silvio fa ben sperare:Il Monza allestirà una squadra per puntare al vertice della Serie B”. Sul piatto sono pronti 30 milioni da investire, non proprio spiccioli. Insomma, avere Galliani e Berlusconi in scrivania non è affatto male, e pensare in grande non vuol dire più sognare. In due parole: Stay-Tuned

Credit: Corriere dello Sport

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