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DAZN, 1 miliardo di dollari dagli arabi: la situazione

DAZN, 1 miliardo di dollari dagli arabi: la situazione

Il fondo saudita PIF pronto a investire in DAZN: trattative avanzate

Il ramo dedicato agli investimenti sportivi del Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, sarebbe in trattative avanzate per investire almeno 1 miliardo di dollari in DAZN, il servizio di streaming di proprietà del miliardario Len Blavatnik. La piattaforma detiene i diritti di trasmissione di alcune delle principali leghe calcistiche europee, consolidando il suo ruolo di protagonista nella diffusione degli eventi sportivi in diretta.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’accordo potrebbe essere annunciato entro questo mese. Tuttavia, i termini finali non sono ancora stati definiti e potrebbero subire variazioni. Nonostante a ottobre il PIF avesse smentito qualsiasi piano di investimento in DAZN, il possibile accordo rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia saudita di espansione nel panorama sportivo globale.

Strategia saudita: sport, immagine e turismo

Guidata dal principe ereditario Mohammed Bin Salman, l’Arabia Saudita sta puntando sugli sport come elemento chiave per diversificare la propria economia, migliorare la propria immagine internazionale e attrarre turismo. Negli ultimi anni, il Paese ha ospitato eventi di grande rilevanza, tra cui incontri di boxe a Riyad, la Supercoppa italiana e la Supercoppa di Spagna, che si sono aggiunti a una lunga lista di competizioni prestigiose.

DAZN, che già trasmette eventi sportivi di rilievo come la Ligue 1 francese e la Formula 1, potrebbe diventare un partner strategico per promuovere e diffondere le partite della Saudi Pro League. Quest’ultima, forte degli ingenti investimenti effettuati negli ultimi anni (oltre 1 miliardo di dollari), ospita ora stelle del calibro di Cristiano Ronaldo, Neymar e Karim Benzema.

Oltre ai diritti sportivi, DAZN detiene l’esclusiva per la trasmissione del primo Mondiale per Club a 32 squadre, un evento che sarà visibile gratuitamente in tutto il mondo. La collaborazione tra PIF e DAZN potrebbe quindi ampliare ulteriormente la portata internazionale del campionato saudita, consolidando la sua rilevanza nel panorama calcistico globale.

L’accordo, qualora si concretizzasse, rappresenterebbe un passo significativo per il PIF e un’occasione per DAZN di rafforzare la propria posizione sul mercato, confermando la centralità dello sport come leva strategica per l’Arabia Saudita nel ridefinire la sua identità globale.

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Clamoroso Milan, salta il trasferimento di Okafor al Lipsia: cosa è accaduto

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Juventus, addio Vlahovic a gennaio: le possibili destinazioni ed i nomi del sostituto

Clamoroso Milan, salta il trasferimento di Okafor al Lipsia: cosa è accaduto

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Noah Okafor resta al Milan: salta il trasferimento al Lipsia

Il futuro di Noah Okafor si tinge di rossonero almeno per il momento. Il trasferimento dell’attaccante svizzero al Lipsia, che sembrava cosa fatta, è stato bloccato a sorpresa dopo i test medici condotti dal club tedesco. Una decisione inaspettata che obbliga il Milan a rivedere i propri piani in vista della sessione invernale di mercato.

Secondo quanto riportato da Sky Sport DE, l’operazione tra i due club prevedeva un prestito oneroso da 1 milione di euro, con diritto di riscatto fissato a 25 milioni per giugno. Tuttavia, le visite mediche hanno evidenziato che Okafor non è ancora pronto fisicamente per scendere in campo nell’immediato, spingendo il Lipsia a ritirarsi dall’accordo. Questo cambio di rotta è stato dettato anche dalla necessità per il tecnico Marco Rose di avere un attaccante offensivo già pronto, considerando le difficoltà legate agli infortuni nella rosa del club tedesco.

Le ripercussioni sul mercato del Milan

L’impossibilità di cedere Okafor rappresenta una battuta d’arresto per il Milan, che contava su questa operazione per liberare spazio in attacco e finanziare nuovi acquisti. In particolare, l’arrivo del classe 1997 Marcus Rashford, individuato come sostituto ideale dello svizzero, rischia ora di sfumare.

Senza la partenza di Okafor, infatti, i rossoneri non potranno garantire l’approdo dell’attaccante inglese. Al contrario, le ultime indiscrezioni parlano di un possibile affondo per Kyle Walker, terzino destro in uscita dal Manchester City. L’eventuale arrivo del difensore inglese garantirebbe un innesto di grande esperienza per la rosa di Sergio Conceiçao, ma chiuderebbe definitivamente le porte a Rashford. Questo a causa delle regole sul tesseramento dei calciatori britannici provenienti dall’estero, che limitano le opzioni per il club milanese.

