Cristiano Giuntoli ha iniziato ad operare nella Juventus come nuovo direttore sportivo. Ieri è arrivata l’ufficialità del suo incarico dopo il divorzio dal Napoli di De Laurentiis.
Giuntoli ha avuto i primi contatti con l’ambiente bianconero e si è messo subito al lavoro per rinforzare la squadra a disposizione di Massimiliano Allegri. Prima di alcuni colpi in entrata, Giuntoli deve per forza piazzare gli esuberi fuori dal progetto tecnico. Ci sono Arthur, McKennie e Zakaria, con quest’ultimo sondato dal West Ham che ha presentato un’offerta di circa 20 milioni di euro. La Juventus ha bisogno di un gruzzoletto ed in intanto ha messo sul mercato anche Alex Sandro e Leonardo Bonucci.
CALCIOMERCATO JUVENTUS, BONUCCI VIA: C’E’ IL NEWCASTLE
Leonardo Bonucci è stato molto spesso nell’ultima stagione ai box per dei problemi fisici. Per quanto riguarda il reparto difensivo, il calciatore rientra in coda alle gerarchie di Massimiliano Allegri.
In parole povere Leonardo Bonucci non è più una priorità fondamentale per la Juventus. La dirigenza bianconera è pronta a cederlo, anche per risparmiare sul suo ingaggio che ammonta a ben 6,5 milioni di euri a stagione (oltre 12 milioni di euro all’anno lordi) fino a giugno 2024.
Bonucci starebbe, quindi, riflettendo sul suo futuro e di recente sarebbe arrivato un sondaggio da parte del Newcastle. Ci sono le sirene della Premier League per l’esperto difensore bianconero, corteggiato dai “Magpies” che dal Milan si sono già assicurati le prestazioni di Sandro Tonali.
Il presidente del Lecco, Paolo Di Nunno, si è tolto diversi sassolini dalle scarpe. Questa sera è stato ospite di Michele Criscitiello a Sportitalia ed ha raccontato la diatriba del ricorso presentato per riacquisire la Serie B. Secondo Di Nunno, ci sarebbe il presidente del Brescia Cellino che avrebbe voluto “fargli le scarpe”, nel senso che se il Lecco fosse stato respinto dalla Serie B le rondinelle sarebbero sicuramente state ripescate.
In mattinata il Consiglio Federale ha bocciato il ricorso della Reggina che non parteciperà al prossimo campionato di Serie B. A meno di clamorose sorprese sarà proprio il Brescia a prendere il posto dei calabresi in cadetteria.
LECCO, IL PRESIDENTE DI NUNNO: “CELLINO VOLEVA FARMI LE SCARPE”
Il presidente del Lecco, Paolo Di Nunno, ha rilasciato delle dichiarazioni a Sportitalia in merito alla diatriba del ricorso per essere ammesso in Serie B.
“Quest’anno il Lecco era una squadra da retrocessione, invece è andata in B. I presidenti di C raccontano solo putt****e. Per fare un campionato normale ci vogliono dai due a tre milioni e poi la Serie C non ti dà nulla. Ho incassato di più nei play-off dove ho riempito lo stadio. Lecco è una bellissima città però c’è un punto interrogativo: i soldi se li tengono tutti per loro. Tanto c’è lo scemo, io, che è venuto dalla Puglia. Però adesso sto godendo io e vedremo chi godrà in futuro. In quattro-cinque anni ho preso il Lecco dal fallimento e l’ho portato in in Serie B. Non sono Berlusconi io. Non ho tanti soldi. Ho fatto quello che ho potuto. Eravamo gli sfavoriti quando abbiamo iniziato i play-off. Nessuno pensava al Lecco. In caso ripartenza dalla D avrei lasciato tutto. Se non avessi vinto il ricorso avrei lasciato il calcio. Devo fare i complimenti ai miei due legali, l’avvocato Salvatore De Lorenzi e Zillari. Contro il Foggia abbiamo fatto due ottime partite. L’allenatore Luciano Foschi è confermato. Lo stadio? Per adesso noi giochiamo a Lecco. Come faccio ad andare fino a Padova? I posti nello stadio ci sono. Non li hanno contati”. Cellino? Penso che voleva farmi le scarpe.
Non ti volevano ai piani alti? Sei antipatico?
No, non penso sia per antipatia. Forse io dò fastidio, darà fastidio a qualcuno vedermi. Qualcuno che ha detto che era un uomo di parola e poi all’ultimo si è rivelato una persona di poco valore. L’unica persona a votarmi contro è stata una sola. Io non ho problemi con nessuno, mi facciano ciò che vogliono. Non ho avuto problemi con Balata, presidente della Lega di Serie B. Gravina? Ci sono stati un po’ di problemi, anche quando avevo comprato Eusebi dall’Alessandria che era squalificato per doping. Poi avevo chiesto il permesso per i playoff ma mi era stato negato, anche se lui era stato condannato per quanto accaduto in un’altra squadra e in appello dopo che l’avevamo acquistato. Aveva fatto 4 gol in 4 partite e in appello l’hanno ri-condannato.”
Quest’oggi è andato in porto un altro movimento di calciomercato che ha visto coinvolto un ex centrocampista dell’Inter. Il calciatore si è accasato al Monza di Adriano Galliani dopo aver rescisso il contratto con il club nerazzurro.
