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Conte e la guerra alla stampa, il bordello Napoli e il miracolo Atalanta

Di Vittorio Cornacchia - il 16 Dicembre 2019

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Una serie A avvincente, fatta di continui botta e risposta, sorpassi e controsorpassi tra l’Inter e la Juventus in testa alla classifica. Ma anche di tante polemiche: arbitrali, di mercato, giornalistiche.

IL CASO CONTE

Antonio Conte non è propriamente l’emblema della simpatia. Ha un carattere forte, è permaloso, è talvolta rosicone, è un sanguigno. Eppure, stavolta ha ragione. C’è un limite di decenza, di rispetto, di civiltà che nessuno può permettersi di passare. Avere una penna può fare più male di un coltello, può creare spaccature e fazioni inscindibili. Tante cadute di stile, tutte dallo stesso litorale, tutte raggruppate in poche settimana. La vicenda di Sinisa Mihajlovic è la più raffigurativa e, allo stesso tempo, la più vergognosa. Vendere qualche copia in più al mattino seguente può calpestare un rapporto di amicizia lungo anni e anni? Il mister del Bologna si era confidato col CdS, col suo direttore Zazzaroni, forte del loro legame. Si era raccomandato di non divulgare la notizia prima della sua conferenza stampa. E niente…il mattino seguente la notizia della sua malattia era in prima pagina.

Poi c’è stata un’altra caduta di stile, quella del titolo equivoco sul Black Friday. In un periodo in cui l’argomento razzismo imperversa ovunque, a volte anche esageratamente, uscirsene con una prima pagina del genere è stato davvero poco delicato. Ancor meno delicati sono stati i tentativi di difendere il proprio operato anzichè uscir fuori con un bel comunicato di scuse. Il tema principale dell’articolo era di tutt’altra pasta, ok. Ma la brutta figura resta e ha fatto il giro del mondo. Italiani razzisti, italiani retrogradi, italiani ridicoli: solo alcuni dei termini che si leggevano nella stampa esterna il giorno dopo. A seguito di questo episodio, la Roma e il Milan hanno deciso di proibire l’ingresso ai giornalisti di quella testata nei loro centri sportivi fino a nuovo anno.

Qualche giorno dopo, è arrivata la presa di posizione, forte, dell’Inter. Una testata riceverà centinaia, forse migliaia di lettere e mail ogni giorno. Pertanto, è nella condizioni di poter selezionare qualsiasi tipo di contenuto. Voler pubblicare, per forza di cose, una mail offensiva su Antonio Conte, è stata una loro decisione. Da qui, è giustificata la reazione della società nerazzurra. Istigare ancor di più questo clima d’odio, che è malcostume del nostro calcio, è cosa squallida. E nella vita tutto torna indietro: le poche copie vendute in più dopo il titolo sulla malattia di Mihajlovic sono tornate indietro, con gli interessi.

NAPOLI, CHE POLVERIERA

Pochi giorni per poter lavorare, ancor meno per poter incidere. L’impresa di Gattuso era assai difficile. Ha trovato un ambiente infuocato, una squadra allo sbando, uno spogliatoio in rivolta. Non poteva essere sufficiente ripristinare il 4-3-3, e infatti non lo è stato. Il Napoli ha sicuramente problemi di natura tattica, questo è innegabile, ma non sono quelli da cui partire. La vicenda dell’ammutinamento post partita col Salisburgo ha lasciato scorie indelebili. Si è trattato della definitiva spaccatura tra la squadra e l’allenatore, tra la squadra e il presidente, tra il presidente e l’allenatore. Carlo Ancelotti ha racimolato il suo secondo esonero di fila, in entrambi i casi per problemi con lo spogliatoio.Un pò un paradosso per un allenatore che da sempre è stato amato oltremodo dai suoi giocatori. Che forse i suoi metodi inizino a essere datati? Oppure il trovarsi a che fare con due gruppi (Bayern e Napoli) che lavorano insieme da tempo, forti di gerarchie radicate nel tempo, ha fatto la differenza?

