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Cesare Cadeo – Il gentiluomo della tv con la passione per il calcio

Di Mattia Di Battista - il 5 Aprile 2019

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Se n’è andato Cesare Cadeo, il gentiluomo del giornalismo sportivo

Cesare Cadeo, volto noto del giornalismo sportivo negli anni ’80, in particolare sulle reti Mediaset dove, negli anni ’80, condusse diverse trasmissioni sportive che rivoluzionarono il modo di raccontare il calcio. Un giornalista e conduttore televisivo che si è cimentato, però, anche in altre esperienze televisive guadagnandosi l’appellativo di “gentiluomo della tv”. La tv nell’epoca della fine del monopolio della Rai.

La rivoluzione della tv commerciale nel mondo del calcio

La sua esperienza nel mondo della televisione e del giornalismo sportivo iniziò nei primi anni ’80, caratterizzati da una vera e propria rivoluzione che cambierà per sempre la TV. In quegli anni entrarono in scena le prime emittenti private che, in quegli anni, iniziarono a trasmettere sul territorio nazionale.  Tra le emittenti capofila c’erano anche le reti Fininvest di Silvio Berlusconi, che proprio in quegli anni rileverà il Milan. Cesare Cadeo diventerà uno dei volti più celebri nelle reti del “biscione” conducendo tantissime trasmissioni sportive, dedicate al calcio sua grande passione. Programmi come “Goal”, Record” “Calciomania” rivoluzioneranno il modo di raccontare il calcio in tv, arricchiti da opinionisti del calibro di Enzo Bearzot e Maurizio Mosca, o da calciatori come Ruud Gullit, Gianluca Vialli Aldo Serena.

Maurizio Mosca, opinionista di punta delle trasmissioni sportive Mediaset.

Cesare Cadeo: la passione per il calcio e il Milan

Le trasmissioni sportive delle reti Mediaset, delle quali Cadeo fu apprezzato conduttore negli anni ’80, rappresentarono un’alternativa alla Rai grazie al loro modo di vivere e raccontare il calcio con allegria e in maniera più informale.  Esempio più evidente fu “Mai dire Gol” che prese il posto delle trasmissioni condotte da Cesare Cadeo, facendo satira sul mondo del pallone. Ma il legame del giornalista con il calcio non si limitò alle trasmissioni sportive. Egli, infatti, era un acceso tifoso milanista, una passione che negli anni ’70 lo portò nel CdA del club rossonero e successivamente nella società  Milanosport che gestiva gli impianti sportivi comunali. Fino all’avventura politica come assessore allo sport della Provincia di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli. Un uomo di televisione, di sport e di calcio che ci mancherà.

 

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