Apple ha distrutto il Comma 22 dell’AI, oppure no

Apple ha distrutto il Comma 22 dell’AI, oppure no

Ma quindi Apple con intelligenza artificiale, appunto L'intelligenza di Apple, cosa ha fatto? Si è ripresa? Ha floppato? Ha superato tutti? È stata lasciata indietro?

Se avete letto la stampa italiana e internazionale in questi giorni avete trovato un po' di tutto e anche di più. La situazione è confusa in generale e anche in particolare. Non è chiaro se Apple abbia fatto bene o male. E non aiuta certo il fatto che le notizie che arrivano da Cupertino siano frammentarie e in gran parte da interpretare senza avere effettivamente in mano la materia prima, ovvero l'Intelligenza di Apple.

Il significato del keynote di Apple

Una posizione che sta emergendo sulla stampa internazionale, il tempo è passato “campo di distorsione della realtà”ma anche passato quello di “odio a tutti i costi”, è che questa intelligenza di Apple deve essere testata con calma e sistematicamente prima di esprimersi. Tuttavia l'implementazione mostrata, nonostante abbia un impatto molto duro soprattutto per gli sviluppatori di terze parti, è realizzata con un'eleganza e un'attenzione che gli altri concorrenti non hanno mostrato.

Dobbiamo capire come funziona. Ma c’è una parte che è già chiara, e secondo noi fa parte della confusione. È una parte logica, per così dire, nel senso che era logico che fosse così: non esiste un giudizio chiaro sul lavoro svolto da Apple perché le condizioni per giudicarlo sono assolutamente bizzarre. Spieghiamo subito.

Apple ha distrutto il Catch-22 dell'IA oppure no

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Apple è bloccata?

La tesi che circola da mesi, anzi praticamente da tutto l'ultimo anno da quando ChatGPT è diventato il fenomeno dei fenomeni, alimentando una bolla speculativa senza precedenti per dimensioni ma non per geometria e dinamica, è la seguente: siamo entrati nell’era dell’IA. È una tecnologia magica e tutti quelli che costruiscono qualcosa con l'intelligenza artificiale adesso andranno molto lontano e diventeranno molto ricchi, gli altri falliranno miseramente e probabilmente dovranno chiudere.

Ok, questo è il punto di partenza. Tuttavia, nello stesso periodo, è emerso anche un altro fenomeno, che i giornali non hanno potuto fare a meno di registrare nonostante il sensazionale clamore sull'IA. Ed è il fallimento sistematico dei primi gadget, decantati ma in realtà mezze fregature: Spilla AI di Humane e Rabbit R1. E non è solo questo.

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Presentato AI Pin, il mini proiettore che vuole sostituire lo smartphone

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ChatBot si limita a chattare e badge

Abbiamo scoperto che in realtà da un lato ci sono i keynote con i grandi annunci e le demo preparate ad arte per sembrare “genuine”e dall’altro ci sono gli inciampi sistematici nel mondo della GenAI, l’intelligenza artificiale generativa, dovuti al fatto che le grandi aziende del settore stanno rilasciando prodotti incompiuti sia nella tecnologia di base (AI) che nelle interfacce e modalità di fruizione .

Negli ultimi due anni, in ordine sparso, Google ha introdotto (e poi ridotto) le capacità di ricerca dell’intelligenza artificiale che di conseguenza consigliava alle persone di mangiare le roccePresentato Microsoft un chatbot di Bing che aveva allucinazioni e Samsung ha aggiunto funzionalità AI a uno smartphone che è stato chiamato “eccellente a volte e sconcertante altre volte”.

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Nel 2024, l’intelligenza artificiale AI cambierà il mondoNel 2024, l’intelligenza artificiale AI cambierà il mondo
Foto di Julien Tromeur su Unsplash

Il paradosso del Catch-22

Il senso di ciò che stiamo dicendo è proprio questo. La storia dell’IA negli ultimi mesi mostra qual è il problema: Apple si è trovata in una situazione paradossaleuna sorta di paradosso Catch-22 dove i giornali hanno dipinto Apple in un modo impossibile da sostenere.

Infatti sui giornali di tutto il mondo, Italia compresa, abbiamo letto questo Apple è rimasta indietro nella corsa all’intelligenza artificialee allo stesso tempo leggiamo anche che le funzioni di intelligenza artificiale delle aziende Apple rimarrebbero indietro sono essenzialmente non funzionali, inaffidabili, allucinanti e persino sconcertanti.

Insomma, pensateci un attimo: come fa un'azienda a rimanere seriamente indietro rispetto ad un prodotto che non esiste o non funziona come dovrebbe o che comunque dimostra di avere problemi profondi e magari irrisolvibili?

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Qualunque cosa tu faccia, sbagli

Il problema con questa posizione paradossale, risultato di questa mancanza di logica ciò che caratterizza queste situazioni di grande speculazione è che mettono Apple al centro un dilemma dal quale si può uscire solo commettendo errori: se Apple non facesse nulla con l'intelligenza artificiale sarebbe sbagliato, ma se fa qualcosa come l'hanno fatto gli altri probabilmente ha ancora torto perché la tecnologia non è pronta e non funziona ancora bene.

È solo uscendo da questo campo di allucinata distorsione della realtà che cominciamo a comprendere cosa sia realmente accaduto durante la keynote e che lavoro ha svolto Apple in questo settore?. È lasciando da parte gli attacchi dei troll di montagna di Elon Musk e le valutazioni sull'effettiva capacità di rispettare la privacy degli utenti che cominciamo a comprendere il nocciolo della questione.

Apple ha distrutto il Catch-22 dell'IA oppure no

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La verità sul caso Apple Intelligence

Come viene svolto il lavoro dell'azienda per Apple Intelligence? Quali funzionalità sono state create? Con quali tecnologie? Con quali tipologie di interfaccia e modalità di fruizione? In questi giorni qui su Macitynet abbiamo scritto tutto quello che potevamo raccontiamo dopo aver riportato in diretta il keynote, raccolto le informazioni offerte da Apple e quanto abbiamo potuto apprendere sul campo, dai nostri corrispondenti a Cupertino.

Certo la storia è complessa, sicuramente ci sono molte cose che non sappiamo o che non sono ancora state dette. Tuttavia, la prima cosa da capire è che quella di Apple e dell’IA era una narrazione paradossale e inammissibile. Avendo chiarito questo punto, avendo lasciato il Catch-22, possiamo iniziare a stabilire alcuni limiti e mostrare ciò che Apple ha capito e chiarito di voler fare, per poi verificare, successivamente, se funzionerà o meno come promesso.

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Una cosa è certa, però: Apple non è indietro con l’intelligenza artificiale. È stato superato dal clamore delle nuove tecnologie ChatBot che però sono per lo più tutte chiacchiere e pochissima sostanza. La domanda ora diventa: Apple sta solo parlando o questa volta c'è anche della sostanza?

Per scoprire di più su Apple Intelligence vi rimandiamo a questo approfondimento di macitynet. Tutti gli articoli sull'Intelligenza Artificiale sono nella sezione dedicata.

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