A Napoli si parla tanto di Lorenzo Insigne. C’è chi lo difende, chi lo considera il più puro talento della rosa e uno dei migliori in Italia. Chi, invece, lo attacca e lo definisce il principale responsabile di questa situazione. Una cosa è certa, i comportamenti di Insigne sono rivedibili da tempo. Un ragazzo che indossa la maglia della propria città e ha la fascia al braccio, non può reagire malamente ad ogni sostituzione. Il linguaggio del corpo può avere effetti determinanti su chi si ha intorno, vederlo sbuffare, lamentarsi, imprecare ad ogni cambio è una mancanza di rispetto verso il proprio allenatore e verso il compagno che entra al tuo posto, o quello che resta seduto in panchina. Il Napoli ha tanta qualità davanti e quasi sempre è costretto a lasciare fuori calciatori di prima fascia come Lozano, Llorente o Mertens. Come si possono sentire loro che partono spesso dalla panchina al fronte di un ragazzo viziato che sbuffa anche se viene tolto a 10 minuti dalla fine?

Gattuso dovrà partire da questo, ripristinare i ruoli e i giusti comportamenti, prima che la situazione sia irrimediabile. Se servirà, dovrà prendere anche decisioni estreme e rinunciare a chi non rema dalla sua parte, chiunque esso sia. Solo quando tornerà il sereno, tornerà la fiducia e l’empatia con l’ambiente, allora si potrà parlare di 4-3-3 o di 4-4-2. Una cosa è certa: l’ex tecnico del Milan non ha assolutamente un compito facile.

IL SOGNO DELL’ATALANTA

Alzi la mano chi avrebbe scommesso un solo euro sulla qualificazione dell’Atalanta al termine della quarta giornata di Champions League. Il pareggio casalingo col City rappresentava il primo storico punto dei bergamaschi nella massima competizione europea. Una grande soddisfazione averlo ottenuto contro una grande potenza del calcio mondiale come il Manchester di Guardiola. Eppure, allontanava ancora di più il sogno della qualificazione. L’impatto con la realtà Champions era stata da incubo, con le goleade subite a Zagabria e a Manchester e con la sconfitta interna con  lo Shakthar. In tanti hanno pensato che il calcio di Gasperini, che tanto impressiona in Italia, potesse essere inadeguato in Europa, ricordando anche l’esperienza all’Inter.

Poi, però, il miracolo si è concretizzato nelle ultime due partite. L’Atalanta ha sfruttato i continui passi falsi delle altre due e si è clamorosamente qualificata, alla fine anche con merito per averci sempre creduto. Oggi si leggeva di sorteggio favorevole per i nerazzurri. Occhio a sottovalutare il Valencia. La squadra spagnola ha eliminato l’Ajax e si è qualificata al primo posto, precedendo anche il Chelsea. L’Atalanta, che non ha un pedigree europeo di primo piano, non può certamente gioire per aver preso una squadra ben più rodata ed esperta. Poi che la Gasperini band possa giocarcela, di questo nessuno può discutere. Bisognerà vedere in che condizioni arriveranno i bergamaschi a fine Febbraio. Lo scorso anno, nello stesso periodo, iniziarono  macinare punti su punti in campionato, fino alla clamorosa qualificazione in Champions.

Meno bene, per usare un eufemismo, è andata al Napoli, che ha beccato il Barcellona. E’ vero che la squadra di Valverde non sembra sempre irresistibile in questa stagione e che negli ultimi due anni ha subito clamorose eliminazioni. Ma è anche innegabile che la qualità della rosa catalana sia di primissimo livello. Molto meglio, invece, alla Juventus che ritrova il nemico Rudi Garcia. L’ex tecnico della Roma, nella sua esperienza capitolina, si schierò spesso e volentieri contro i bianconeri, con dichiarazioni che a Torino non fecero molto piacere. Ora, Garcia è alla guida del Lione, da poche settimane. Per provare a passare il turno, avrà bisogno di un vero e proprio miracolo. Miracolo del quale non dovrebbero avere bisogno l’Inter e la Roma, che le due italiane in corsa in Europa League. Ludogorets e Gent sono quanto di meglio non si poteva pescare dall’urna. Mai sottovalutare ma se si vuol riportare il trofeo in Italia, che manca da circa vent’anni, non si può aver paura di loro!

Credits immagine: Antonio Conte official twitter

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