Criscitiello duro su Mancini: “Convoca giocatori che non conoscono l’inno di Mameli, dopo Londra non ha capito più niente”

Foto: screenshot video

Continuano le polemiche intorno all’operato di Roberto Mancini con la Nazionale italiana. Il CT degli azzurri è stato duramente criticato da Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, nel suo consueto editoriale per Tuttomercatoweb del lunedì.

CRISCITIELLO SU MANCINI: “LA SUA FORTUNA E’ LA STAMPA”

L’editoriale di Michele Criscitiello inizia parlando della stampa italiana. Secondo il giornalista, sono i quotidiani sportivi che fanno scudo attorno al CT della Nazionale, elogiandolo anche quando dovrebbe essere criticato per i risultati conseguiti sul campo:  “La fortuna di Mancini è la stampa. La vittoria di Mancini è quel mese magico che ci ha riportato in strada grazie ad un Europeo vinto con orgoglio e caparbietà. Però, signori, ci dobbiamo mettere d’accordo. E dobbiamo chiedere a Mancini una certa coerenza. Inutile spostare l’attenzione ora sui club che non fanno giocare gli italiani e non puntano sui giovani. Innanzitutto è un problema di mezza Europa. In Sudamerica, Argentina e Brasile, hanno fatto la storia con calciatori in giro per il Mondo lontano dal proprio Paese. Un anno fa, i nostri club, utilizzavano gli italiani e i giovani come fanno adesso. Non è cambiato nulla. Prima, però, andava tutto bene perché vincevamo l’Europeo, adesso Mancini per salvare la faccia (e non solo) sposta l’attenzione sui club”.

Foto: profilo Twitter Italia

CRISCITIELLO SU MANCINI: “SI DIMETTA SE NON GLI VA BENE IL SISTEMA”

Michele Criscitiello continua il suo editoriale parlando delle dimissioni di Roberto Mancini. Secondo il giornalista, il CT dell’Italia doveva andar via già dalla partita persa a Palermo contro la Macedonia del Nord, match in cui gli azzurri sono stati eliminati dal Mondiale: “Si dimetta se questo sistema non gli va bene. Si doveva dimettere a Palermo, senza neanche salire sull’aereo. Perché un CT che non ti porta al Mondiale e siede sulla panchina dell’Italia, in automatico merita di non andare avanti. La Nazionale non è un club. Il Presidente della FIGC non rappresenta la sua società ma un movimento. I club fanno quello che vogliono e vengono giudicati dai propri tifosi, la Nazionale è diverso. Senza i Mondiali ne paga il Paese, il PIL, i ricavi… tutto. Per questo Gravina e Mancini, a Palermo, dovevano solo annunciare le dimissioni. La Nazionale è del Popolo e come la politica, se fallisci non puoi rappresentare più il Paese.”

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CRISCITIELLO SU MANCINI: “CONVOCA GIOCATORI CHE NON CONOSCONO L’INNO DI MAMELI”

Michele Criscitiello conclude il suo editoriale su Roberto Mancini con la questione raduni. Il CT dell’Italia, secondo il giornalista, ha convocato giocatori che non conoscono neanche l’inno di Mameli. Dopo il trionfo di Londra, si legge, Mancini non ha capito più nulla nella gestione del gruppo: “Mancini dopo il trionfo di Londra non ha capito più niente nella gestione del gruppo. Prima una accozzaglia di convocati. Ogni raduno 100 convocati diversi. Ha fatto diventare italiani, per un giorno, anche calciatori che non conoscono l’inno di Mameli, è andato avanti col gruppo dell’Europeo ignorando che i giovani li ha e anche forti. Se non fa giocare Scamacca, Tonali e Pellegrini la colpa è solo sua e non delle società. Con l’Argentina l’umiliazione più grande. Non per il risultato ma per la prestazione e la prova di debolezza. Quell’Italia non può scendere in campo in condizioni pietose.” (CLICCA QUI PER LEGGERE L’EDITORIALE COMPLETO)

Foto: Twitter FIGC

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