Diego Maradona, non il migliore, ma sicuramente il più forte

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È molto difficile metabolizzare e esternare quello che è successo questa settimana, la morte di Diego Armando Maradona ha colpito tutti. Diego non è stato uno come gli altri e non lo sarà mai. Ha fatto parlare di se dentro e fuori dal campo, ha portato Napoli e i napoletani dove mai erano stati prima. Ha dato speranza, e gioia a un popolo che di emozioni calcistiche ne aveva vissute poche.

DIEGO: STADIO AZTECA, 22 GIUGNO 1986, LA MANO DE DIOS

Maradona non è stato solo un giocatore, Maradona è stato un simbolo, il simbolo che si può lottare e vincere anche contro i più grandi. Genio e sregolatezza, come il giorno del 22 Giugno 1986 nei quarti di finale nel Mondiale del 1986. Quel pomeriggio si manifesta tutto il Diego calcistico. Segna di mano, la famosa mano de Dios ma la partita non può finire cosi. Il Mondo intero non potrà ricordare quella partita solo per quel gol di mano. Allora Maradona decide di fare un gol alla Maradona, quasi a volersi scusare, quasi a voler dire “io sono questo!”. Nello stadio Azteca viene fuori il Dio calcistico che era dentro di lui, 52 metri, 44 passi, 12 tocchi in 14,4 secondi. È il gol più bello della storia del calcio, non bisogna aggiungere altro.

CI LASCIA NON IL MIGLIORE, MA IL PIÙ GRANDE

Se ne va a 60 anni, forse non il migliore di tutti noi, ma sicuramente il più grande. Non spetta certo a noi giudicare la persona, i comportamenti fuori dal campo, non sta a noi dire cosa è giusto o no. Nessuno di noi può sapere cosa ha provato e vissuto, non sta certo a noi immedesimarci nella sua fragilità e nella sua sofferenza. A non non resta altro che giudicare quello che ha fatto in campo e in campo era una ira di Dio. Ha sfidato la fisica, come nella punizione contro la Juventus, ha dribblato mezza Inghilterra ha segnato e ha portato la coppa del Mondo in Argentina. È entrato nell’olimpo dei più grandi e si è seduto sul trono immaginario degli Dei del calcio.

LA GRANDEZZA DI DIEGO MARADONA E MUHAMMAD ALI

Diego era così, prendere o lasciare. Uno dei rari casi dove non si può scindere la persona dal calciatore. L’uno non avrebbe potuto esistere se non ci fosse stato anche l’altro. La grandezza del “Pibe de oro” è comparabile solamente a Muhammad Ali. Soltanto loro hanno inciso in uno sport e nella vita di tante persone allo stesso modo. Diego con i napoletani, e Muhammad verso il popolo afroamericano. Hanno accomunato e unito gente agli antipodi del mondo. Venivano tifati da tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dalla razza e dalla religione. Quando scendevano sul campo e sul ring, il Mondo si fermava. E questa è una grandezza che non si può comprare.

Per tutti questi motivi, Maradona sarà sempre meglio di Pelè e di Messi con i quali vive ormai una rivalità di cui soltanto il tifoso ha bisogno. Grazie Diego, per tutto quello che hai fatto, e per quello che hai fatto provare alla gente. gente che come me non ti ha vissuto in prima persona. AD10S!

“Perché un campione vero non muore mai, e tu rimani sempre il re di questa città”.

Clicca QUI per vedere il gol contro l’Inghilterra nel Mondiale del 1986.

Clicca QUI per vedere la punizione contro la Juventus che ha sfidato le leggi della fisica.

Foto: Profilo Twitter Calcio e Finanza

 

 

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