Crystal Palace escluso all’improvviso dall’Europa League e retrocesso in Conference League: cosa è accaduto

Crystal Palace escluso all’improvviso dall’Europa League e retrocesso in Conference League: cosa è accaduto

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Il Crystal Palace è stato escluso dalla prossima Europa League per violazione delle regole UEFA sulla multiproprietà, un verdetto clamoroso che ha modificato radicalmente il quadro europeo per i club inglesi. La società di John Textor, Eagle Football Holdings, controlla sia il Crystal Palace che il Lione, creando un conflitto diretto con l’articolo 5.01 del Regolamento UEFA: “Nessuna entità può avere influenza su due club nella stessa competizione europea”. Poiché il Palace non ha rispettato la scadenza del 1° marzo 2025 per ristrutturare le quote societarie, la Prima Camera del CFCB ha deliberato la retrocessione in Conference League.

La decisione ha favorito il Nottingham Forest, promosso d’ufficio in Europa League come settima classificata della Premier League, mentre il Lione — inizialmente a rischio esclusione per motivi finanziari — è stato riammesso in Ligue 1 e nella competizione UEFA grazie alla vittoria del ricorso alla DNCG. A pesare nella scelta è stato anche il miglior posizionamento del Lione (sesto in Ligue 1) rispetto al dodicesimo posto del Crystal Palace, nonostante il trionfo in FA Cup che aveva garantito l’accesso alla seconda competizione europea.

Il precedente cambia le regole: multiproprietà nel mirino, Forest premiato e il Palace in bilico

La UEFA ha chiarito che entrambe le squadre erano in violazione della norma sulla multiproprietà, ma ha scelto di privilegiare il club con maggiore merito sportivo e con una posizione legale più definita. Il Crystal Palace ha cercato di difendersi sostenendo che John Textor non esercitasse un’influenza diretta, ma la documentazione fornita non è bastata. Anche il trionfo nella FA Cup non ha potuto salvare il club inglese dalla retrocessione in Conference League.

Il Nottingham Forest beneficia ora di un’opportunità storica, passando dalla terza alla seconda competizione continentale, mentre il Palace si ritrova penalizzato per motivi extracalcistici. La società londinese ha annunciato che presenterà ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, ma i margini per un ribaltamento appaiono estremamente ridotti, visto il verdetto dettagliato già espresso dalla UEFA.

Questo caso apre scenari nuovi nella gestione dei club multiproprietari in Europa, e potrebbe coinvolgere anche altre realtà con strutture societarie simili. Un monito severo che segna una svolta nelle politiche UEFA e impone una maggiore trasparenza nei rapporti tra proprietà e competizioni internazionali. Intanto, il Lione giocherà l’Europa League con l’etichetta di club riabilitato, mentre il Palace affronta una stagione europea molto diversa da quella immaginata.

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