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Dividendi Exor 2024: quanto incassano Elkann e Agnelli dalla cassaforte di famiglia

Nel 2024, la Giovanni Agnelli Bv ha incassato circa 57 milioni di euro in dividendi da Exor. Ecco come sono stati distribuiti tra i rami della dinastia Agnelli-Elkann e cosa emerge dal bilancio della holding.

Dividendi Exor 2024: quanto incassano Elkann e Agnelli dalla cassaforte di famiglia

La Giovanni Agnelli Bv, cassaforte della dinastia Agnelli-Elkann e principale azionista di Exor, ha ricevuto circa 57 milioni di euro di dividendi nel 2024, secondo quanto riportato da Calcio e Finanza. Il bilancio della holding olandese mostra un patrimonio netto in calo, passato da 834,9 milioni a 757,3 milioni di euro, mentre i debiti bancari sono aumentati da 394,1 a 517,8 milioni. La liquidità, invece, è cresciuta da 871 mila euro a 9,3 milioni.

I dividendi ricevuti da Exor rappresentano la principale fonte di entrate per la Giovanni Agnelli Bv, che a sua volta li redistribuisce agli azionisti, in linea con la prassi consolidata. Questo significa che i vari rami della famiglia Agnelli-Elkann si spartiscono i 57 milioni in base alle rispettive quote azionarie.

Come sono distribuiti i dividendi tra i rami della famiglia

Dopo l’ultimo riassetto, la struttura dell’azionariato della Giovanni Agnelli Bv è la seguente:

  • Dicembre (John Elkann e eredi Giovanni Agnelli) – 41%: circa 23,4 milioni di euro
  • Ramo Maria Sole Agnelli – 12,35%: circa 7 milioni di euro
  • Ramo Umberto Agnelli (Andrea e Anna Agnelli) – 8,96%: circa 5,1 milioni di euro
  • Ramo Giovanni Nasi – 8,7%: circa 4,9 milioni di euro
  • Ramo Laura Nasi-Camerana – 6%: circa 3,4 milioni di euro
  • Ramo Cristiana Agnelli – 5,05%: circa 2,9 milioni di euro
  • Ramo Susanna Agnelli – 4,7%: circa 2,7 milioni di euro
  • Ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia – 3,4%: circa 1,9 milioni di euro
  • Ramo Emanuele Nasi – 2,5%: circa 1,4 milioni di euro
  • Ramo Clara Agnelli – 0,28%: circa 160 mila euro

La Giovanni Agnelli Bv ha come unico investimento Exor, che negli ultimi anni ha diversificato il proprio portafoglio puntando su settori come moda, tecnologia e salute. Tra le partecipazioni storiche figurano Juventus, Ferrari e Stellantis, oltre a CNH e investimenti in startup tramite Lingotto.

Il bilancio 2024 evidenzia una strategia di consolidamento e redistribuzione interna, con l’obiettivo di rafforzare il controllo familiare su Exor. John Elkann, CEO della holding, continua a guidare l’espansione in nuovi settori, mantenendo saldo il legame con le radici industriali del gruppo.

Questi dati confermano il ruolo centrale della Giovanni Agnelli Bv nella gestione del patrimonio familiare, e mostrano come i dividendi Exor rappresentino una leva finanziaria fondamentale per tutti i rami della dinastia.

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UEFA sotto accusa: oltre 10 milioni ai club russi, ma niente fondi per quelli ucraini

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Raspadori verso l’Atletico Madrid: plusvalenza e impatto economico per il Napoli

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UEFA sotto accusa: oltre 10 milioni ai club russi, ma niente fondi per quelli ucraini

Nonostante l’esclusione dalle competizioni europee, la UEFA ha versato oltre 10 milioni di euro ai club russi. Cinque società ucraine denunciano la mancata ricezione dei fondi e parlano di discriminazione.

UEFA sotto accusa: oltre 10 milioni ai club russi, ma niente fondi per quelli ucraini

La UEFA ha versato oltre 10,8 milioni di euro ai club russi sotto forma di “pagamenti di solidarietà”, nonostante l’esclusione dalle competizioni europee a seguito dell’invasione dell’Ucraina. A rivelarlo è un’inchiesta del Guardian, che ha analizzato le circolari ufficiali dell’organismo calcistico europeo. I fondi sono stati distribuiti tra il 2022 e il 2025, con l’obiettivo dichiarato di mantenere l’equilibrio competitivo nei campionati nazionali.

