Aspettando la Champions League: il gruppo H

17 Settembre 2018 - 21:20 di

Ci siamo quasi, domani sera comincerà la fase finale della UEFA Champions League. L’attesa è alle stelle, tornano i martedì ed i mercoledì infuocati a suon di sfottò e birre ghiacciate davanti al televisore. Noi ci prepariamo al meglio con l’ultimo capitolo della nostra rubrica “Aspettando la Champions League”, analizzando il gruppo H. Dall’urna di Nyon sono state sorteggiate Juventus, Manchester United, Valencia e Young Boys. La Juventus è la favorita non solo del girone, ma anche per la vittoria finale, occhio però allo United e al Valencia, che daranno del filo da torcere ai campioni d’Italia. Lo Young Boys, alla sua prima apparizione nella competizione, rappresenta la cenerentola del gruppo. Analizziamole singolarmente:

Juventus

La Vecchia Signora è senza dubbio la punta di diamante del gruppo H. La squadra di Allegri nelle ultime 4 stagioni ha centrato due volte la finale, perdendo con il Barcellona (2015), e con il Real Madrid (2017), dimostrando, anno dopo anno, di aver acquisito una mentalità sempre più europea. La campagna acquisti di questa estate ne è la prova: Perin, Emre Can, Cancelo, Spinazzola, Bonucci, ma soprattutto Cristiano Ronaldo, uniti alla rosa già competitiva, testimoniano che la Juventus vuole essere protagonista in Champions.

Il modulo
Come si è visto nelle prime partite di Serie A, quest’anno più che mai la Juventus ha una rosa talmente ampia e completa, che non presenta un undici titolare fisso. Grazie alla duttilità dei giocatori a disposizione, Allegri può variare tra 4-2-3-1, 4-3-3, o 3-5-2, avendo più slot disponibili per ogni giocatore. Questo garantisce alla Vecchia Signora imprevedibilità dall’inizio, ma soprattutto a partita in corso. Il tecnico ha lasciato intendere che tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Alcune certezze però dovrebbero esserci. Bonucci, Pjanic e Cristiano Ronaldo difficilmente resteranno fuori.

La stella
Su questo non ci sono dubbi: il giocatore chiave è Cristiano Ronaldo. Dopo il cambio di casacca, il portoghese ha avuto bisogno di trovare le misure nel nostro campionato, sbloccandosi solo nella scorsa giornata contro il Sassuolo. La Champions, però, lui la conosce bene, è casa sua. Ad oggi sono 121 i gol nella massima competizione europea, e di certo non vorrà fermarsi. Conosciamo tutti le sue ossessioni, la sua voglia di primeggiare in qualsiasi contesto. Di sicuro darà tutto se stesso per trascinare la Vecchia Signora fino in fondo, provando a scrivere altri record.

L’obiettivo
Anche riguardo l’obiettivo ci sono pochi dubbi. Marotta e Paratici con l’acquisto di Cristiano Ronaldo hanno lanciato un segnale. La Juventus c’è, si è rinforzata, e quest’anno è intenzionata a sollevare la coppa dalle grandi orecchie, che manca ormai da più di vent’anni.

Manchester United

I Red Devils sono di certo la prima antagonista della Juventus nel gruppo H. Nelle ultime edizioni i Red Devils non hanno brillato molto. L’ultima vittoria risale al Maggio del 2008. Due finali perse contro il Barcellona (2009, 2011). Poi l’oblio, con la squadra che dall’addio di Sir Alex Ferguson non ha mai trovato un tecnico capace di sfruttare al meglio la rosa a disposizione. Con Mourinho questo è stato un punto di discordia con la società. Il tecnico, nfattii, dopo la chiusura del mercato ha lamentato la mancanza di rinforzi adatti per competere su tutti i fronti. Dopo l’eliminazione dello scorso anno agli ottavi contro il Siviglia, quest’anno lo United vorrà certamente riscattarsi.

Il modulo
Nelle prime partite di campionato Mourinho ha preferito quattro volte su cinque il 4-3-3, vincendo tre volte e perdendo una. Nella debacle in casa contro il Tottenham il 3-5-2 ha deluso, per cui si può immaginare che difficilmente verrà riproposto. La rosa però è competitiva. Come negli ultimi anni, il reparto difensivo sembra essere quello un po’ più debole, ma dal centrocampo in su la squadra è forte e può impensierire tutti. Pogba, Sanchez, Lingard e Lukaku garantiscono certezze per dare fastidio agli avversari.

