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Disney entra nel calcio spagnolo: accordo con LaLiga per lo streaming nel Regno Unito e Irlanda

L'intesa con Disney+ porta la Liga spagnola sul mercato britannico: una partita a settimana in esclusiva, nuovo slancio per la competizione nella fascia giovane e obiettivo crescita internazionale.

Disney entra nel calcio spagnolo: accordo con LaLiga per lo streaming nel Regno Unito e Irlanda

Disney+ trasmetterà una partita a settimana della Liga nel Regno Unito e in Irlanda, segnando l’ingresso ufficiale del colosso americano nel calcio maschile di alto livello. L’accordo, attualmente in fase avanzata, rappresenta una svolta strategica per la Liga, che punta ad ampliare la propria fanbase oltre i confini spagnoli.

La società Premier Sports manterrà i diritti per oltre 300 partite, ma Disney garantirà una vetrina esclusiva per uno dei match più attesi del weekend. Questo nuovo approccio mira a sfruttare le fasce orarie non sovrapposte con la Premier League, così da catturare l’attenzione degli spettatori e degli abbonati più giovani.

Il valore dell’accordo è stimato sotto i 20 milioni di sterline annui, ma l’impatto strategico è ben superiore. La decisione si inserisce in una serie di investimenti mirati di Disney nello sport europeo, dopo la Champions femminile e le coppe europee in Scandinavia. La collaborazione con Peak Sport Media ha contribuito a evidenziare l’appeal della Liga per gli utenti tra i 18 e i 34 anni, segmenti chiave per il mercato streaming.

Strategia globale e nuove opportunità digitali: Disney rilancia lo sport su piattaforma

Disney punta a rafforzare il proprio ecosistema streaming con contenuti sportivi live, differenziandosi rispetto ai competitor nel settore dell’intrattenimento. L’accordo con LaLiga arriva in un momento decisivo per la crescita di Disney+, che sta ampliando la propria offerta oltre film e serie, per intercettare l’audience calcistica internazionale.

L’ingresso nel calcio maschile rappresenta un’estensione naturale dopo i recenti successi nella Champions femminile. Il target è chiaro: catturare l’interesse di una generazione con abitudini digitali fluide, interessata a contenuti in mobilità e fruibili da qualsiasi dispositivo.

La Liga, dal canto suo, vede in Disney un partner ideale per rilanciare il brand dopo l’era dei grandi fuoriclasse, cercando di valorizzare nuovi talenti e mantenere alta la competitività globale. Le partite verranno selezionate in modo da garantire spettacolo e coinvolgimento, puntando a creare appuntamenti fissi per gli abbonati nel weekend.

Il calcio europeo diventa terreno fertile per la crescita delle piattaforme, e questo accordo potrebbe aprire nuove collaborazioni tra leghe nazionali e colossi dell’intrattenimento. Una trasformazione che unisce sport, media e tecnologia in un unico flusso di contenuti ad alto impatto.

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Non solo Serie B, stipendi ridotti del 25% anche con la retrocessione in Serie C: la norma

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Non solo Serie B, stipendi ridotti del 25% anche con la retrocessione in Serie C: la norma

L’accordo collettivo introduce una clausola automatica per ridurre gli ingaggi anche in caso di discesa in Serie C: la riforma punta alla sostenibilità finanziaria. Contratti più flessibili, fondo fine carriera e stop all’assicurazione obbligatoria.

Non solo Serie B, stipendi ridotti del 25% anche con la retrocessione in Serie C: la norma

Il nuovo accordo collettivo tra Lega Serie A e Associazione Italiana Calciatori estende il taglio degli stipendi al 25% anche in caso di retrocessione in Serie C, non solo per chi scende in B. La norma, valida per i contratti firmati dal 2 settembre 2025, nasce come clausola automatica a meno di accordi differenti tra le parti. Lo stipendio non potrà mai scendere sotto il minimo sindacale, tutelando i calciatori più vulnerabili.

Il taglio è reversibile: in caso di promozione in Serie A, la retribuzione tornerà al livello originario, garantendo trasparenza e flessibilità. La Lega considera questo passaggio fondamentale per evitare squilibri finanziari e rafforzare la sostenibilità del sistema, soprattutto nei momenti di crisi economica o risultati sportivi negativi.