Nel dettaglio, la Federcalcio russa ha ricevuto 3,305 milioni nel 2022-23, 3,381 milioni nel 2023-24 e 4,224 milioni nel 2024-25, nonostante la sospensione di tutte le squadre russe da tornei internazionali. Secondo il regolamento UEFA, questi fondi devono essere redistribuiti ai club non qualificati alle coppe europee, per compensare le entrate mancate.

Tuttavia, cinque club ucraini hanno denunciato pubblicamente la mancata ricezione di fondi analoghi, pur trovandosi in una situazione ben più drammatica. Chornomorets, Real Pharma, IFC Metalurg, FSC Phoenix Mariupol e FC Metalist 1925 hanno inviato una lettera formale al presidente UEFA Aleksander Čeferin, contestando la decisione e chiedendo spiegazioni.

Le accuse dei club ucraini: “Discriminazione e mancanza di trasparenza”

Secondo la UEFA, la mancata erogazione dei fondi ai club ucraini sarebbe legata a restrizioni bancarie imposte da una banca svizzera, a causa della “posizione geografica dei club in zone di operazioni militari”. Ma i dirigenti ucraini contestano duramente questa giustificazione, definendola vaga e priva di fondamento legale. “La zona di aggressione russa riguarda tutta l’Ucraina, non solo alcune città”, si legge nella lettera.

I club hanno sottolineato come, in un contesto di guerra, ogni forma di sostegno finanziario sia vitale per la sopravvivenza delle società, già duramente colpite dal conflitto. “Molti tifosi sono andati al fronte, e tanti non torneranno più a sostenere le proprie squadre allo stadio”, hanno scritto, evidenziando il legame profondo tra calcio e comunità locale.

La polemica si inserisce in un contesto già teso: nel 2022, la UEFA aveva multato l’ex CT dell’Ucraina Oleksandr Petrakov per aver dichiarato che avrebbe imbracciato le armi contro la Russia. Nel 2023, l’organismo aveva tentato di reintegrare la nazionale russa Under 17, salvo poi ritirare la proposta dopo le proteste di diverse federazioni.

La gestione del conflitto da parte della UEFA continua a sollevare critiche, e la disparità nei pagamenti tra club russi e ucraini rischia di diventare un caso diplomatico. I club ucraini chiedono trasparenza, equità e rispetto, mentre l’organo europeo è chiamato a chiarire le sue scelte e a rivedere le proprie politiche di sostegno.

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La FIFA blocca il mercato tra club con la stessa proprietà: rivoluzione nei trasferimenti

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La FIFA blocca il mercato tra club con la stessa proprietà: rivoluzione nei trasferimenti

Stop agli scambi tra società controllate dallo stesso gruppo: la FIFA introduce nuove regole per tutelare l’equilibrio competitivo e limitare il prestito selvaggio. Il calcio globale cambia volto.

La FIFA blocca il mercato tra club con la stessa proprietà: rivoluzione nei trasferimenti

La FIFA ha deciso di intervenire con forza contro una pratica sempre più diffusa: il mercato interno tra club appartenenti alla stessa proprietà, come nel caso del City Football Group o della galassia Red Bull. Secondo quanto riportato da El Mundo, la nuova normativa punta a impedire trasferimenti facilitati tra società dello stesso gruppo, che spesso aggiravano le regole del mercato e alteravano la concorrenza.

L’obiettivo è duplice: da un lato fermare lo scambio sistematico di calciatori tra club collegati, dall’altro incentivare contratti più stabili e duraturi, evitando che i giocatori vengano parcheggiati in prestito per anni senza una reale prospettiva tecnica. La FIFA ha già agito in passato con il Regolamento sullo Statuto e il Trasferimento dei Calciatori, ma ora il giro di vite è più deciso.

L’articolo 10, paragrafo 6, limita a sei il numero massimo di prestiti in entrata e in uscita per ogni club, con eccezioni solo per gli under 21 e i prodotti del vivaio. Una misura pensata per frenare l’accaparramento di talenti e restituire centralità alla progettazione sportiva. In Spagna, però, l’applicazione slitterà al 2026: la federazione ha ottenuto una moratoria per integrare la regola nel proprio sistema.

