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Clamorosa rivoluzione nel calcio, arriva il cartellino arancione: come funziona e quali sono le regole

Clamorosa rivoluzione nel calcio, arriva il cartellino arancione: come funziona e quali sono le regole

L’IFAB, l’International Football Association Board, l’autorità preposta a discutere le modifiche e le regole del calcio, si riunirà oggi, mercoledì 7 febbraio, per il 138° meeting della sua storia, con il tema delle perdite di tempo in cima all’agenda. Secondo quanto riportato da LazioNews24, una delle opzioni in discussione sarà l’adozione dell’espulsione temporanea come misura disciplinare.

L’introduzione dell’espulsione temporanea, comunemente indicata come cartellino arancione, è stata già sperimentata nel calcio dilettantistico inglese e potrebbe ora essere esaminata per il passaggio al livello professionistico. Altri argomenti all’ordine del giorno includono le proteste in campo, con l’utilizzo di bodycam sugli arbitri e un’applicazione più rigorosa della regola che limita le discussioni con l’arbitro solo ai capitani delle squadre. Ci sarà inoltre una stretta sui portieri che superano il tempo di sei secondi con il pallone tra le mani, come stabilito dal regolamento.

Tra i temi di discussione figura anche il VAR: si sta valutando l’opportunità di rendere ufficiale l’annuncio pubblico delle decisioni prese tramite il video da parte dell’arbitro, oltre a lavorare per accelerare i tempi del fuorigioco semiautomatico. L’IFAB si troverà dunque di fronte a una serie di questioni cruciali da affrontare nel corso della riunione.

La possibilità di introdurre il cartellino arancione nel calcio professionistico potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nel modo in cui vengono gestite le sanzioni disciplinari durante le partite. L’adozione di tecnologie come le bodycam sugli arbitri e l’annuncio pubblico delle decisioni prese tramite il VAR potrebbero contribuire a migliorare la trasparenza e l’efficienza delle decisioni arbitrali, mentre la stretta sulle perdite di tempo mira a mantenere il gioco in movimento e ad evitare interruzioni eccessive.

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La Superlega fa causa alla UEFA per oltre 3 miliardi di euro di danni: è scontro totale, tutti i dettagli

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VIDEO – Sanremo, Fiorella Mannoia bestemmia in diretta: ecco come stanno le cose

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La Superlega fa causa alla UEFA per oltre 3 miliardi di euro di danni: è scontro totale, tutti i dettagli

La Superlega fa causa alla UEFA per oltre 3 miliardi di euro di danni: è scontro totale, tutti i dettagli

La Superlega minaccia di intentare una causa contro la UEFA, chiedendo un risarcimento danni fino a 3,6 miliardi di euro, in seguito alle azioni messe in atto dall’organo di governo del calcio europeo per contrastare il lancio del suo nuovo torneo a partire dal 2021. Secondo le ultime indiscrezioni, la richiesta danni è stata calcolata considerando un ritardo di tre o quattro anni nel lancio della competizione, a causa delle regole restrittive e delle minacce di sanzioni economiche da parte della UEFA che hanno ostacolato la nascita della Superlega nel 2021.

La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha emesso una sentenza vincolante che ha stabilito la posizione di monopolio della UEFA nell’organizzazione delle competizioni calcistiche in Europa, dichiarando illegali gli statuti di UEFA e FIFA utilizzati per bloccare il progetto della Superlega nel 2021. La Corte ha affermato che tali regole limitano la libera concorrenza e la libertà di fornire servizi in tutta l’Unione europea.

La Superlega sostiene che, in assenza di queste restrizioni, il progetto avrebbe potuto svilupparsi autonomamente. La richiesta danni si basa su diversi ambiti, tra cui il mancato finanziamento di 4 miliardi di euro negoziato con la banca JPMorgan, che non è mai stato erogato a causa delle azioni della UEFA. Inoltre, la Superlega stima che il valore dei diritti televisivi sarebbe stato significativamente più alto rispetto a quelli ottenuti dalla UEFA Champions League, portando a mancati ricavi per i club partecipanti. Anche i ricavi da stadio e commerciali sarebbero stati influenzati positivamente dalla competizione.

