Il VAR vale solo per il Porto, Roma eliminata tra ingenuità, errori e ingiustizie

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Dopo 120 minuti di battaglia passo il Porto, che ribalta il 2-1 dell’Olimpico con un calcio di rigore nel secondo tempo supplementare. La Roma recrimina per un netto penalty al 118′ non concesso da un arbitro fin troppo casalingo.

Alla fine la differenza l’ha fatta quel fortuito gol del 2-1 che il Porto trovò, quasi per caso, nel corso della gara di andata, in cui la Roma era stata nettamente superiore. I portoghesi, in questo ritorno, hanno giocato meglio ma pesa in maniera incredibile una direzione arbitrale sconcertante, sul piano delle decisioni importanti, da parte del direttore di gara turco Cakir, imbarazzante nel corso dei tempi supplementari. Di Francesco ci mette del suo e manda in campo una formazione cervellotica, optando per una difesa a 3 che era stata preannunciata da alcune prove tattiche alla vigilia ma che vede il forfait di Fazio. Al centro del reparto finisce Juan Jesus con Manolas a destra: il greco farà molta fatica a interpretare la posizione. Ancora maggiori saranno le difficoltà, sulla destra, dell’olandese Rick Karsdorp, il peggiore in campo. L’ex Feyenoord, reduce da un infortunio, conferma la totale incapacità di destreggiarsi da esterno con una difesa a 3 alle spalle, peraltro già palesata ad esempio nella trasferta a San Siro contro il Milan. Il cambio tardivo costerà alla Roma il gol del 2-1.

La gioia di Daniele De Rossi dopo aver trasformato il rigore del momentaneo 1-1

Fin dai primi minuti si capisce che sarà battaglia. Il Porto pensa poco al fair play e alla correttezza e lo fa capire da una rimessa laterale da restituire alla Roma per un infortunio e buttata nei pressi della bandierina per andare a pressare alta. Le provocazioni dei vari Danilo, Telles e Pepe saranno punite solo parzialmente da Cakir con un’ammonizione. Il fortino preparato da Di Francesco appare subito molto fragile, con Corona che sulla sinistra fa il bello e il cattivo tempo e Karsdorp in continua difficoltà, senza raddoppio e senza le corrette letture difensive. La gara si sblocca al 26′ quando Manolas si avventura palla al piede facendosi sfilare il pallone e Marega mette Soares nella condizione di dover solo spingere la sfera in rete. La Roma reagisce e trova un calcio di rigore netto a proprio favore 10 minuti dopo con Perotti che punta Militao e viene steso: dal dischetto si presenta capitan De Rossi, che spiazza Casillas e riporta la qualificazione verso l’Italia.

Marega riporta avanti i padroni di casa con un tap in sotto porta

Nella ripresa però, arriva subito l’episodio che fa cambiare nuovamente il match: da una possibile situazione di contropiede dopo un corner causato da una grande parata di Olsen su Marega, Karsdorp macchia in maniera indelebile la sua prestazione perdendo un pallone semplice che Corona trasforma per un assist al bacio a favore di Marega, che di piatto al volo sigla il 2-1. Dopo un altro, ennesimo, pallone perso dal terzino olandese, Di Francesco finalmente corre ai ripari e inserisce Florenzi, che sarà suo malgrado protagonista negativo del match nonostante un’ottima prestazione.  Tra liti, provocazioni e botte da orbi si arriva ai tempi supplementari, con le due squadre stremate e con la Roma costretta a tre cambi forzati per gli infortuni di De Rossi, Marcano e Pellegrini (che era subentrato a sua volta).

L’ingenua e inutile trattenuta di Florenzi che ha portato al rigore decisivo siglato da Telles

Nel corso dei supplementari la Roma, tornata intanto al più abituale 4-2-3-1, sembra prendere la gara in mano perchè i portoghesi si spaccano inspiegabilmente in due e prendono contropiede ad ogni pallone perso. Purtroppo l’Edin Dzeko visto stasera è lontano parente del Cigno che tante volte si è fatto bello nelle notti di Champions, trascinando i giallorossi a grandi imprese. Il bosniaco è sembrato quello svuotato e malinconico del Derby e per ben due volte ha avuto la palla per chiudere i giochi sui proprio piedi, fallendo miseramente. Soprattutto nella seconda occasione l’errore del centravanti è stato grossolano, col pallonetto ai danni di Casillas troppo debole che è stato salvato da Pepe prima di varcare la linea. Così, come accade troppo spesso nel calcio, al gol sbagliato arriva il gol subito: ingenua trattenuta di Florenzi ai danni di Fernando su un tiro di un compagno che era destinato a uscire nettamente sul fondo. A prima impressione, dopo aver visionato il replay il rigore appare esserci anche se la spalla di Fernando appare oltre ed è strano che non sia stata valutata minimamente la posizione di fuorigioco. Dal dischetto l’ex Inter Telles fa gol spiazzando Olsen. La Roma prova a sfruttare i 3 minuti rimasti e il lungo recupero ulteriore concesso da Cakir e al 119′ otterrebbe un netto tiro dal dischetto per fallo clamoroso ai danni di Schick. L’arbitro ferma il gioco e si tiene in contatto col VAR ma alla fine decide di non andare nemmeno a visionare. Si chiude la gara sul 3-1 per la gioia dei portoghesi mentre la Roma è costretta all’eliminazione che, di fatto, la esclude da tutte le competizioni stagionali. Ora più che mai, diventa fondamentale andare a caccia di quel quarto posto che dista 3 punti.

POST PARTITA

De Rossi: “Così è un modo terribile di accettare il risultato. Non abbiamo fatto la partita perfetta ma siamo stati un gruppo di uomini seri. Sarebbe stata dura anche perdere ai rigori perchè all’andata meritavamo di vincere meglio del 2-1. Sul rigore non so, devo rivederlo prima di commentare. Il Porto è forte ma nei 180 minuti meritavamo noi di passare. Non so cosa succederà ora col mister, ma quello che ha fatto in questi 2 anni non glielo deve togliere nessuno. Il polpaccio? credo di essermi stirato”

Manolas: “E’ una vergogna, ci fischiano contro un rigore e non ce ne danno uno netto a favore. Il loro è andato a rivederlo, il nostro no, non si può far uscire una squadra così. Ci hanno chiesto scusa ma delle scuse non ci facciamo niente, se c’è il VAR lo devi andare a rivedere”

 

 

 

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