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Coppa Italia 25/26, svelato il programma dei 32esimi: quando e contro chi gioca il Milan, data ed orario del match

Coppa Italia 25/26, svelato il programma dei 32esimi: quando e contro chi gioca il Milan, data ed orario del match

La Coppa Italia Frecciarossa 2025/2026 prende ufficialmente il via il 15 agosto con i trentaduesimi di finale, e tra le sfide più attese spicca Milan-Bari, in programma domenica 17 agosto alle ore 21:15. I rossoneri, ottavi nell’ultima Serie A, anticipano l’ingresso in Coppa a causa della vittoria del Bologna nell’edizione precedente, che ha modificato la griglia d’accesso al torneo. La sfida contro il Bari rappresenta un banco di prova importante per la squadra di Allegri, chiamata a partire con il piede giusto in una competizione che non vince dal 2022.

Il programma dei trentaduesimi si articola su quattro giornate, dal 15 al 18 agosto, con otto partite al giorno. Empoli, Sassuolo, Lecce e Genoa apriranno le danze il 15 agosto, mentre il Milan chiuderà il terzo giorno di gare, preceduto da Monza-Frosinone, Parma-Pescara/Rimini e Cesena-Pisa. La Lega Serie A ha ufficializzato il calendario con il comunicato n. 263 del 24 giugno 2025, confermando date e orari di tutte le sfide.

La vincente di Milan-Bari accederà ai sedicesimi di finale, dove potrebbe incrociare una delle big che entreranno in scena dagli ottavi, previsti a dicembre. Il tabellone prevede potenziali incroci di alto livello già ai quarti, con sfide come Juventus-Atalanta, Inter-Roma e Fiorentina-Napoli.

Obiettivo finale all’Olimpico: il percorso verso Roma parte da San Siro

La finale della Coppa Italia 2025/2026 si disputerà il 13 maggio 2026 allo stadio Olimpico di Roma, e il Milan punta a esserci dopo due stagioni di assenza. Il cammino dei rossoneri parte da San Siro, dove affronteranno un Bari ambizioso e reduce da una buona stagione in Serie B, pronto a giocarsi le sue carte in una sfida dal sapore storico.

La Coppa Italia rappresenta un obiettivo concreto per il Milan, che vuole tornare a sollevare un trofeo nazionale e garantire l’accesso diretto all’Europa. Con Allegri in panchina e una rosa rinnovata, i rossoneri puntano a una partenza convincente, sfruttando il fattore campo e l’entusiasmo del pubblico.

Il Bari, dal canto suo, arriva a San Siro senza nulla da perdere, con l’obiettivo di sorprendere e mettere in difficoltà una delle grandi del calcio italiano. La sfida sarà trasmessa in prima serata, a conferma dell’interesse mediatico attorno al match, che potrebbe regalare emozioni e colpi di scena.

Il regolamento della competizione prevede gare secche fino ai quarti, con supplementari e rigori in caso di parità, rendendo ogni partita decisiva. Il Milan dovrà quindi affrontare ogni turno con la massima concentrazione, consapevole che un passo falso potrebbe compromettere l’intera stagione.

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Camarda, addio temporaneo al Milan: andrà in prestito in Serie A, una squadra in pole

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Camarda, addio temporaneo al Milan: andrà in prestito in Serie A, una squadra in pole

Camarda, addio temporaneo al Milan: andrà in prestito in Serie A, una squadra in pole

Francesco Camarda, classe 2008 e gioiello del settore giovanile del Milan, è pronto a vivere la sua prima vera esperienza lontano da Milanello, con l’obiettivo di trovare spazio e minuti in Serie A. Dopo una stagione da protagonista con il Milan Futuro (20 presenze e 7 gol) e 16 apparizioni con la prima squadra, il club rossonero ha deciso di rinnovargli il contratto per un’altra stagione, ma con l’intenzione di mandarlo in prestito per favorirne la crescita.

Secondo quanto riportato da MilanNews.it, il Lecce sarebbe in vantaggio su tutte le altre pretendenti, grazie a un progetto tecnico che garantirebbe a Camarda minutaggio, visibilità e un ambiente ideale per maturare. Il club salentino ha già dimostrato in passato di saper valorizzare i giovani, e l’arrivo del baby bomber rossonero potrebbe rappresentare un colpo importante anche in ottica futura.

Il Milan, consapevole del potenziale del ragazzo, vuole evitare il rischio di tenerlo in panchina o relegarlo in Primavera, preferendo un contesto competitivo ma non troppo pressante. Il Lecce, con una rosa giovane e un gioco offensivo, sembra offrire le condizioni perfette per far sbocciare il talento di Camarda, che ha già attirato l’attenzione degli osservatori internazionali.

Prestito strategico per il Milan: Camarda in vetrina per crescere e tornare protagonista

La scelta di mandare Camarda in prestito non è un addio, ma una mossa strategica del Milan per valorizzare uno dei suoi prospetti più promettenti, in un campionato che possa offrirgli continuità e responsabilità. Il Lecce, in questo senso, rappresenta una vetrina ideale, dove il giovane attaccante potrà confrontarsi con difese esperte e affinare le sue doti tecniche e tattiche.

