In un mare di solidarietà, i naufragi di stile di Cellino e Gasperini

CRISI MONDIALE

Sono giorni difficili per il nostro Paese. Più in generale, per tutto il mondo. E’ pandemia, è crisi, i confini chiudono e i cuori si allargano. Tra le mille problematiche, in Italia stiamo riscoprendo l’unione nazionale, la fratellanza, la solidarietà. Si va dalle semplici ma toccanti manifestazioni sui balconi alle immancabili catene sui social ma anche a dimostrazioni più concrete. Tanta beneficenza, sia da persone comuni che dai personaggi famosi. E non da meno, si è mosso anche il mondo del calcio. Presidenti, società, calciatori, perfino tifosi che donano soldi per tentare di sconfiggere questo maledetto nemico invisibile che ci sta mettendo tutti in ginocchio. Nel mondo del pallone ci si domanda se e quando si ripartirà. Più passano i giorni e più diventa difficile concludere i campionati, specialmente quelli dilettantistici. Ci sono ben altri problemi, ma la speranza di tornare a calcare un prato verde, respirare il profumo dell’erba, gli  odori dello spogliatoio e condividere le emozioni con i compagni è un qualcosa che permette di vedere una piccola luce in fondo al tunnel.

LA FIGURACCIA DEL BRESCIA

In tutta questa situazione, fatta di unione, di generosità, di comprensione sempre più forte del problema, qualcuno, negli ultimi giorni l’ha decisamente fatta fuori dalla tazza. Dispiace, forse fa addirittura rabbrividire, che due degli episodi più sgradevoli arrivino proprio da due città vicine, forse tra le più colpite in assoluto dal dramma del COVID19: Brescia e Bergamo. La più fresca e la più grave, è proprio quella che riguarda le Rondinelle e che si è diffusa nella giornata di ieri. Mentre l’intera provincia supera i contagi del bergamasco ed è in totale emergenza, la società del presidente Cellino pensa bene di convocare in sede alle nove di stamani Eugenio Corini, Fabio Grosso e i loro staff, per intero.

Cosa c’è di strano? Si tratta dei due allenatori esonerati in stagione da Cellino. Tecnicamente ancora sotto contratto col Brescia, è vero, ma di fatto esonerati. Dura, dovuta la lettera dell’AIAC, l’associazione allenatori. Sapete il motivo di questa convocazione? Semplice, una società calcistica funziona come una normalissima ditta lavorativa. Sei sotto contratto, ti chiamano a lavoro, tu non ti presenti e scatta la lettera di diffida. Alla terza lettera vien fuori il licenziamento per giusta causa e la società non deve più corrisponderti lo stipendio. Ancor più magra la figura serale, col contro comunicato che provava a smentire la notizia e parlava di riunioni per programmare il futuro. Occhio però, la notizia ha fatto scalpore perchè riguarda il Brescia, ma negli ultimi giorni tali situazioni erano state già denunciate da calciatori e allenatori di Lega Pro e dilettanti. Un malcostume vergognoso, attuato con meschinità in un momento di grande bisogno da parte di tutti.

GASPERINI E LA COMUNICAZIONE

Molto inopportune anche le dichiarazioni di Gianpiero Gasperini, risalenti a qualche giorno fa. Anche qui, come per Cellino, non è una novità. Bravissimo allenatore, un tattico, uno con le idee chiare, un grande lavoratore e fautore principale del miracolo Atalanta. Ma non mettetelo davanti a un microfono. Nella vita si possono avere tante doti, tra le sue non c’è sicuramente la comunicazione. Parla e fa più danni della grandine. Ha dichiarato un errore sospendere il campionato, nonostante ogni giorno escano fuori notizie di calciatori e membri degli staff infettati dal virus. Lo stesso Valencia, ultimo avversario dei bergamaschi, fa la conta degli infetti. Eppure, secondo il Gasp, il campionato doveva andare avanti per dare la possibilità alla gente di non annoiarsi a casa. In barba a tutte le norme di salute, a tutte le prevenzioni, a tutti i decreti. Non pago della prima, magra figura, Gasperini ha pensato bene di bissare subito dopo. “Qui a Bergamo siamo attrezzati, immaginatevi se tutto questo fosse successo a Roma o a Napoli“. Scroscio di applausi, ovviamente ironici, Gasp. Collezionare due così magre figure nella stessa intervista non è da tutti.

Credit Immagine: Udinese Blog

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