Ayers è morto giovedì 5 dicembre. Guarda
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Criscito: “Le idee di Motta non sono difficili, ma richiedono coraggio”
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Criscito: “Le idee di Motta non sono difficili, ma richiedono coraggio”
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Domenico Criscito, allenatore dell'Under 17 del Genoa ed ex compagno di squadra di Thiago Motta, ha espresso il suo pensiero sull'attuale allenatore della Juventus in una recente intervista a Gazzetta dello Sport. Riflettendo sul tempo trascorso insieme al Genoa, Criscito ha fornito preziosi spunti sulla filosofia e sul carattere di allenatore di Motta.
Ricordando la fortunata stagione 2008-09, Criscito ha detto: “Quando campioni del genere arrivano in un club non così grande come il Genoa, fa sempre un effetto strano. Lo conoscevo da giocatore dai tempi del Barcellona e dell'Atletico Madrid. Ha avuto qualche problema al ginocchio, ma si è messo subito a disposizione del tecnico e dello staff medico. Fu allora che notai la grandezza dell'uomo. Aveva una grande umiltà”.
Criscito ha elogiato lo stile di gioco di Motta, sottolineando: “Con Thiago potevi 'mettere la palla in banca'. Se fossi in difficoltà e gli passassi la palla, potresti essere a tuo agio. Era una garanzia in campo”.
Criscito, parlando del passaggio da allenatore di Motta, ha rimarcato: “Anche quando giocava aveva la mentalità da allenatore. Alla sua prima vera esperienza da allenatore con noi al Genoa, ha affrontato sfide dopo essere subentrato in un periodo difficile. Era chiaro che forse ci mancavano i giocatori giusti per il suo stile di gioco”.
Affrontando la complessità delle idee di Motta, Criscito ha affermato: “No, per niente. Thiago chiede di giocare da dietro; vuole coraggio. Ci vogliono persone coraggiose che sappiano assumersi la responsabilità nei momenti difficili. Guardandolo allenare ti rendi conto che giocava nel Barcellona. Non appena perdi la palla, vuole andare a riconquistarla. Devi comandare il gioco.”
Su ciò che rende Motta un leader efficace, Criscito ha detto: “Thiago è una persona leale. Un vero uomo. Se deve dirti qualcosa te lo parla in faccia senza troppe parole. Questa è una qualità che apprezzo, anche se a volte potrebbe non essere piacevole. Lo abbiamo visto quando ha dovuto comunicare che un giocatore importante come Chiesa non rientrava nel suo progetto tecnico”.
Criscito ha espresso fiducia nelle capacità di Motta di affermarsi alla Juventus: “Assolutamente sì. Ha fatto un grande lavoro allo Spezia ed è stato fantastico con il Bologna. Certo, la pressione alla Juventus è maggiore; vogliono risultati immediati, che non sempre arrivano adesso. È normale che le colpe ricadano sull'allenatore, ma lui sta affrontando questo percorso con serenità. Puoi vederlo nelle sue interviste; Sono sicuro che farà una grande stagione”.
Guardando alle proprie sfide da allenatore, Criscito ha detto: “Sfidare la Juventus per me è sempre emozionante perché sono nel mio mondo. Alleno al Genoa; Vivo per il calcio. È la sensazione più bella. Sono felice del percorso che ho intrapreso e grato di aver avuto grandi mentori lungo il percorso”.
In chiusura, Criscito ha sottolineato l'importanza del coraggio nel calcio: “È fondamentale che i giocatori si facciano avanti e si assumano la responsabilità quando le cose si fanno difficili. Questo è ciò che Thiago pretende dai suoi giocatori”.