Impatto sui club e strategie alternative: tra clausole di riacquisto e rischio per le piccole società

Secondo i dati della Liga 2023/24, il prestito è stato uno strumento dominante, con 156 operazioni registrate. Il Real Valladolid (9), l’Espanyol (7) e il Valencia (6) sono stati i club con più giocatori in entrata tramite questa formula. Sul fronte delle uscite, spiccano il Celta Vigo (11), l’Athletic Club (8) e un trio composto da Real Sociedad, Valencia e Villarreal (7).

Per i club economicamente più forti, la nuova normativa potrebbe essere aggirata con formule alternative, come le cessioni con clausola di riacquisto, che mantengono il controllo sul giocatore senza violare il regolamento. Tuttavia, per le società medio-piccole, il rischio è concreto: meno prestiti significa meno risorse e meno margine di manovra, soprattutto nella lotta per la salvezza.

La FIFA intende così riequilibrare il sistema e ridurre le distorsioni causate dalle proprietà multiple, che negli ultimi anni hanno creato veri e propri network di club capaci di muovere giocatori come pedine. Il nuovo corso punta a restituire trasparenza e competitività, ma il dibattito è aperto: tra esigenze di regolazione e libertà di mercato, il calcio globale entra in una nuova fase.

Il provvedimento segna una svolta epocale nella governance del calcio internazionale, e sarà fondamentale monitorarne gli effetti nei prossimi anni, soprattutto nei campionati dove il prestito è ancora una leva strategica.

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Hummels torna in campo per l’ultima volta: passerella d’addio contro la Juventus

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Hummels torna in campo per l’ultima volta: passerella d’addio contro la Juventus

Il Borussia Dortmund celebra Mats Hummels con una partita speciale contro la Juventus. Dopo l’addio ufficiale al calcio, il difensore tedesco riceverà l’omaggio finale nel match amichevole del 10 agosto.

Hummels torna in campo per l’ultima volta: passerella d’addio contro la Juventus

Mats Hummels giocherà un’ultima partita prima di dire definitivamente addio al calcio giocato, e lo farà con la maglia del Borussia Dortmund, il club che ha segnato la sua carriera. Dopo l’annuncio del ritiro seguito all’ultima gara disputata con la Roma contro il Torino, il difensore tedesco riceverà una passerella d’onore nell’amichevole di domenica 10 agosto contro la Juventus.

Il Borussia Dortmund ha voluto organizzare un tributo ufficiale per salutare Hummels, che non aveva avuto finora un’occasione pubblica per congedarsi dai suoi tifosi. Il direttore generale Carsten Cramer ha confermato che il giocatore scenderà in campo dal primo minuto, desideroso di condividere l’ultimo match con tutta la squadra. “Si vedeva chiaramente quanto fosse soddisfatto”, ha dichiarato, sottolineando l’emozione che accompagna questo evento.

La maglia speciale preparata per Hummels conterrà immagini simboliche della sua carriera, tra cui la Coppa di Germania e il trofeo della Bundesliga. Il numero 15 sarà il protagonista di un omaggio visivo che racconta i suoi successi con il Dortmund, dove ha giocato dal 2008 al 2016 e poi dal 2019 al 2024, collezionando 508 presenze e vincendo due campionati e una Coppa di Lega.

L’ultima stagione alla Roma e il tributo del Dortmund: una carriera da leader e simbolo del calcio tedesco

Prima dell’addio, Hummels ha vissuto un’ultima stagione intensa con la Roma, dove ha collezionato 20 presenze. Dopo un inizio difficile con l’esonero di De Rossi, è stato Juric a relegarlo in panchina, prima del ritorno di Ranieri. Nonostante le difficoltà, il difensore ha mantenuto professionalità e leadership, contribuendo alla squadra in una fase complicata.

Il Borussia Dortmund ha voluto chiudere il cerchio con un gesto che va oltre il calcio, riconoscendo il valore umano e sportivo di Hummels. Il club della Ruhr ha scelto di non far passare in sordina l’addio di una delle sue leggende, offrendo un palcoscenico degno della sua storia. Il match contro la Juventus sarà l’occasione per i tifosi di salutare uno dei simboli del calcio tedesco.

