Foto: logo Udinese

Intervistato al Corriere della Sera in occasione del suo ottantesimo compleanno, il presidente dell’Udinese, Gianpaolo Pozzo ha parlato dell’acquisizione della società friulana con un occhio ai progetti futuri del club. “Eravamo una cordata pronta ad acquisire l’Udinese con dentro Zoppas e Zamparini che mi chiesero di dare una mano. Accettai volentieri ma poi si tirarono indietro e rimasi solo io. Per non buttare via i miei soldi decisi di tenermi la squadra e diventai presidente. Naturalmente retrocedemmo, ma da lì cominciò un’altra storia. Sono 26 anni consecutivi che siamo in A, abbiamo partecipato 14 volte alle coppe europee e 3 volte in Champions.”

In questi anni, l’Udinese ha lanciato tantissimi talenti nel calcio, diventati dei campioni grazie ad un sistema di scouting basato sulla videoteca che osserva i giocatori di tutto il globo. “É tutto merito di mio figlio e del suo staff. Io mi occupo di far quadrare i conti del club. Abbiamo cinque scout in Italia e cinque nel mondo. Ormai il mestiere dello scout è cambiato: si gira poco, c’è un sito splendido che dà le partite di cinquanta stati in continuazione. Non solo a noi, ma a tutti gli abbonati. Sintetizza i giocatori: ad esempio, se cerchi un mediano di 24 anni sul metro e novanta, basta inserire i dati nel computer e lui sceglie i nomi che corrispondono alla ricerca, mostrandoci tutte le sue partite. Questa è la prima fase, nella quale si guarda il giocatore alla tv poi lo si osserva in campo e infine, personalmente cercando di capire chi è e come inserirlo al meglio. Ci vuole tanto tempo, ma i miei dicono che è quasi impossibile sbagliare.”

Poi il patron si è soffermato sul miglior giocatore mai visto in bianconero: “É stato sicuramente Di Natale. Ha rinunciato a giocare in una grande squadra pur di rimanere con noi. Il suo procuratore mi portò sul tavolo un’offerta della Juventus e Totò mi disse: “se posso, resto” e io accettai, ovviamente.”

Il Presidente ha concluso l’intervista parlando del futuro di Rodrigo De Paul: “Non abbiamo necessità di vendere. Deciderà lui e se vorrà rimanere, sarei pronto a rivedere il suo contratto.”

Fonte: gianlucadimarzio.com

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