Kevin De Bruyne ha rifiutato la Juventus prima di firmare con il Napoli, e il motivo è chiaro: la proposta bianconera è stata considerata “non seria” e priva di basi concrete. Secondo quanto riportato dal New York Times, la Juve aveva manifestato interesse solo in modo informale, subordinando l’eventuale trattativa alla cessione di alcuni giocatori e alla disponibilità di fondi. Una condizione che ha fatto scartare subito l’ipotesi torinese, ritenuta troppo incerta e priva di garanzie.
Il centrocampista belga, reduce dall’addio al Manchester City, aveva aperto a un trasferimento in Serie A, ma cercava un progetto solido e immediatamente realizzabile. La Juventus, frenata da vincoli di bilancio e dalla necessità di sfoltire la rosa, non è riuscita a presentare un’offerta concreta, lasciando campo libero al Napoli. Anche altre squadre, come il Liverpool e il Galatasaray, avevano sondato il terreno, ma senza affondare il colpo.
Il Napoli ha invece convinto De Bruyne con un contratto biennale e la presenza di Antonio Conte in panchina, elemento decisivo nella scelta finale. Il fascino della Champions League e la voglia di dimostrare al City di aver sbagliato a lasciarlo andare hanno completato il quadro motivazionale del belga, che ha preferito restare in Europa e rilanciarsi in un contesto competitivo.
Chicago, Napoli e il ruolo di De Laurentiis: come si è sbloccata la trattativa
Tra le opzioni più concrete per De Bruyne c’era anche il Chicago Fire, club della MLS che aveva messo sul piatto un progetto ambizioso: stipendio da 4,5 milioni, centro sportivo all’avanguardia e accordi commerciali extra. Tuttavia, la possibilità di giocare la Champions League e lavorare con Conte ha avuto la meglio, spingendo il belga verso Napoli.
Un ruolo chiave lo ha avuto anche il presidente Aurelio De Laurentiis, che ha corteggiato il giocatore con entusiasmo, ma ha rischiato di compromettere tutto. Alcune sue dichiarazioni premature sulla trattativa, come l’annuncio che De Bruyne avesse già trovato casa a Napoli, hanno irritato l’entourage del calciatore, che non aveva ancora preso una decisione definitiva. Fonti vicine al giocatore hanno definito quelle uscite “controproducenti”, ma alla fine la trattativa si è chiusa positivamente.
Il legame con l’Italia, rafforzato dai consigli di Lukaku e Mertens e dal matrimonio celebrato a Sorrento, ha contribuito alla scelta finale, rendendo Napoli la destinazione ideale. La Juventus, invece, è rimasta fuori dai giochi per mancanza di tempismo e progettualità, confermando le difficoltà attuali nel competere per i grandi nomi del mercato.