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De Rossi, l’incontro con il capoclan Cutolo e quelle losche pastiere ricevute dal boss

Di Pietro Amendola - il 12 Agosto 2019
Daniele De Rossi, ex giocatore della Roma

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Daniele De Rossi ha ormai chiuso la sua carriera calcistica a Roma. Il suo passaggio al Boca Juniors in Argentina, ha segnato il suo definitivo addio all’entourage giallorosso. Il calciatore ha rappresentato una parte importante della storia del club capitolino, e ormai rimarrà nella memoria di tutti i tifosi. Tutto il popolo romanista nutre grande ammirazione per De Rossi, compresi alcuni personaggi più oscuri. E’ il caso di Vincenzo Cutolo, 35 enne ritenuto il reggente del clan nella zona del Rione Traiano. Come riporta “La Repubblica” ,tra i documenti relativi all’inchiesta su quest’ultimo, emerge anche una conversazione con l’ex capitano giallorosso. Il contatto risale a circa 6 anni fa, alla vigilia di un match di campionato tra Napoli e Roma. All’ora De Rossi era nel pieno della sua carriera, e dunque si era ormai affermato come grande idolo per i tifosi giallorossi. Nella dinamica della telefonata tra Cutolo e il calciatore, c’è però la cruciale azione di Floro Flores, altro nome noto al calcio italiano. L’attaccante ha permesso l’incontro tra De Rossi e il capoclan, tifosissimo della Roma e grande amico di Floro Flores. Cutolo incontrò il calciatore in una camera di albergo, e chiamò Floro Flores per far sapere all’amico che si trovava con Daniele: «Tutto a posto, sto con Daniele, anche nella stanza. Ora te lo passo » , dice Cutolo. Daniele è proprio De Rossi. I due calciatori scherzano sugli acciacchi e sugli allenamenti dell’allenatore Zeman. Floro Flores prende in giro il romanista: «Da quando ti sta allenando lui sei morto…». E De Rossi gli chiede: «Ma tu lo hai mai avuto? » . L’attaccante annuisce: « Sì, quando ho fatto la prima partita in serie A » . Poi aggiunge: « È massacrante, lo so». Quindi De Rossi ripassa il telefono a Cutolo: « Enzuccio, tutto a posto allora, dai», dice Floro Flores. E l’altro lo ringrazia.

Il giorno dopo una quarta persona chiama Cutolo per informarlo del fatto che De Rossi non avrebbe giocato nella partita contro il Napoli per problemi fisici e che aveva, con piacere, accettato delle pastiere in regalo. Questo presunto omaggio al calciatore lasciava però pensare a affari illegali, e che dietro alle “pastiere” si potesse celare qualcos’altro. La polizia ha comunque confermato che , dalle intercettazioni, non emerge nulla di losco e illecito,e che le pastiere di cui parlavano Cutolo e il suo collega non avevano alcun significato nascosto. Il capoclan si trova adesso in carcere per accuse di associazione camorristica e droga, mentre De Rossi è pronto per iniziare la sua avventura con il Boca Juniors in Sud America, altro ambiente conosciuto per l’influenza e il peso della criminalità organizzata.

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