La norma non è retroattiva, e può essere modificata nei singoli contratti individuali. Tuttavia, rappresenta un punto di svolta epocale per il calcio professionistico, che abbandona l’idea di rinnovi provvisori e adotta una visione sistemica valida fino al 2030.

La Lega Serie B e la Lega Pro stanno per uniformarsi alla stessa regola, dimostrando che il modello è destinato a diventare lo standard per tutti i livelli del calcio italiano. In questo quadro, i presidenti di club potranno negoziare contratti più equilibrati, riducendo il rischio di default in caso di retrocessione.

Un accordo quinquennale e nuove misure: fondo fine carriera, abolizione assicurativa e niente riposo dopo i turni infrasettimanali

Il contratto collettivo appena firmato durerà cinque anni, fino alla stagione 2029/2030, e prevede molte novità oltre al taglio stipendi. Tra le più significative, l’abolizione dell’obbligo di riposo settimanale dopo turni infrasettimanali, misura che agevola i grandi club impegnati su più fronti.

Per i giocatori con stipendi superiori ai 500.000 euro lordi, viene inoltre abolito l’obbligo di assicurazione contro gli infortuni, offrendo ai club un nuovo margine di trattativa. Questo passaggio lascia spazio alla negoziazione individuale, riducendo i costi obbligatori per le società più esposte.

Nasce anche un fondo di fine carriera, riservato ai calciatori di Serie A, che verrà regolato nei prossimi mesi con un codice condiviso delle sanzioni. L’accordo prevede infatti un impegno reciproco tra Lega e AIC a definire entro 120 giorni un sistema disciplinare completo, rafforzando la governance del settore.

Il clima tra le componenti federali è più disteso, e ha favorito il dialogo che ha portato all’intesa. L’obiettivo condiviso è quello di costruire un calcio più moderno, sostenibile e competitivo, in grado di affrontare le sfide economiche senza sacrificare la qualità e i diritti degli atleti.

Le nuove regole segnalano una svolta nel rapporto tra club e giocatori, ponendo le basi per una riforma strutturale destinata a incidere su bilanci, contrattualistica e mercato.

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Il PSG non ha disputato nessuna amichevole estiva: il piano di Luis Enrique

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Il PSG non ha disputato nessuna amichevole estiva: il piano di Luis Enrique

Una pre-season anomala per il Paris Saint-Germain: dopo la sconfitta nel Mondiale per Club, il tecnico spagnolo ha appena una settimana per preparare la sfida al Tottenham. Niente amichevoli, solo allenamenti intensivi per tentare il primo trofeo stagionale.

Il PSG non ha disputato nessuna amichevole estiva: il piano di Luis Enrique

Il calendario estivo del PSG è stato rivoluzionato dalla partecipazione al Mondiale per Club, culminato il 13 luglio con la sconfitta in finale contro il Chelsea. Da quel momento in poi, nessuna partita amichevole è stata disputata, e non è previsto alcun test fino all’inizio del campionato di Ligue 1, programmato per il 17 agosto.

Luis Enrique si trova davanti a una vera e propria missione impossibile: con appena sette giorni di preparazione a disposizione, deve trovare il giusto equilibrio per affrontare il Tottenham nella Supercoppa Europea del 13 agosto. La squadra si è ritrovata solo oggi, dopo alcune settimane di vacanza, e ha già iniziato gli allenamenti intensivi presso il centro sportivo.

Questa scelta rompe completamente con le strategie dei club europei, che in genere si affidano a tournée estive e amichevoli internazionali per valutare forma e condizione. Persino il Chelsea ha preferito disputare sfide contro Bayer Leverkusen e Milan, rinunciando ai tour promozionali per testare il gruppo.

Nel caso del PSG, invece, il raduno è stato posticipato di due giorni, sacrificando ulteriormente il tempo utile per costruire l’identità di squadra. Una decisione rischiosa, che metterà alla prova l’adattabilità e la capacità gestionale del tecnico ex Barcellona.