Lo stop dell’operazione Okafor-Lipsia apre dunque nuovi scenari per il mercato di gennaio del Milan, che dovrà muoversi con cautela per rispettare i vincoli regolamentari e garantire al tecnico una rosa competitiva per il prosieguo della stagione.

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Il video di Adani che sbotta contro Fabio Caressa: “Co***one ti chiamo con il tuo vero nome, guadagni ma non sai fare questo lavoro”

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Lele Adani si infiamma: la Nazionale e il confronto con Caressa sulla Norvegia

Quando si parla di Nazionale, il dibattito si accende rapidamente, e Lele Adani non si tira mai indietro. Nel contesto di Viva e Futbol, la trasmissione che conduce insieme ad Antonio Cassano e Nicola Ventola, l’ex difensore si è lasciato andare a uno sfogo infuocato riguardante l’Italia e la sua prossima avversaria, la Norvegia, nelle qualificazioni europee per il Mondiale 2026.

Adani ha criticato aspramente una vecchia dichiarazione di Fabio Caressa, risalente a circa un mese fa, in cui il telecronista aveva sminuito la forza della Norvegia. Sebbene non lo abbia mai nominato esplicitamente, il riferimento alle parole del giornalista è apparso chiaro e ha generato un acceso dibattito tra i tifosi e gli appassionati di calcio.

Lo scontro a distanza, le parole di Caressa e la replica di Adani: il video

Tutto ha avuto origine quando, ai microfoni di Radio Deejay, Fabio Caressa aveva espresso il suo punto di vista su Italia-Norvegia con un commento tagliente:

“Haaland è stato annullato da Gatti. La Norvegia non fa i Mondiali dal 1998 e non partecipa agli Europei dal 2000. Se dobbiamo avere paura della Norvegia, stiamo a casa.”

Queste parole non sono passate inosservate e hanno fatto scattare Adani, che ha attaccato senza mezzi termini durante la sua trasmissione. Pur evitando di fare il nome di Caressa, l’ex calciatore ha reso chiaro il destinatario delle sue accuse:

“Chi sa di calcio sa che la Norvegia è una squadra forte. Sorloth, Haaland, Odegaard: questi non sono giocatori forti, sono giocatori incredibili. Probabilmente noi non li abbiamo. Non abbiamo Haaland, non so se mi sbaglio. Odegaard in forma non lo abbiamo.”

Adani ha poi rincarato la dose, riferendosi direttamente al commento del collega:

“Qualche ce che non sa fare questo lavoro, ma ci guadagna da trent’anni, esce fuori a dire: ‘Ma se adesso abbiamo paura della Norvegia?’. Ma ce, te lo dico in italiano. L’Italia è uscita contro la Macedonia del Nord e con la Svezia, quindi è dura.”

Un dibattito destinato a proseguire

Le parole di Adani sono diventate rapidamente virali sui social, dividendo il pubblico tra chi concorda con la sua analisi e chi invece difende le dichiarazioni di Caressa. Adani ha proseguito il suo sfogo con toni ancora più accesi, accusando il suo rivale di superficialità nell’analisi calcistica:

“Se vai contro di noi, sei un c******e. Analizza il calcio invece di dire cose non vere. La Norvegia deve essere battuta dall’Italia, ma sarà dura. Abbiamo saltato due Mondiali e siamo usciti contro la Macedonia.”

Le qualificazioni al Mondiale 2026 rappresentano un banco di prova cruciale per la Nazionale italiana, che dovrà affrontare una Norvegia tutt’altro che arrendevole. Il dibattito tra Adani e Caressa, pur alimentando tensioni, riflette l’importanza di questa sfida e la necessità per gli Azzurri di ritrovare credibilità sul palcoscenico internazionale.

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Como-Milan, rivoluzione in attacco di Conceicao: le scelte del tecnico rossonero

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Como-Milan, tutto pronto per il recupero del campionato: sfida fondamentale per i rossoneri

Oggi alle 18:30, lo stadio Sinigaglia di Como ospiterà il recupero della partita tra Como e Milan, rinviata per la coincidenza con la Supercoppa italiana. La squadra lariana, allenata da Cesc Fabregas, arriva alla sfida con entusiasmo, dopo aver strappato un pareggio prezioso contro la Lazio nell’ultimo turno di Serie A. Dall’altra parte, il Milan di Sergio Conceiçao, reduce da un deludente 1-1 contro il Cagliari, non può permettersi ulteriori passi falsi se vuole restare in corsa per un posto in Champions League.

Il Como si affida alla sua solidità difensiva e alle giocate di qualità dei suoi uomini chiave, mentre il Milan punta su un mix di esperienza e giovani talenti per ottenere i tre punti. Gli occhi saranno puntati su Cutrone, grande ex della partita, e su Tammy Abraham, chiamato a guidare l’attacco rossonero e rispondere alle critiche delle ultime settimane.

