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Beffa per Mazzarri, il pullman del Napoli lo abbandona a Roma: costretto a tornare in taxi, quanto è costata la corsa

Beffa per Mazzarri, il pullman del Napoli lo abbandona a Roma: costretto a tornare in taxi, quanto è costata la corsa

Mazzarri perde il bus ed è costretto a tornare da Roma a Napoli in taxi: quanto costa la corsa

Dopo la sconfitta contro la Roma, l’allenatore del Napoli, Walter Mazzarri, ha vissuto un’esperienza sgradevole. Il bus della squadra è partito senza di lui, lasciandolo all’Olimpico. Mazzarri è stato costretto a fare ritorno a Napoli in taxi.

La serata è stata difficile per il Napoli, che ha perso 2-0 contro la Roma. Tra infortuni e espulsioni, la squadra ha subito un duro colpo e ora si trova al settimo posto in classifica. Dopo la partita, Mazzarri, rimasto più a lungo del previsto per interviste e conferenze stampa, ha perso il pullman della squadra, che è partito senza di lui. Nonostante avesse l’intenzione di rientrare a Castel Volturno per una seduta di allenamento defaticante, il bus ha lasciato lo stadio senza aspettare Mazzarri. Il tecnico è rimasto fuori dallo stadio con i bagagli e ha dovuto arrangiarsi per il viaggio di ritorno a Napoli.

Mazzarri perde il bus ed è costretto a tornare da Roma a Napoli in taxi: quanto costa la corsa

Le telecamere di CalcioNapoli24 hanno ripreso Mazzarri che, abbandonato dalla squadra, ha chiamato un taxi per tornare a Napoli. Ha percorso i oltre 220 km da Roma a Napoli in taxi, un viaggio che ha comportato un costo di oltre 400 euro, considerando che il prezzo medio di un taxi per questa tratta è di circa 460 euro.

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Tutti i soci nascosti della Juventus, ci sono anche la BCE ed il Fondo Monetario Internazionale: l’elenco dei nomi

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Firmano entrambi con l’Inter, manca solo l’ufficialità: doppio colpo di Marotta per gennaio

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Tutti i soci nascosti della Juventus, ci sono anche la BCE ed il Fondo Monetario Internazionale: l’elenco dei nomi

Tutti i soci nascosti della Juventus, ci sono anche la BCE ed il Fondo Monetario Internazionale: l’elenco dei nomi

Nell’azionariato della Juventus non sono presenti solo Exor e il fondo Lindsell Train, ma diversi altri investitori istituzionali hanno quote nel capitale del club bianconero. Alcuni di questi investitori sono emersi dagli allegati al verbale dell’assemblea del club del 23 novembre.

  1. Exor (63,77%): La holding della famiglia Agnelli-Elkann detiene la quota maggiore nell’azionariato della Juventus, con il 63,77% delle azioni e il 77,8% dei diritti di voto.
  2. Fondo Lindsell Train (9,7%): Il fondo Lindsell Train è il secondo maggiore azionista della Juventus, possedendo il 9,7% delle azioni e l’11,39% dei diritti di voto.
  3. Fondo Monetario Internazionale (IMF): Il Fondo Monetario Internazionale ha depositato 9.535 titoli della Juventus, dimostrando il suo interesse nell’azionariato del club.
  4. City of New York Group Trust: Questo fondo era presente in assemblea con 14.004 azioni della Juventus, indicando la sua partecipazione come investitore.
  5. Fondo Pensione di Abu Dhabi: Nel corso del 2022, il fondo pensione di Abu Dhabi ha aumentato la sua quota, passando da 28.419 a 688.880 azioni (0,02%).
  6. Banca Centrale Europea (BCE): La BCE è presente nell’azionariato con 178.354 azioni, pari a circa lo 0,007%.

Altri investitori istituzionali presenti nell’assemblea includono il Governo della Norvegia, diversi fondi pensionistici statali negli Stati Uniti (dal Colorado alla contea di Los Angeles e New Mexico), il fondo Southeastern Asset Management (2,49%), il fondo pensione di FedEx (0,52%), e Asset Management Exchange CCF (0,43%).

Da Abu Dhabi a BCE e FMI, tutti i soci nascosti della Juve

La diversificazione dell’azionariato riflette l’interesse di investitori istituzionali provenienti da diverse parti del mondo nel club calcistico. La presenza di istituzioni finanziarie globali, banche centrali e fondi pensione indica la portata internazionale degli investimenti nella Juventus.

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Superlega, Serie A divisa: le squadre che hanno già detto si al nuovo progetto

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Superlega, Serie A divisa: le squadre che hanno già detto si al nuovo progetto

Superlega, Serie A divisa: le squadre che hanno già detto si al nuovo progetto

A due giorni dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla Superlega, le posizioni dei club italiani e dei protagonisti del calcio continuano a delinearsi. La sentenza non ha dato il via libera alla Superlega, ma ha condannato la posizione di monopolio di UEFA e FIFA.

In Italia, diversi club e personaggi del calcio hanno espresso posizioni differenti sulla questione. La FIGC e la Lega Serie A hanno ribadito la volontà di rimanere nell’ambito di UEFA e FIFA, ma con l’impegno di salvaguardare gli interessi del calcio italiano.