Sette giorni per fare miracoli: Luis Enrique costretto a velocizzare la crescita tattica

Il PSG sarà l’unico top club mondiale ad affrontare l’inizio del campionato senza neanche una partita di preparazione, una situazione che genera interrogativi tra i tifosi e gli osservatori. La mancanza di amichevoli lascia infatti spazio a dubbi sullo stato di forma dei calciatori, che rientrano da lunghe vacanze e da competizioni estive estenuanti.

Non c’è stato modo di anticipare il raduno, nemmeno con qualche giorno di margine, a causa della necessità di recupero fisico da parte dei giocatori. Questo costringe Luis Enrique a lavorare in modo intensivo, puntando su esercitazioni tattiche e simulazioni ad alta intensità per compensare la mancanza di minutaggio.

La sfida contro il Tottenham diventa così un banco di prova delicatissimo, dove anche dettagli come posizionamento, transizione e pressing possono fare la differenza. Il PSG deve vincere per iniziare con fiducia, ma i margini di errore sono minimi e la condizione fisica potrebbe non essere ottimale.

Luis Enrique è chiamato a dimostrare le sue capacità di adattamento e la sua visione calcistica in un contesto poco favorevole, dove le risorse temporali e tecniche sono limitate. Se il PSG riuscirà a portare a casa il primo trofeo stagionale, sarà anche merito di una gestione straordinaria sotto il profilo mentale e tattico.

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Scott McTominay Pallone d’oro 2025: perché il calciatore del Napoli è stato inserito nella lista dei 30 candidati

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Scott McTominay Pallone d’oro 2025: perché il calciatore del Napoli è stato inserito nella lista dei 30 candidati

Dal Manchester United alla Serie A: il centrocampista scozzese esplode con Conte e trascina gli azzurri allo scudetto. Gol, leadership e impatto devastante convincono France Football.

Scott McTominay Pallone d’oro 2025: perché il calciatore del Napoli è stato inserito nella lista dei 30 candidati

Scott McTominay è ufficialmente tra i 30 candidati al Pallone d’Oro 2025, un traguardo sorprendente per chi lo aveva visto ai margini del progetto Manchester United. In Italia, invece, il centrocampista scozzese ha trovato la consacrazione, diventando un pilastro del Napoli campione d’Italia e il miglior giocatore della scorsa stagione di Serie A.

Antonio Conte ha trasformato il numero 4 in una macchina di rendimento, capace di incidere in ogni zona del campo con corsa, visione e rigore tattico. McTominay ha chiuso l’annata con 13 gol e 6 assist in 36 presenze, impreziosite da una sforbiciata decisiva contro il Cagliari che ha aperto la gara scudetto. Un impatto totale, anche nel valore di mercato: passato da 30 a 50 milioni in dodici mesi.

La nomination al Pallone d’Oro è il riconoscimento di una metamorfosi calcistica sorprendente, dove tenacia e metodo hanno prevalso sul talento puro. In Premier era sottovalutato, in Italia è diventato una garanzia. Secondo France Football, la sua evoluzione lo ha reso uno dei centrocampisti più influenti d’Europa, e la Champions in arrivo potrebbe aumentare ulteriormente il suo peso internazionale.

McTominay ha firmato fino al 2028 con il Napoli, con uno stipendio lordo da 5.6 milioni annui. Un investimento che ha ripagato ampiamente il club partenopeo, e che oggi lo porta sui palcoscenici più prestigiosi del calcio mondiale.

Dall’Old Trafford al Vesuvio: McTominay convince anche gli inglesi, che ora rimpiangono l’addio

L’indiscrezione sulla candidatura di McTominay arriva da oltremanica, dove il giornalista Sam Cohen ha confermato la notizia via social con un messaggio semplice ma potente: “Congratulazioni, Scott!”. A Old Trafford qualcuno inizia a pentirsi della cessione, avvenuta un anno fa per 30 milioni, dopo stagioni altalenanti e mai realmente esplosive.

In azzurro McTominay ha trovato la sua dimensione ideale, lavorando con un tecnico che ne ha valorizzato intelligenza tattica e senso della posizione. Non è un regista puro, ma la sua duttilità lo ha reso fondamentale sia nei duelli fisici che negli inserimenti offensivi. E i tifosi napoletani lo adorano.

