L’umiltà del PSG è la chiave: il messaggio di Capello
Fabio Capello, presente alla Puskas Arena per la finale di Champions, è rimasto colpito dall’atteggiamento del PSG, capace di vincere pur senza brillare. L’ex ct ha esaltato la squadra di Luis Enrique, sottolineando come abbia mostrato umiltà, sacrificio e compattezza, correndo e aiutandosi in ogni momento anche quando la partita sembrava bloccata. Per Capello, questa mentalità è ciò che manca al calcio italiano: “Ogni volta che il PSG perdeva palla, rincorreva subito l’avversario”, ha spiegato, indicando questa come la differenza principale con la Serie A.
Attaccanti e allenatori italiani nel mirino
Capello ha poi lanciato un messaggio diretto agli attaccanti italiani, accusati di fermarsi quando perdono palla. Secondo lui, nel calcio moderno non esistono più alibi: tutti devono correre, anche chi gioca davanti. Il dibattito si è esteso agli allenatori, spesso pronti a giustificare la scarsa corsa degli attaccanti con la necessità di restare lucidi sotto porta. Per Capello, invece, questa è una mentalità superata: “Il calcio moderno non è più questo”. Un monito chiaro per un movimento che, ancora una volta, guarderà i Mondiali da spettatore.