La stella
Tra tutti i grandi giocatori presenti nella rosa, quello che spicca su tutti è senza dubbio Paul Pogba. Nonostante gli screzi con Mourinho, il francese rimane uno dei centrocampisti più forti di tutto il panorama mondiale. Fresco anche di vittoria del mondiale, può aver raggiunto una maturità tale da permettegli di farsi carico di tutta la squadra.

L’obiettivo
L’anno scorso Mourinho pose l’obiettivo nel raggiungimento degli ottavi di finale. Quest’anno il gruppo H non è facile. L’obiettivo primario sarà quello di passare il girone, poi sarà lecito aspettarsi qualcosa in più rispetto all’anno scorso, cercando di arrivare il più lontano possibile.

Valencia

Dopo due anni dall’ultima apparizione in Champions, il Valencia torna a giocarsi la qualificazione nel gruppo H. Il sorteggio di Nyon non è stato clemente con gli spagnoli, che partono come terza forza dietro Juventus e Manchester United. Giocando la prima partita contro i Campioni d’Italia, chissà che non possano riprovare l’ebbrezza delle sere magiche dei primi anni duemila, dove toccarono l’apice nelle due finali perse contro Real Madrid (2000) e Bayern Monaco (2001).

Il modulo
Marcelino, come visto nelle prime uscite in Liga, predilige un 4-4-2. La linea difensiva, dopo l’infortunio di Garay, è rimasta sempre la stessa. In mediana Parejo ha il pallino del gioco. Davanti Gameiro, Soler e Rodrigo sono i giocatori che devo far male alle difese avversarie.

La stella
Il Valencia fa del suo capitano la sua stella: Dani Parejo. Agisce in mediana ma grazie alla tecnica che lo contraddistingue, può essere chiamato in causa anche da trequartista, rendendosi pericoloso nelle punizioni dal limite e nei rigori. A quasi trent’anni, dovrà essere lui a caricarsi la squadra sulle spalle per cercare di regalare il passaggio del turno ai tifosi.

L’obiettivo
Avendo nello stesso gruppo due squadre come Juventus e Manchester, è difficile porsi grandi obiettivi. Gli spagnoli, dato anche il momento non molto idilliaco dello United, possono infastidire sia la squadra di Mourinho, sia i bianconeri di Allegri con cui si scontreranno proprio alla prima giornata. Dovesse mancare l’accesso agli ottavi di finale, l’obiettivo principale diventerebbe quello di non lasciarsi sfuggire il terzo posto, giocandosi poi le proprie carte in Europa League.

Young Boys

Per la prima volta gli svizzeri sono arrivati alla fase a gironi di UEFA Champions League. Non sono stati molto fortunati nel sorteggio, avendo nel gruppo squadre decisamente più forti. Pur essendo, però, la “cenerentola” del gruppo, può togliersi qualche soddisfazione e strappare qualche punto alle rivali del girone.

Il modulo
Nelle prime uscite stagionali Seoane ha schierato la squadra in campo sempre con il 4-4-2. Modulo classico per gli svizzeri che si servono delle giocate di Sulejmani, e della freddezza di Hoarau per far proprie le partite.

La stella
L’uomo di maggior talento è Miralem Sulejmani. Il serbo, classe ’88, vanta un’ottima esperienza a livello europeo, con oltre 60 presenze tra Champions ed Europa League, maturate tra Ajax, Benfica e Young Boys. Nelle prime cinque partite di campionato ha già realizzato 2 gol e 4 assist. Sarà molto importante per la sua squadra in queste sei partite.

L’obiettivo
Per gli svizzeri si può dire che l’obiettivo sia già stato centrato. Raggiunta la prima qualificazione in Champions, avranno la possibilità di calcare i campi dell’Old Trafford, del Mestalla, e dell’Allianz Stadium. Nonostante già questo dia prestigio alla squadra, non partiranno battuti in principio, ma ce la metteranno tutta per mettere qualche inaspettato sgambetto alle avversarie. Il calcio è strano, e tutto può succedere, per cui mai dire mai.

 

L’attesa sta per giungere al termine. Adesso parole e verdetti spetteranno al campo. Buona Champions!!