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Maresca diventa idolo del derby del Chelsea dopo la Juventus
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Maresca diventa idolo del derby del Chelsea dopo la Juventus
Maresca diventa idolo del derby del Chelsea dopo la Juventus
LONDRA, INGHILTERRA – 06 OTTOBRE: Enzo Maresca, manager del Chelsea, reagisce durante la partita della Premier League tra il Chelsea FC e il Nottingham Forest FC allo Stamford Bridge il 06 ottobre 2024 a Londra, Inghilterra. (Foto di Clive Mason/Getty Images)
Il buon inizio di Enzo Maresca al Chelsea è stato cementato dalla vittoria per 4-3 sul Tottenham nel derby londinese di domenica, ma il tattico italiano non è nuovo a essere al centro della scena nelle partite contro club della stessa città, come ricordano i tifosi della Juventus.
Enzo Maresca ha visto il suo Chelsea riprendersi da due gol di svantaggio domenica allo stadio Tottenham Hotspur, assicurandosi una massiccia vittoria per 4-3 che ha portato i Blues a soli quattro punti dalla capolista Liverpool.
Il tattico italiano, nominato dal Chelsea la scorsa estate, ha festeggiato con i suoi tifosi dopo il fischio finale.
“Lavoriamo ogni giorno per questo tipo di momenti, festeggiando con i tifosi”, ha spiegato in una conferenza stampa post partita citato da Calcio Londra.
“Sicuramente stasera è stato un derby e per come siamo in questo momento siamo tutti contenti. Condividere quel momento è fantastico.
“Abbiamo bisogno dei nostri tifosi, in casa e in trasferta. Dirò loro adesso, in questo momento, che abbiamo bisogno di loro contro il Brentford. Non sarà una partita facile, quindi abbiamo bisogno che ci aiutino e ci spronino”.
Maresca sembra aver cambiato le cose al Chelsea, un club che ha lottato per la coerenza negli ultimi anni nonostante i massicci investimenti nel mercato dei trasferimenti.
La loro ultima vittoria sui rivali cittadini è stata un risultato enorme per il loro allenatore, che non è nuovo a fare notizia nei derby.
Infatti, Maresca probabilmente ha segnato il suo gol più iconico da calciatore durante un derby di Torino del 2002 tra Juventus e Torino.
Maresca, allora centrocampista della Vecchia Signora, negli ultimi minuti realizza un brillante colpo di testa dal limite dell'area e festeggia mimando le corna del toro. Il suo gesto ha fatto infuriare i Granata, soprattutto l'attaccante Marco Ferrante, che aveva festeggiato allo stesso modo il gol del Torino.
Ciononostante, l'esultanza del gol di Maresca resta uno dei momenti più iconici della storia del derby di Torino, rendendo l'ex centrocampista ancora un idolo per i tifosi della Juventus.
Il Real Madrid ha un grosso problema con Raul Asencio
Criscito: “Le idee di Motta non sono difficili, ma richiedono coraggio”
Il Real Madrid ha un grosso problema con Raul Asencio
Il Real Madrid ha un grosso problema con Raul Asencio
E' una delle belle sorprese della stagione. Di fronte alla valanga di infortuni nella rosa del Real Madrid, soprattutto nel settore difensivo, Carlo Ancelotti ha deciso di chiamare Raul Asencio, difensore centrale di 21 anni che in precedenza ha giocato con il Real Madrid Castilla. Dal suo debutto contro l'Osasuna a novembre, ha prodotto copie più che soddisfacenti, con questo successo per 2-0 in casa contro il Getafe come la sua prestazione più riuscita. Molto complementare con Antonio Rüdiger, duro con l'uomo e piuttosto bravo nelle ripartenze, lo spagnolo è una delizia. Tanto che la sua apparizione avrebbe finalmente convinto la dirigenza del Real Madrid a non ingaggiare un difensore centrale in inverno come inizialmente previsto.