La Superlega è convinta di essere dalla parte della ragione, sostenendo che le azioni della UEFA violano i principi di libertà di concorrenza dell’Unione europea. Nonostante il potere politico della UEFA, la Superlega è determinata a perseguire la sua causa legalmente, considerando la sentenza della Corte di Giustizia come fondamento per il suo caso.

La situazione evidenzia un potenziale scontro legale imminente tra la Superlega e la UEFA, con esiti ancora incerti sul fronte delle decisioni e delle azioni future delle due parti coinvolte nel controverso caso.

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Alessandro Del Piero, quanto guadagnava negli anni d’oro alla Juventus? La cifra fa accapponare la pelle

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Alessandro Del Piero, quanto guadagnava negli anni d’oro alla Juventus? La cifra fa accapponare la pelle

Alessandro Del Piero, quanto guadagnava negli anni d’oro alla Juventus? La cifra fa accapponare la pelle

Alex Del Piero guadagni Juventus

Alessandro Del Piero, noto come il “Pinturicchio” del calcio italiano, ha incantato le masse con il suo talento straordinario e la sua dedizione alla maglia bianconera della Juventus. Nato a Conegliano Veneto nel 1974, Del Piero è diventato un’icona del calcio italiano e uno dei giocatori più amati dalla tifoseria juventina. Il soprannome “Pinturicchio” gli fu attribuito dall’avvocato Andrea Agnelli, riconoscendo le abilità artistiche del giocatore nel campo del calcio. Del Piero ha dimostrato di essere uno degli attaccanti italiani più prolifici degli ultimi 30 anni, con gol e assist che resteranno indelebili nella storia del calcio.

Il legame tra Del Piero e la Juventus è stato indissolubile. Dal suo esordio nel 1993 fino alla sua partenza nel 2012, Del Piero ha indossato con orgoglio la maglia bianconera, diventando una vera e propria bandiera del club. Anche durante il periodo oscuro della Serie B, a seguito dello scandalo di Calciopoli, Del Piero ha scelto di restare fedele alla Juventus, dimostrando il suo attaccamento e la sua lealtà.

La carriera di Del Piero non si è limitata alla Serie A italiana. Dopo aver lasciato la Juventus, ha giocato in Australia e in India, continuando a incantare il pubblico con le sue prestazioni eccezionali. I suoi numeri parlano da soli: 878 presenze e 343 gol, un record impressionante che testimonia la sua straordinaria abilità nel campo del calcio.

Foto: profilo Twitter Juventus

Dal punto di vista finanziario, Del Piero è stato uno dei giocatori più pagati della sua epoca. Le sue abilità e il suo carisma gli hanno garantito numerosi contratti di sponsorizzazione, rendendolo uno degli atleti più ricchi del pianeta. Secondo le statistiche di France Football Del Piero nel 1999 dopo un quinquennale con la Juve da 3,5 miliardi di lire (ora non sarebbero niente) otteneva circa 15 miliardi all’anno e rientrava tra i giocatori più ricchi del pianeta. Inoltre vista l’immensa classe i più importanti sponsor sportivi come l’Adidas o Cepu e Luxottica gli garantivano entrate di circa 450 milioni e 4,5 miliardi arrivando in generale a 18 miliardi annuali.

Dal punto di vista sportivo, Del Piero ha vinto praticamente tutto: Scudetti, Coppe Italia, Supercoppe Italiane, Champions League e Coppa UEFA. Il punto culminante della sua carriera è stata la vittoria della Coppa del Mondo del 2006 con la Nazionale italiana, un momento di gloria che ha segnato la storia del calcio italiano.

Oggi, Alessandro Del Piero continua a essere una figura di spicco nel mondo del calcio. Come opinionista e imprenditore, ha mantenuto vivo il suo leggendario status nel panorama sportivo internazionale. Il suo ristorante “N.10” a Los Angeles è diventato un punto di riferimento per gli amanti della cucina italiana, dimostrando che il suo successo va ben oltre il campo da gioco.

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Perché Maignan non ne prende più una, ripete lo stesso errore: è colpa di una tecnica del Futsal

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Perché Maignan non ne prende più una, ripete lo stesso errore: è colpa di una tecnica del Futsal

Perché Maignan non ne prende più una, ripete lo stesso errore: è colpa di una tecnica del Futsal

Il gol incassato da Maignan contro il Frosinone (su tiro di Mazzitelli).