Anche i media britannici hanno rivalutato il suo percorso, sottolineando che, nel contesto giusto, il centrocampista scozzese può essere un top player. Il suo nome nella lista dei 30 migliori al mondo non è più una sorpresa, ma il frutto di una stagione da leader silenzioso e letale.

Il Napoli si prepara ora alla Champions League, dove McTominay potrà mettersi in mostra anche sul piano europeo. Se la crescita prosegue, il Pallone d’Oro potrebbe non restare una semplice candidatura, ma diventare una vera ambizione.

Con la guida di Conte e una squadra strutturata attorno al suo equilibrio, McTominay è il volto di un Napoli che ha ritrovato fame, ordine e prestigio internazionale.

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Lookman è sparito e nessuno sa dove sia: ha lasciato Bergamo ed è irreperibile

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Lookman è sparito e nessuno sa dove sia: ha lasciato Bergamo ed è irreperibile

L’attaccante nigeriano è sparito dopo aver disertato gli allenamenti: nessun certificato medico, nessuna comunicazione al club. La Dea valuta la multa, Marotta aspetta segnali.

Lookman è sparito e nessuno sa dove sia: ha lasciato Bergamo ed è irreperibile

Ademola Lookman ha lasciato Bergamo senza avvisare il club, e secondo quanto riportato da Sky Sport potrebbe aver abbandonato anche l’Italia. L’attaccante nigeriano, che considera chiusa la sua esperienza all’Atalanta, ha disertato gli allenamenti senza giustificazioni mediche, entrando in rotta di collisione con la dirigenza orobica.

La sua condotta ha sorpreso e allarmato il club, che non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale né dal calciatore né dal suo entourage. Il giocatore è diventato irreperibile, e non si conosce la sua attuale destinazione, mentre l’Atalanta valuta come procedere sul piano disciplinare.

Marotta e Ausilio restano alla finestra, pronti a rilanciare l’offerta per Lookman da 45 a 50 milioni, con bonus e la possibile inclusione di un giovane nella trattativa. Tuttavia, la posizione dell’amministratore delegato Luca Percassi resta ferma: l’Atalanta non vuole cedere l’attaccante a un altro club italiano, a causa di un patto morale stipulato nella scorsa stagione.

La sparizione del giocatore ha portato la tensione al massimo livello, e un provvedimento disciplinare appare inevitabile. Tra le opzioni, una multa consistente e l’esclusione dal gruppo squadra, mentre l’Inter attende di capire se il comportamento di Lookman finirà per incrinare il muro bergamasco.

Il patto con Percassi e il rischio rottura definitiva: il futuro di Lookman si decide tra campo e tribunale

Il comportamento di Lookman potrebbe avere ripercussioni legali e disciplinari, dato che non è stato prodotto alcun certificato medico per giustificare l’assenza. Il club bergamasco si riserva di intervenire, sia a livello economico sia attraverso una segnalazione agli organi competenti.

Il patto con Percassi prevedeva la possibilità di una cessione solo all’estero, ed è stato ora violato dal giocatore, che spinge apertamente per andare all’Inter. Questo “tradimento morale” ha esasperato i rapporti, che si sono deteriorati fino al punto di rottura. L’Atalanta potrebbe decidere di agire anche legalmente, specie se il calciatore dovesse continuare a rendersi irreperibile.

La situazione ha paralizzato il mercato dell’Inter, che ha già l’accordo con Lookman ma non può procedere senza l’ok della Dea. Il club nerazzurro valuta l’inserimento di un giovane per addolcire l’offerta, ma ogni passo è legato alle scelte di Bergamo.

Il comportamento del nigeriano rischia di diventare un precedente clamoroso, in un mercato italiano spesso bloccato da contratti rigidi e tensioni tra club e giocatori. La vicenda potrebbe finire per alimentare anche il dibattito sulla governance dei contratti in Serie A.

L’Inter resta prudente, consapevole che ogni forzatura potrebbe generare uno scontro giuridico. L’Atalanta, dal canto suo, non vuole perdere la faccia e cerca di mantenere il controllo. Tutto si deciderà nei prossimi giorni, quando Lookman sarà chiamato a giustificare il suo comportamento o pagare le conseguenze.

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L’Atalanta può fare causa all’Inter se Lookman interrompe il contratto: la motivazione

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