Le formazioni ufficiali e le scelte di Fabregas e Conceiçao

Como (3-4-2-1):

Butez; Goldaniga, Dossena, Kempf; Van Der Brempt, Engelhardt, Da Cunha, Fadera; Strefezza, Diao; Cutrone.
A disposizione: Audero, Reina, Fellipe Jack, Goldaniga, Braunöder, Caqueret, Kone, Mazzitelli, Nico Paz, Perrone, Verdi, Belotti, Chinetti, Gabrielloni, Razi.
Allenatore: Cesc Fabregas.

Milan (4-2-3-1):

Maignan; Emerson Royal, Tomori, Thiaw, Theo Hernandez; Fofana, Bennacer; Pulisic, Reijnders, Leao; Abraham.
A disposizione: Sportiello, Torriani, Calabria, Gabbia, Álex Jiménez, Pavlović, Terracciano, Musah, Zeroli, Omoregbe, Morata, Camarda.
Allenatore: Sergio Conceiçao.

Fabregas deve fare i conti con l’assenza di Nico Paz, uno dei protagonisti del Como, e schiera Diao come sostituto, affiancandolo a Strefezza per sostenere l’ex rossonero Cutrone. In panchina, la novità è il neo-acquisto Caqueret, pronto a dare il suo contributo nella ripresa.

Nel Milan, la principale novità è il ritorno di Emerson Royal, che rientra dalla squalifica e prende il posto di Calabria sulla fascia destra. In mediana torna titolare Bennacer, mentre in attacco Abraham parte favorito su Morata, con il supporto di Pulisic, Reijnders e Leao.

Match delicato per entrambe le squadre: obiettivi e contesto

Il Como cerca continuità dopo il pareggio contro la Lazio, mentre il Milan deve ritrovare smalto per non perdere terreno nella corsa Champions. La gara sarà diretta dall’arbitro Gianluca Manganiello, con assistenti Giallatini e Colarossi; al VAR ci saranno Serra e Fabbri.

Per i lariani, il focus sarà su Cutrone, motivato a fare bene contro il suo passato, mentre il Milan punterà sull’esperienza di Theo Hernandez e sulla creatività di Leao per sbloccare la partita. Una sfida che promette emozioni, con entrambe le squadre determinate a portare a casa un risultato positivo.

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Cosa succederà all’aquila Olympia dopo il licenziamento del falcioniere Bernabé: la mossa della Lazio

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Addio all’aquila Olympia: la Lazio interrompe il rapporto con il falconiere Juan Bernabé

La Lazio ha deciso di dire addio all’aquila Olympia, simbolo biancoceleste che dal 2010 volava sopra lo Stadio Olimpico prima di ogni gara casalinga. La decisione è legata al licenziamento di Juan Bernabé, il falconiere che da oltre 14 anni si occupava di gestire l’iconico rituale. Lo scandalo che ha travolto Bernabé è esploso nei giorni scorsi, quando il falconiere ha pubblicato sui social alcune immagini che documentavano un intervento chirurgico personale, ritenute inadeguate dal club.

La Lazio, tramite un comunicato ufficiale, ha espresso “stupore e indignazione” per quanto accaduto, dichiarando interrotto il rapporto di lavoro con Bernabé con effetto immediato. Con la risoluzione del contratto, del valore di 125mila euro annui, si è interrotto anche il legame con Olympia, poiché l’aquila era di proprietà della Eagle and Victory Srl, società gestita dallo stesso falconiere. Questa scelta pone il club nella necessità di trovare una nuova figura per ricoprire il ruolo, nonché un’altra aquila che possa riprendere il tradizionale volo prepartita, ormai parte integrante dell’identità biancoceleste.

Le prossime mosse della Lazio e l’impatto sul calendario

La Lazio sta già lavorando per individuare una soluzione che possa garantire la continuità del rituale, simbolo distintivo del club sin dal 22 settembre 2010, giorno del debutto di Olympia nella partita contro il Milan. Tuttavia, trovare un nuovo falconiere e un’aquila adeguata potrebbe richiedere tempo. Il club ha fissato come scadenza il 26 gennaio, quando è in programma la sfida casalinga di Serie A contro la Fiorentina, ma già il 23 gennaio ci sarà un impegno cruciale in Europa League contro la Real Sociedad.

La gara europea potrebbe quindi rappresentare il primo match casalingo senza l’aquila dopo 14 anni, un’assenza simbolica che non passerà inosservata ai tifosi. Nel frattempo, la squadra guidata da Marco Baroni dovrà affrontare un periodo delicato sul campo, con risultati altalenanti che hanno portato solo due punti nelle ultime tre gare, incluso il ko nel derby contro la Roma.

La prossima sfida contro il Verona al Bentegodi, prevista per il 19 gennaio, offre al club qualche giorno in più per organizzare un’alternativa. Tuttavia, se non si troverà una soluzione entro la fine del mese, la Lazio potrebbe essere costretta a interrompere temporaneamente uno dei suoi rituali più rappresentativi, suscitando ulteriore malcontento in un momento già complicato per l’ambiente biancoceleste.

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