Il club rossonero ha già adottato questa strategia con altri giovani talenti, ottenendo risultati positivi in termini di crescita e ritorno tecnico. Camarda, che ha dimostrato grande maturità nonostante la giovane età, è pronto a raccogliere la sfida, consapevole che ogni minuto in campo sarà fondamentale per il suo percorso.

Il prestito al Lecce potrebbe anche aprire scenari interessanti per il futuro, con il Milan che manterrebbe il controllo sul cartellino e potrebbe reintegrarlo già nella stagione successiva, forte di un’esperienza formativa in Serie A. L’operazione, se confermata, rappresenterebbe un passo importante nella carriera del giovane attaccante, che ha tutte le carte in regola per diventare un punto fermo del calcio italiano nei prossimi anni.

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Giornalista del River Plate propone il “biscotto” a Chivu: il video della reazione dell’allenatore dell’Inter

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Giornalista del River Plate propone il “biscotto” a Chivu: il video della reazione dell’allenatore dell’Inter

Giornalista del River Plate propone il “biscotto” a Chivu: il video della reazione dell’allenatore dell’Inter

Cristian Chivu ha reagito con indignazione alla proposta di un giornalista del River Plate di pareggiare 2-2 per favorire il passaggio del turno di entrambe le squadre, nel match decisivo del girone E del Mondiale per Club 2025. Il tecnico dell’Inter, avvicinato nel ritiro di Seattle da un inviato del media argentino “Un Metro Adelantado”, ha ascoltato la provocazione e si è allontanato senza proferire parola, lasciando intendere il suo totale dissenso. In Argentina, l’episodio è stato ribattezzato “il patto di Seattle”, alimentando un acceso dibattito tra tifosi e media.

La proposta di un pareggio “strategico” nasce dal fatto che un 2-2 garantirebbe la qualificazione sia all’Inter che al River Plate, escludendo il Monterrey anche in caso di vittoria contro l’Urawa Red Diamonds. Il gesto di Chivu è stato interpretato come un segnale di integrità sportiva, in un contesto in cui ogni partita dovrebbe essere giocata per vincere. Diversa la reazione di altri membri della delegazione nerazzurra: Zanetti e Marotta hanno sorriso, mentre alcuni giocatori hanno preferito non commentare.

Il match tra Inter e River Plate si preannuncia decisivo e ad alta tensione, con i nerazzurri che hanno a disposizione due risultati su tre per accedere agli ottavi. Il comportamento di Chivu ha rafforzato l’immagine di un allenatore serio e rispettoso del gioco, pronto a respingere ogni tentativo di alterare la regolarità della competizione.

Il “patto di Seattle” divide l’opinione pubblica: tra ironia, etica e regolamenti FIFA

La proposta di un pareggio concordato tra Inter e River Plate ha scatenato reazioni contrastanti, tra chi la considera una semplice provocazione e chi teme possa minare la credibilità del torneo. Secondo il regolamento FIFA, qualsiasi accordo premeditato tra squadre per influenzare il risultato è vietato e sanzionabile, anche se difficile da dimostrare in assenza di prove concrete. Il caso ha riportato alla memoria episodi simili del passato, come il celebre “biscotto” tra Svezia e Danimarca a Euro 2004.

Il pareggio 2-2 garantirebbe il passaggio del turno a entrambe le squadre grazie alla classifica avulsa, lasciando il Monterrey fuori nonostante una possibile vittoria. Finora, gli scontri diretti tra le tre squadre si sono chiusi con Monterrey-Inter 1-1 e River-Monterrey 0-0, rendendo il numero di gol segnati negli scontri diretti il criterio decisivo. Un pareggio con almeno due gol per parte tra Inter e River Plate eliminerebbe matematicamente i messicani, a prescindere dal risultato contro l’Urawa.

Il gesto di Chivu ha ricevuto consensi anche fuori dall’ambiente nerazzurro, con molti tifosi e addetti ai lavori che hanno lodato la sua fermezza. L’episodio dimostra quanto sia sottile il confine tra strategia e scorrettezza, e quanto sia importante il ruolo degli allenatori nel difendere i valori dello sport. Il Mondiale per Club, vetrina globale del calcio, non può permettersi zone d’ombra, e la reazione di Chivu ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sull’etica della competizione.

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Milan in lutto, è morto l’ex presidente rossonero che riportò il club in Serie A negli anni ’80

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È scomparso Gaetano Morazzoni, ex presidente del Milan dal 1980 al 1982, figura centrale in uno dei momenti più difficili della storia del club. Avvocato stimato e politico della Democrazia Cristiana, Morazzoni prese le redini della società rossonera dopo la retrocessione d’ufficio in Serie B per lo scandalo Totonero, che aveva travolto anche l’allora presidente Felice Colombo. La sua nomina rappresentò un atto di responsabilità e coraggio, in un contesto segnato da sfiducia e tensioni.

