Coppa Italia, Napoli-Juventus: se questo è calcio…

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Cala il sipario sulla Coppa Italia: il Napoli alza la coppa, ma fu vera finale? Fu vero calcio?

La Coppa Italia Coca Cola è arrivata al suo atto conclusivo con la finale vinta ieri dal Napoli sulla Juventus ai calci di rigore in uno Stadio Olimpico di Roma desolatamente vuoto. Un ultimo atto che ha risentito dell’atmosfera post Covid-19 e non mancano di certo spunti di polemica. Si è cominciato con l’esibizione del cantante statunitense (italiano ormai di adozione) Sergio Sylvestre che si è “inceppato” mentre cantava l’inno nazionale. Una “gaffe” che purtroppo è già diventata un odioso caso politico e basta fare un giro sui social per accorgersene. Neanche lo spettacolo in campo, però, è stato degno dell’evento.

Coppa Italia, i demeriti della Juventus e di Sarri

Napoli e Juventus hanno infatti dato vita a quella che tutto sembrava, tranne che la finale della coppa nazionale. E c’era da aspettarselo, dopo quello che abbiamo visto nelle semifinali di questa Coppa Italia. I partenopei l’hanno spuntata ai rigori contro una Juve che appare ancora senza un’identità. Il lockdown ha restituito un Cristiano Ronaldo super-allenato ma irriconoscibile in campo. Anche i suoi compagni di squadra hanno pesantemente risentito del lungo periodo di stop, ma quello che preoccupa è che il tanto decantato “sarrismo” latita ancora. E non può essere colpa soltanto della lunga pausa forzata. I bianconeri continuano a mostrare ancora gli stessi limiti mostrati dall’inizio della stagione: gioco sterile e poco corale, oltre ad errori individuali non degni di tale squadra. Troppo presto per fare processi a Sarri, ma questa sconfitta suona come un altro schiaffone (dopo quello della Supercoppa) alla sua filosofia e soprattutto a chi ha deciso che vincere senza il bel gioco non andava più bene.

Napoli, Gattuso è l’eroe della ripresa!

Standing ovation invece per il Napoli e per il suo condottiero Gennaro Gattuso. È lui il l’eroe della ripresa di questo calcio e può godersi questa Coppa Italia meritatissima. Un premio alla carriera di un uomo che ha fatto della sofferenza la sua forza e la sua squadra ne è stata una reincarnazione perfetta, specie dopo il dramma personale che lo ha colpito nei giorni scorsi. Le due partite contro Inter e Juventus sono state un mx di organizzazione difensiva, spirito di sacrificio e determinazione. Di queste prime partite dell’era Covid-19 rimane però un grande interrogativo: è vero calcio quello che abbiamo visto? La risposta è probabilmente negativa. Riprendere la stagione in questo modo è stata forse una follia (a prescindere dal pubblico negli stadi) e per vedere partite degne di tale nome dovremo aspettare almeno la metà di luglio. Meditate gente, meditate.

FOTO: Lega Serie A Twitter.

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