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Guardiola è il Leonardo Da Vinci del calcio

Di Mattia Di Battista - il 7 Novembre 2019
Manchester City, l'allenatore Pep Guardiola

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Atalanta-Manchester City e la trovata di Guardiola

Il Manchester City di Pep Guardiola è riuscito a portare a casa un punto a San Siro contro l’Atalanta in una partita che sembrava in discesa, ma che si è tremendamente complicata per merito della Dea. Il momento più delicato all’ 81′ quando i citizens sono rimasti in dieci per l’espulsione del portiere Claudio Bravo (entrato nel secondo tempo al posto di Ederson). In porta doveva andare un giocatore di movimento.

Una sostituzione lunga sette minuti

Passano sette minuti per far entrare Kyle Walker che doveva giocare in porta, ma soprattutto chi uscirà al suo posto. Non sapremo mai se questa attesa sia stata concepita appositamente, ma se lo fosse, sarebbe un’autentica trovata geniale. L’Atalanta al momento dell’espulsione di Bravo era a pieni giri e il gol sembrava questione di minuti. L’attesa per la sostituzione, però, ha spazientito gli orobici e il Manchester City di Guardiola ha avuto gioco facile a gestire gli ultimi minuti, rallentando i ritmi e non facendo arrivare più in porta i nerazzurri.

Da Fabregas “falso nueve” al 3-2-4-1. Tutte le intuizioni di Guardiola

E non sarebbe l’unica intuizione geniale dell’allenatore del Manchester City. Tralasciando l’invenzione del “Falso Nueve” che non è propriamente sua (ma che Pep ha sdoganato) ce ne sono state tante. Come non ricordare il suo Barcellona con il 4-2-4 e Cesc Fabregas (centrocampista puro) nel ruolo di centravanti. Oppure, ai tempi del Bayern Monaco, Lahm schierato regista arretrato o addirittura mediano. Infine, nella prima stagione al City, il 3-2-4-1 con due centrali come Stones e Otamendi e un terzino adattato nel ruolo (Kolarov). Si potrebbe quasi arrivare a dire che Pep sta al calcio come David Bowie sta alla musica e all’arte in generale. Il Buono, il Brutto e il Cattivo di leoniana memoria fusi in un solo personaggio. In una parola, un genio.

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