Roma, Mourinho: “Non sono bugiardo, voglio vincere la Conference. Turnover? Ci saranno novità”

Foto: profilo Twitter Roma

Il tecnico della Roma, intervenuto in conferenza stampa, ha parlato alla vigilia dell’esordio in Conference League contro il CSKA Sofia.

L’allenatore della Roma José Mourinho, intervenuto in conferenza stampa, ha parlato alla vigilia del debutto nella fase a gironi della Conference League, che vedrà i giallorossi impegnati in trasferta contro lo CSKA Sofia. Queste le sue parole.

Come sta la squadra? “Cinque vittorie non sono cinquanta, e tre vittorie in campionato non sono trenta. Non c’è ragione per essere ulta ottimisti e ultra positivi. I risultati positivi però sono importanti perché aiutano nel processo di crescita e di sviluppo della squadra. I tifosi sono felici, però anche loro devono essere equilibrati come noi, cioè capire che è un processo e stiamo lavorando solo da due mesi. Si sente l’evoluzione a tutti i livelli ma dobbiamo essere tranquilli. Lo stadio è al massimo della capienza è bello e può spingere le autorità a capire che c’è una voglia tremenda dei tifosi di tornare e aspettano la normalità, lo stadio esaurito. Mantenere alto il livello è una caratteristica che noi vogliamo mantenere. Dico ai miei che tutto ciò che è meno del 100% è niente, dobbiamo mantenere questa caratteristica. Contro il Sassuolo potevamo perdere, ma la nostra ambizione e l’empatia con i tifosi non è negoziabile. Siamo in costruzione. Il turnover? Sì, ci saranno dei cambiamenti rispetto a domenica scorsa. L’importante però è mantenere la struttura perché è importante un risultato positivo in una competizione dopo passo dopo passo vogliamo ottenere la qualificazione alla prossima fase”.

Domani Zaniolo gioca? “I giocatori non sanno ancora chi giocherà. Con Nicolò bisogna trovare un equilibrio tranquillo, senza pressioni. Sta bene. L’infortunio è passato, così come le sensazioni negative. L’altro giorno era stanco, e capisco che quando i giocatori vanno in nazionale c’è poco tempo per lavorare. Se un giocatore va in nazionale e gioca torna con condizioni fisiche ridotte. Questo lo abbiamo sentito con Zaniolo e con altri giocatori. Se ha recuperato potrà giocare, ma non voglio parlare sempre delle condizioni di Nico. L’infortunio è al passato, ora guardiamo al futuro”.

Come tenere compatto il gruppo? “I giocatori sono intelligenti e capiscono le cose. Se un ragazzo non gioca titolare capiscono nel modo in cui gli guardiamo, commentiamo gli allenamenti e le partite. Per me El Shaarawy è un giocatore importante, un titolare. Io non ho mai avuto una stessa squadra che inizia e finisce la stagione. La stagione è una strada tortuosa. i giocatori devono capire che senza di loro siamo morti, non possono sempre giocare gli stessi. Stephan sa che mi piacciono le sue caratteristiche, e che all’inizio della stagione doveva tornare in forma: tra Cina e infortunio aveva perso intensità e dinamismo. Adesso sta crescendo. Prima della gara contro il Sassuolo avevamo parlato un po’ e gli avevo detto che domani giocherà titolare. Lo spogliatoio è unito, i giocatori sanno i propri ruoli e rispettano le decisioni dell’allenatore. Questo è un bel gruppo. La Conference League? Come assistente ho anche vinto una coppa che non esiste più, la Coppa delle Coppe. L’ho vinta col Barcellona nel 1997. Mi piacerebbe vincere la Conference, ma adesso siamo lontanissimi dal vincerla. Ma cercheremo di vincere. Mancano ancora tante partite, e non voglio essere bugiardo nel dire che non mi interessa vincere. Prima passiamo i gironi, poi vediamo. Questo è un progetto collettivo, e se qualcuno che ha giocato contro il Sassuolo andrà in panchina andrà bene. Tutti sono importanti”.

Fonte dichiarazioni e conferenza completa: Corriere dello Sport.

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