  • Inter, Roma, e Altre Squadre Italiane: Alcuni club, tra cui Inter e Roma, hanno adottato una posizione chiara contro la Superlega. Hanno espresso la volontà di rimanere nell’ambito delle competizioni organizzate da UEFA e FIFA.
  • Fiorentina e Torino: Fiorentina e Torino, tramite i loro presidenti Rocco Commisso e Urbano Cairo, si sono schierati contro la Superlega. Commisso ha affermato che la nascita di una nuova competizione rappresenterebbe un grave rischio per i campionati nazionali. Cairo ha definito la Superlega come la “peste” e ha criticato il suo impatto sul merito sportivo.
  • Ivan Juric (Allenatore del Torino) e Gian Piero Gasperini (Allenatore dell’Atalanta): Entrambi gli allenatori hanno condiviso una posizione simile. Juric si è detto contento che non ci sia più il monopolio di FIFA e UEFA ma ha dichiarato di non essere d’accordo con una competizione che esclude il merito. Gasperini ha sottolineato l’importanza della meritocrazia nel calcio.
  • Milan: Il Milan, che aveva sottoscritto il contratto per la Superlega insieme a Inter e Juventus nel 2021, si trova attualmente in una fase di valutazione. Il presidente Paolo Scaroni ha dichiarato che è troppo presto per esprimere opinioni, e l’ad Giorgio Furlani ha affermato che la priorità è focalizzarsi sul calcio italiano.
  • Lazio e Napoli: I presidenti Claudio Lotito (Lazio) e Aurelio De Laurentiis (Napoli) hanno aperto la porta alla Superlega. Lotito ha indicato che i soldi potrebbero liberare risorse per i club, mentre De Laurentiis ha manifestato l’intenzione di partecipare a un dialogo con altri grandi club europei per costruire il progetto Superlega.
Foto: logo Superlega

Le posizioni dei club italiani sulla Superlega continuano a evolversi, e il dialogo tra le parti potrebbe portare a ulteriori sviluppi nei prossimi mesi. La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha suscitato reazioni contrastanti, ma il futuro del calcio europeo rimane al centro delle discussioni.

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Plusvalenze false Juventus, si allarga l’indagine: nel mirino un altro bilancio, aperto nuovo fascicolo

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Plusvalenze false Juventus, si allarga l’indagine: nel mirino un altro bilancio, aperto nuovo fascicolo

Plusvalenze false Juventus, si allarga l’indagine: nel mirino un altro bilancio, aperto nuovo fascicolo

La Procura di Roma ha avviato un nuovo fascicolo sulla Juventus, questa volta riguardante il bilancio approvato al 30 giugno del 2022. Questa indagine si aggiunge a quella già in corso sulle plusvalenze e la manovra stipendi. Gli ex vertici del club bianconero sembrano essere coinvolti nel nuovo procedimento.

La Procura ha iniziato a esaminare gli atti acquisiti il 6 dicembre scorso, dopo aver notificato l’atto di chiusura delle indagini sulle plusvalenze e la manovra stipendi. La nuova indagine riguarda alcune operazioni che avrebbero influenzato l’esercizio 2021-2022 e che non sarebbero state correttamente iscritte nel relativo bilancio.

Foto: profilo Twitter Juventus

Nel nuovo fascicolo, viene nuovamente ipotizzato il reato di “false comunicazioni sociali della società quotata”, anche se la società Juventus al momento non risulta indagata. I pm stanno esaminando attentamente gli atti acquisiti, e l’ipotesi è che la Juventus avesse omesso di registrare correttamente una passività di 8 milioni di euro relativa a un debito nei confronti dell’Atalanta. Questo avrebbe avuto un impatto sul bilancio 2022, nel quale è stata contabilizzata la cessione di Demiral all’Atalanta, con una plusvalenza di 10 milioni e 495 mila euro.

Le contestazioni attuali sul bilancio 2022 sembrano non riguardare fatti sportivi nuovi, ma l’evoluzione della situazione sarà valutata dalla Procura della Figc una volta conclusa l’indagine. La Juventus, al momento, resta al centro di un’attenzione giudiziaria che coinvolge vari aspetti gestionali e finanziari.

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Quanto costa l’affitto di San Siro? Tutte le cifre per Inter e Milan

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Quanto costa l’affitto di San Siro? Tutte le cifre per Inter e Milan

Quanto costa l’affitto di San Siro? Tutte le cifre per Inter e Milan

Foto: profilo Twitter Parma

Nella stagione 2022/23, i costi di affitto di San Siro per Inter e Milan sono rimasti invariati rispetto alla stagione precedente. Nonostante la stabilità nelle cifre dell’affitto, la società M-I Stadio SRL, formata da Inter e Milan per la gestione dell’impianto, ha registrato ricavi e utile record.

M-I Stadio ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2023 con ricavi pari a 27,1 milioni di euro, rappresentando un aumento significativo del 37% rispetto ai 19,8 milioni al 30 giugno 2022. L’utile della società è stato di 3,6 milioni di euro, un incremento di 1,0 milione rispetto alla stagione precedente. Questi risultati segnano cifre mai raggiunte prima dalla società responsabile della gestione dello stadio Meazza.

affitto san siro

Quanto all’affitto di San Siro, le cifre complessive versate dai due club sono state di 7,2 milioni di euro nel 2022/23, un leggero calo rispetto agli 8,5 milioni della stagione precedente. Tale diminuzione è attribuita all’aumento dei costi riaddebitati ai club per la manutenzione e la gestione dell’impianto, che sono saliti da 1,45 a 3,48 milioni di euro.

Dal 2015/16 al 2022/23, Inter e Milan hanno pagato complessivamente 64,8 milioni di euro per l’affitto di San Siro, con una media di circa 8,1 milioni di euro a stagione per ciascun club.

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La reazione in sala VAR al fallo di Malinovskyi su Yildiz: tifosi della Juve furiosi

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