Il portiere francese Mike Maignan, nuovo arrivo al Milan, ha affrontato sfide significative nelle recenti partite contro Bologna e Frosinone, sollevando interrogativi sulle cause di tali prestazioni inferiori e sui possibili impatti sul rendimento della squadra.

Maignan, pur non essendo il solo responsabile dei 27 gol subiti finora, ha mostrato delle lacune significative nel suo approccio difensivo, particolarmente evidenti nel gesto tecnico della postura a croce iberica. Questo approccio, derivato dal Futsal, si è dimostrato inefficace nel coprire il primo palo, esponendolo a gol evitabili. Le disattenzioni difensive del Milan non sono estranee a questo contesto, tuttavia gli errori di Maignan hanno contribuito a una difesa che si colloca al decimo posto in Serie A, un dato al di sotto delle aspettative per una squadra di alto livello.

Il gol incassato da Maignan contro il Frosinone (su tiro di Mazzitelli).

L’analisi del noto ex portiere della Lazio e ora opinionista Sky, Luca Marchegiani, ha evidenziato diversi fattori critici nelle prestazioni di Maignan, tra cui la reattività, gli spostamenti e la gestione della porta. Marchegiani sottolinea che i portieri moderni tendono ad adottare una posizione più in opposizione anziché aspettare la traiettoria del pallone, il che può compromettere la loro capacità di reazione. In particolare, Maignan è stato accusato di una mancanza di reattività e di una scarsa esecuzione del gesto tecnico durante i recenti gol subiti da Mazzitelli del Frosinone e da Zirkzee del Bologna. La sua postura a croce iberica sembra non essere adeguatamente efficace contro tiri ravvicinati in area di rigore.

L’analisi dei numeri conferma una tendenza preoccupante per il Milan, con Maignan costretto a raccogliere la palla in fondo al sacco sette volte negli ultimi quattro incontri. Questo dato mette in luce una fragilità difensiva che la squadra deve affrontare mentre cerca di rimanere competitiva in Serie A e di progredire in Europa League.

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A Sanremo l’interista Amadeus ammutolisce Ibrahimovic con una battuta

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A Sanremo l’interista Amadeus ammutolisce Ibrahimovic con una battuta

A Sanremo l’interista Amadeus ammutolisce Ibrahimovic con una battuta

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Il Festival di Sanremo è sempre stato un palcoscenico per sorprese e momenti indimenticabili, e quest’anno non è stato diverso. Durante una delle serate dell’evento canoro più atteso dell’anno, il conduttore Amadeus e l’ex attaccante del Milan, Zlatan Ibrahimovic, hanno regalato al pubblico uno spettacolo divertente e intriso di campanilismo calcistico.

L’ingresso di Zlatan sul palco come ospite speciale è stato accolto con entusiasmo e sorpresa da parte del pubblico. Il siparietto tra lui e Amadeus ha reso l’atmosfera del Teatro Ariston ancora più elettrizzante, portando sul palco il fervore del derby calcistico tra Inter e Milan.

Con una battuta ben calibrata, Amadeus ha messo Zlatan in imbarazzo, creando un momento di silenzio sorpreso che ha fatto ridere e divertire il pubblico presente. Lo svedese, noto per il suo carisma e la sua prontezza di spirito, ha saputo reagire con il suo solito sarcasmo e autoironia, creando un dialogo vivace e divertente con il conduttore interista.

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Il confronto tra i due ha toccato temi calcistici e non solo, trasformando il palco del Festival di Sanremo in un campo di battaglia amichevole tra tifosi rivali. Le frecciate scherzose e le battute spiritose hanno reso il momento ancora più speciale, mostrando il grande rispetto e affetto reciproco tra Amadeus e Zlatan. Nonostante le divergenze calcistiche, il siparietto tra Amadeus e Zlatan ha dimostrato quanto lo sport possa unire le persone e creare momenti di allegria e spensieratezza anche in contesti diversi dal campo di gioco.

In definitiva, lo scontro amichevole tra Amadeus e Zlatan Ibrahimovic al Festival di Sanremo è stato uno dei momenti più memorabili dell’evento, regalando al pubblico una parentesi di divertimento e campanilismo calcistico che rimarrà impressa nella memoria di tutti gli spettatori.

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Sanremo, Amadeus sfotte Gatti per l’autogol contro l’Inter in diretta: come stanno le cose

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