Stiamo parlando di Roberto Gagliardini, che ha firmato un contratto di un anno con il club brianzolo. L’ufficialità è arrivata nel pomeriggio ed il calciatore ha già rilasciato le sue prime impressioni ai microfoni dei media. Gagliardini non è stato mai visto bene da una fetta della tifoseria dell’Inter che, sentendo la notizia, ha commentato sui social il nuovo movimento di mercato.
GAGLIARDINI AL MONZA, ALCUNI TIFOSI DELL’INTER ENTUSIASTI: “FINALMENTE CE LO SIAMO TOLTI”
Roberto Gagliardini non ha lasciato un’impressione positiva negli anni in cui ha militato a Milano sponda nerazzurra. Tantissimi tifosi dell’Inter, infatti, lo volevano fuori dalla squadra convinti che il centrocampista non fosse adatto ad una squadra top. Ora che Gagliardini è andato via, finalmente alcuni tifosi possono esultare.
Ma porco dio capisco i disfattismi economici che condivido pienamente Ma ragazzi il sesto lo scorso anno era quel tumore, quella piaga di gagliardini Quindi anche uno spastico migliorerebbe la situazione Il centrocampo per la serie A va benissimo https://t.co/yqzFba2uKJ
Il Milan ha chiuso la cessione più onerosa della sua storia calcistica. Nei giorni scorsi i rossoneri hanno venduto il cartellino di Sandro Tonali al Newcastle. Cardinale ha così incassato ben 80 milioni di euro che dovrà reinvestire sul mercato per rinforzare la squadra di Stefano Pioli.
Sandro Tonali è stato in questi tre anni un centrocampista fondamentale per la formazione di Stefano Pioli. Con la sua netta crescita, sia fisica che tattica, ha contribuito allo scudetto vinto due stagioni fa. Nonostante le sue performance, alcuni tifosi non hanno gradito come Tonali ha giocato in campo. Dopo essere andato via al Newcastle, alcuni fans lo hanno bombardato di insulti sui social.
Siamo dinanzi all’ennesima pagliacciata del nostro povero campionato. Ogni anni dobbiamo assistere a dei teatrini fuori dal campo per capire come saranno formati i vari gironi, con patemi d’animo dei tifosi che non ne possono più di queste manfrine puerili. C’è bisogno di regole certe e di una pulizia in toto.
Quest’oggi, a meno di clamorosi ribaltoni, è avvenuta l’ennesima morte di una società. Stiamo parlando della Reggina, che è stata esclusa dal Consiglio Federale dal prossimo campionato di Serie B. In questo caso l’unico club a far festa è il Brescia che, eliminato ai playout dal Cosenza, potrebbe essere ripescato clamorosamente in cadetteria (nonostante tutto ciò che accadde nel ritorno al Rigamonti, con scontri tra tifosi e forze dell’ordine durante il match).
Ma entriamo nel merito della vicenda della Reggina. Già durante l’arco del campionato scorso, i calabresi sono stati penalizzati in classifica per dei problemi con dei pagamenti. Si sapeva che la società aveva circa 700 mila euro di debiti, i quali con un piano di rientro potevano essere spalmati e pagati. In questo caso la Reggina sarebbe stata salva e avrebbe potuto far parte dell’organico del prossimo campionato di Serie B. Ma perché l’organo Federale della FIGC non ha accolto il ricorso dei granata? Evidentemente anche in questi palazzi ci potrebbero essere figli e figliastri, altrimenti non si spiega che un club come la Reggina con 700 mila euro di debiti debba essere escluso ed un altro come l’Inter con quasi 20 volte in più di debiti dei calabresi continui non solo ad operare sul mercato ma anche a partecipare ai vari campionati di Serie A.
CASO REGGINA, L’INTER MERITEREBBE L’ESCLUSIONE DALLA SERIE A: BASTA SERVILISMI IPOCRITI!
Non c’è se e ma che tenga. Se la Reggina è stata esclusa per 700 mila euro di debiti dal campionato di Serie B, anche l’Inter deve fare la stessa fine in Serie A. Ma perché i nerazzurri sono così intoccabili? Evidentemente il bacino d’utenza che l’Inter ricopre è molto differente da quello della Reggina e, per salvaguardare il circuito calcio, i palazzi decidono di far continuare l’Inter a partecipare al campionato piuttosto che escluderla.
Pensate se una società come quella nerazzurra venisse esclusa dalla Serie A. Ci sarebbero meno introiti televisivi, meno biglietti venduti, meno persone che seguirebbero il campionato. E qui si parla di decine di milioni di persone in meno: il movimento calcistico non può permettersi una mancanza del genere. Sono questi gli unici motivi per i quali l’Inter rimane in piedi, mentre tutti i “pesci piccoli” fanno la fine del gatto con il topo. Chi se ne frega se la Reggina non parteciperà al prossimo campionato di Serie B, tanto ci sarà sempre un’altra squadra (anche con un bacino più ampio di spettatori) che prenderà il suo posto.
L’Inter non si merita assolutamente, dati alla mano, di rimanere ancora in Serie A. Dovrebbe fare la stessa fine della Reggina e ripartire dal basso. In questo modo si ripulirebbero tutti i debiti e la giostra potrà continuare a girare. Ed invece non sarà così, il dio denaro continuerà a primeggiare anche nel calcio fino alla fine dei nostri giorni.