Ma c’è un “ma”. E non meno importante. Avrete notato che Asencio viene regolarmente fischiato e deriso quando le Merengues giocano in trasferta. E lo è perché sarebbe rimasto coinvolto, insieme ad altri compagni di squadra dell'epoca, in una vicenda che fece molto parlare in Spagna e per la quale era stato arrestato dalla Guardia Civil. La giustizia sta indagando sulla registrazione e poi trasmissione di un video di atteggiamenti sessuali di una donna a una trentina di persone, e Asencio è uno degli attori coinvolti. Quel che è peggio, questa donna era minorenne all'epoca dei fatti, il che colloca questa storia nella categoria criminale della pornografia infantile.
Una vicenda triste
Secondo la stampa iberica, il ruolo del difensore in questo caso risalente al giugno 2023 era quello di partecipare alla diffusione del video nei gruppi WhatsApp, non essendo coinvolto a priori nella sua registrazione. Il caso è ancora in fase di indagine, quindi non è stato ancora dichiarato colpevole o innocente di nulla. È curioso però notare che gli altri tre giocatori del Real Madrid sospettati di questa vicenda attualmente non fanno più parte del club. Come indicato Relevouno dei giocatori in questione, Ferran Ruiz, ha firmato per il Girona l'estate scorsa e ha una clausola nel suo contratto che permetterà al club catalano di licenziarlo senza compenso nel caso in cui venga condannato.
In attesa di progressi da parte del sistema giudiziario spagnolo in materia, Raul Asencio continuerà il suo cammino e il futuro si prospetta particolarmente promettente. Dovrebbe firmare in tempi brevi un nuovo contratto con il club della capitale spagnola, e il tecnico iberico Luis de la Fuente ha già detto che sta seguendo molto da vicino la sua crescita. Ma è chiaro che ha una dannata spada di Damocle che pende sulla sua testa e una macchia sul suo curriculum dalla quale sarà difficile separarsi… Sempre preoccupato per l'immagine che proietta, il Real Madrid ha un bel problema e potrebbe trovarsi ad affrontare un grosso dilemma a seconda di cosa succede dopo…
Il tecnico dell'Inter Inzaghi ha affrontato il Bayer Leverkusen
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Il tecnico dell'Inter Inzaghi ha affrontato il Bayer Leverkusen
Il tecnico dell'Inter Inzaghi ha affrontato il Bayer Leverkusen
L'allenatore dell'Inter Simone Inzaghi ha già affrontato una volta il Bayer Leverkusen, da giocatore della Lazio nel 1999.
Lo sottolinea l'edizione cartacea odierna del quotidiano milanese Gazzetta dello Sport, via FCInterNews.
Domani sera l'Inter affronterà il Bayer Leverkusen in Champions League.
La partita mette l'uno contro l'altro i campioni del reining di Germania e Italia.
Inzaghi saprà quanto sarà dura contro un Leverkusen che l'ex centrocampista di Liverpool, Real Madrid e Bayern Monaco Xabi Alonso ha trasformato in una squadra formidabile al suo primo incarico da allenatore.
L'allenatore dell'Inter Inzaghi ha già affrontato il Bayer Leverkusen, da giocatore della Lazio
Inzaghi si è incontrato Leverkusen una volta da allenatore, ma nel 2017 è stata un'amichevole.
Il 48enne non ha mai allenato una partita ufficiale contro la squadra della Bundesliga.
Ciò, però, non significa che non ci sia un precedente in cui Inzaghi abbia affrontato il Leverkusen in Europa.
Al contrario. L'allenatore dell'Inter ha conosciuto il Leverkusen da giocatore.
Lazio e Bayer Leverkusen erano nello stesso girone nella prima fase a gironi della stagione 1999-2000 della Champions League.
Inzaghi in quel momento era nella rosa dei biancocelesti.
Pavel Nedved ha segnato il primo gol per la Lazio nel primo minuto. Poi la leggenda del Leverkusen Ulf Kirsten ha segnato il pareggio allo scadere del primo tempo.
Inzaghi è entrato come sostituto poco prima dell'ora di gioco quando le due squadre hanno pareggiato 1-1.