Coppa Italia, Juventus-Inter, parla l’ex nerazzurro Cruz

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Julio Cruz, ex bandiera nerazzurra parla prima della semifinale di Coppa Italia Juventus-Inter

Tutti hanno ammirato, tifosi e non, i tiri pennellati di Julio Cruz, giocatore che in carriera è riuscito a segnare addirittura 10 gol alla Juventus. El jardinero -soprannome dovuto al fatto che prima del calciatore ha fatto il giardiniere- ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, parlando  del derby d’Italia. Dolci ricordi per Cruz all’incredibile rimonta della stagione 2007/2008, quando l’Inter sbancò Torino per 3-2 ed eliminò la Juventus ai quarti di Coppa Italia e la vittoria contro la Juventus per 3-1 con la sua doppietta nella stagione 2003/04.

Cruz sulle probabilità dell’Inter di passare

“Sono ottimista, ce la può fare. Mi spiace di come sia finita all’andata, non meritava la sconfitta. Sarà dura, però l’Inter ha tutto per poter vincere e volare in finale. Da troppi anni manca una coppa, è arrivato il momento di rivincere un titolo”.

Cruz sull’impresa di Torino nella stagione 2003/2004

“E chi se la dimentica. Venivamo da un inizio difficile che costò la panchina a Cuper. Partita straordinaria, vincemmo 3-1 con due miei gol”.

Cruz sul feeling con il gol alla Juventus

“In effetti a Torino ho fatto diversi gol, ma il più bello resta la punizione proprio in quel 3-1. Non era la mia specialità, ma mi sentivo di calciarla nonostante avessi davanti Buffon che era già il più forte portiere del mondo. La misi proprio all’incrocio”.

Cruz sulla coppia Lukaku-Lautaro

“Lukaku e Lautaro sono una coppia fenomenale. Non conosco personalmente Lukaku, ma lo ammiro tanto. Il suo impatto con l’Italia è stato incredibile. Fa tutto benissimo, segna, gioca di sponda, crea spazi per i compagni. E, cosa ancora più importante, si cerca tantissimo con Lautaro. Lavorano l’uno per l’altro e questo fa la differenza”.

Infine l’ex Inter concede una battuta sul lavoro di Antonio Conte, come allenatore che non lo sorprende affatto:

“No, perché dovrei (essere sorpreso). Lo ricordo da calciatore avversario e si vedeva che aveva la leadership per fare l’allenatore. Così come avevo visto in Gallardo e Simone Inzaghi quella voglia di imparare che è tipica di chi sa già cosa farà una volta smesso”.

Consulta anche: semifinali di Coppa Italia, tutti i precedenti tra Inter-Juventus

Fonte: Fantacalcio.it

 

 

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