Hummels ha vinto la Coppa del Mondo nel 2014 e ha raggiunto la finale di Champions League nel 2023, persa contro il Real Madrid. Il suo contratto non è stato rinnovato, ma il rispetto e l’affetto del Dortmund restano intatti. Il tributo del 10 agosto sarà anche un momento di riflessione sul valore della fedeltà e della memoria sportiva.

Con questa passerella, Hummels chiude una carriera fatta di successi, sacrifici e grandi emozioni, lasciando un’eredità importante per il calcio europeo e per il Borussia Dortmund.

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Bonolis boccia il Napoli e punta sul Milan: “Lo Scudetto sarà rossonero. Sto ancora rosicando”

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Bonolis boccia il Napoli e punta sul Milan: “Lo Scudetto sarà rossonero. Sto ancora rosicando”

Paolo Bonolis commenta il prossimo campionato di Serie A: niente bis per il Napoli, il conduttore scommette sul Milan e critica il gioco di Conte. Tra ironia e delusione, il suo pronostico accende il dibattito.

Bonolis boccia il Napoli e punta sul Milan: “Lo Scudetto sarà rossonero. Sto ancora rosicando”

Paolo Bonolis ha escluso il Napoli dalla corsa al prossimo Scudetto, puntando invece sul Milan come favorito assoluto. Intervistato durante il programma “Il Ritiro di Mattina” su Canale 9, il noto conduttore ha espresso con ironia e amarezza il suo punto di vista: “Un altro Scudetto al Napoli? Macché, il prossimo andrà al Milan”, ha detto, aggiungendo: “Sto ancora rosicando per quello perso dall’Inter, era nostro”.

Bonolis, da sempre tifoso nerazzurro, ha ammesso la forza del Napoli ma ha criticato il gioco di Antonio Conte. “I giocatori del Napoli sono di livello internazionale, ma il gioco di Conte è troppo conservativo”, ha dichiarato. Secondo lui, il Napoli ha qualità ma non il tipo di calcio che entusiasma, soprattutto per chi ama il gioco offensivo e spettacolare.

Il conduttore ha poi ironizzato sullo stile tattico del nuovo allenatore azzurro: “Se passa in vantaggio, praticamente finisce la partita”, ha detto, paragonando il Napoli a un cartone animato. “Topolino, senz’altro, per la furbizia dell’allenatore. Ma per la speranza delle altre squadre, scelgo Willy Coyote”, ha concluso, con il suo consueto tono pungente.

Il Milan favorito secondo Bonolis: rosa completa, mercato ambizioso e fame di rivincita

La scelta di Bonolis di puntare sul Milan come vincente del prossimo campionato non è casuale, ma nasce da una valutazione precisa. Il club rossonero ha costruito una rosa profonda e versatile, con innesti mirati e una strategia di mercato aggressiva. “Il Milan ha fame, ha investito bene e ha un’identità chiara”, ha sottolineato il conduttore, convinto che la squadra di Pioli possa fare il salto definitivo.

Secondo Bonolis, il Milan ha superato l’Inter in termini di progettualità e continuità, e questo potrebbe fare la differenza in una stagione lunga e piena di insidie. La delusione per lo Scudetto perso dall’Inter è ancora viva, ma il conduttore non si lascia guidare dal tifo: “Il Milan è la squadra più completa, e se non succedono sorprese, sarà davanti a tutti”.

Il Napoli, pur avendo mantenuto una buona base, secondo Bonolis non ha fatto abbastanza per confermarsi. “Conte è bravo, ma non è un tecnico da calcio spettacolo. E in Italia, per vincere, serve anche quello”, ha detto. Il paragone con i cartoni animati, seppur ironico, evidenzia la sua visione: un Napoli furbo ma prevedibile, contro un Milan affamato e pronto a colpire.

Il pronostico di Bonolis ha già acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, e sarà interessante vedere se il conduttore avrà avuto ragione. Intanto, la sua analisi resta una delle più discusse e condivise di questo avvio di stagione.

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Criscitiello svela il rifugio segreto di Lookman: “Telenovela infinita, l’Inter aspetta il colpo”

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