Emergono nuovi dettagli sull’incidente stradale che ha causato la morte di Diogo Jota e del fratello André Silva, avvenuto il 2 luglio 2025 sulla A-52 nei pressi di Palacios de Sanabria, in Spagna. Secondo le indagini condotte dalla Guardia Civil, alla guida della Lamborghini Huracán noleggiata c’era proprio il calciatore del Liverpool, che stava effettuando un sorpasso a velocità elevata quando l’auto è uscita di strada.
La dinamica dell’incidente è stata aggravata dallo scoppio di uno pneumatico, che ha reso il veicolo completamente incontrollabile. Le perizie tecniche hanno confermato che la vettura viaggiava ben oltre il limite consentito di 120 km/h, come dimostrano i segni lasciati sull’asfalto da una delle ruote. Dopo l’impatto, l’auto ha preso fuoco, rendendo impossibile ogni tentativo di soccorso e compromettendo parte delle indagini, che restano comunque in fase avanzata.
Un mix fatale di velocità e guasto tecnico: le conclusioni degli inquirenti
Le autorità spagnole hanno ricostruito l’accaduto grazie alle tracce lasciate sul manto stradale e alle testimonianze raccolte, confermando che l’incidente è stato causato da una combinazione letale di eccesso di velocità e un’improvvisa foratura. La Lamborghini, lanciata a velocità sostenuta, ha perso aderenza durante il sorpasso, finendo fuori strada e incendiandosi subito dopo l’impatto.
L’auto è diventata una trappola mortale per i due fratelli, che sono deceduti sul colpo, senza possibilità di essere estratti vivi. Le fiamme hanno reso difficile il lavoro degli investigatori, ma le prove raccolte finora sono considerate sufficienti per escludere il coinvolgimento di altri veicoli o responsabilità esterne.
Il mondo del calcio è ancora sotto shock per la scomparsa improvvisa di Diogo Jota, 28 anni, attaccante del Liverpool e della Nazionale portoghese, e del fratello André. La tragedia ha scosso profondamente tifosi, compagni di squadra e dirigenti, che in questi giorni hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia. Le indagini proseguono per definire con precisione ogni dettaglio, ma il quadro emerso finora parla di un tragico errore umano aggravato da un imprevisto tecnico.