Sotto la sua guida, il Milan ottenne immediatamente la promozione in Serie A, dimostrando carattere e determinazione. Tuttavia, la stagione successiva fu segnata da difficoltà tecniche e risultati deludenti, che portarono il club nuovamente a lottare per la salvezza. Nel 1982 Morazzoni lasciò la presidenza a Giuseppe Farina, aprendo la strada a una nuova fase che culminerà, anni dopo, con l’era Berlusconi.

Il Milan ha ricordato Morazzoni con parole di grande rispetto, definendolo “signorile nell’avvocatura, appassionato nello sport” e sottolineando il suo ruolo in un momento storico “molto delicato e molto particolare”. Il suo contributo è stato fondamentale per mantenere viva l’identità del club, anche nei momenti più bui.

Una carriera tra politica e sport: Morazzoni, avvocato e uomo delle istituzioni

Oltre al calcio, Gaetano Morazzoni ha avuto una lunga e prestigiosa carriera politica e istituzionale, che lo ha visto protagonista in diversi ambiti. Deputato per due legislature consecutive dal 1976 al 1983, ha ricoperto incarichi di rilievo sia nel Comune di Rho, dove fu anche vicesindaco, sia nel Comune di Milano come assessore. Figura di riferimento della Democrazia Cristiana, fu anche vicepresidente della Fondazione Fiera Milano, consolidando il suo ruolo nel tessuto politico e amministrativo lombardo.

Nel 1997 iniziò una collaborazione con Forza Italia come consulente, affiancando anche Mediaset in alcuni progetti strategici. La sua esperienza giuridica e politica lo rese un interlocutore autorevole e rispettato, capace di muoversi con equilibrio tra istituzioni e mondo imprenditoriale. Il suo impegno civico è stato sempre accompagnato da una grande passione per lo sport, che trovò espressione massima nella presidenza del Milan.

Le esequie di Morazzoni si terranno giovedì mattina nella chiesa parrocchiale di San Vittore a Rho, sua città natale. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo dello sport e della politica, ma anche un’eredità di integrità e dedizione che resterà nel tempo.

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La barriera “divisa” del Monterrey per difendere la porta non è una novità: chi la sperimentò per la prima volta

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La barriera “divisa” del Monterrey per difendere la porta non è una novità: chi la sperimentò per la prima volta

La barriera “divisa” del Monterrey per difendere la porta non è una novità: chi la sperimentò per la prima volta

Il Monterrey ha stupito il mondo del calcio con una barriera “divisa” durante i calci di punizione, una soluzione difensiva che ha creato non pochi problemi a Inter e River Plate nel Mondiale per Club 2025. La squadra messicana, guidata da Sergio Ramos, ha mostrato una compattezza difensiva impeccabile, ma è stata questa particolare disposizione a catturare l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori.

La barriera è stata divisa in due blocchi da quattro uomini ciascuno, lasciando uno spazio centrale che consentiva al portiere Esteban Andrada di vedere chiaramente il pallone, posizionandosi così in modo più reattivo. Una metà copriva il primo palo, l’altra il secondo, mentre il “buco” centrale fungeva da trappola psicologica per il tiratore, che si trovava davanti a un invito al tiro tanto allettante quanto rischioso.

Questa soluzione non è del tutto nuova: era già stata utilizzata dal Monterrey in passato, ma è tornata alla ribalta grazie alla visibilità del torneo FIFA. Secondo The Athletic, l’idea risalirebbe addirittura al 1993, quando l’allenatore serbo Bora Milutinovic la sperimentò con la nazionale USA, ma pochi la ricordavano fino a oggi.

L’efficacia della barriera “divisa” dipende dalla posizione del calcio piazzato e dalla qualità del tiratore, ma ha dimostrato di essere un’arma tattica interessante, capace di instillare dubbi e incertezze anche nei calciatori più esperti.

Una strategia che divide e conquista: il Monterrey rilancia l’innovazione difensiva

La barriera spezzata del Monterrey non è solo una trovata scenografica, ma una scelta studiata per disorientare l’avversario e dare vantaggio al portiere, che può così mantenere il contatto visivo con il pallone fino all’ultimo istante. L’idea ha funzionato sia contro l’Inter che contro il River Plate, due squadre abituate a gestire le palle inattive con precisione.

Durante il match contro l’Inter, la scena si è verificata nei minuti di recupero del primo tempo, sorprendendo anche i commentatori. Pochi giorni dopo, la stessa disposizione è stata riproposta contro il River Plate, confermando che non si trattava di un episodio isolato, ma di una strategia codificata.

Il portiere Esteban Andrada ha sfruttato lo spazio centrale per leggere meglio la traiettoria del pallone, mentre i due blocchi laterali hanno impedito tiri diretti verso i pali. Inoltre, la disposizione ha un effetto psicologico: il tiratore si trova davanti a una scelta ambigua, che può indurlo all’errore o a un’esitazione fatale.

Il Monterrey, ancora imbattuto nel torneo, ha dimostrato che anche i dettagli possono fare la differenza, rilanciando il dibattito sull’innovazione tattica nel calcio moderno. La barriera “divisa” potrebbe ispirare altri club a sperimentare soluzioni alternative, soprattutto in un contesto in cui ogni vantaggio può risultare decisivo.

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