Andrea Agnelli vuole indietro 5,7 milioni dalla holding di famiglia: tensione in Newco Roveri

Andrea Agnelli vuole indietro 5,7 milioni dalla holding di famiglia: tensione in Newco Roveri

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💼 La richiesta di Agnelli scuote la holding: “Voglio la restituzione entro dicembre”

Andrea Agnelli ha chiesto ufficialmente il rimborso di 5,7 milioni di euro alla holding di famiglia Newco Roveri, di cui è azionista di maggioranza con il 54,31% delle quote. Il finanziamento, definito “infruttifero”, era stato erogato anni fa e regolarmente registrato nei bilanci della società. Ora, l’ex presidente della Juventus pretende la restituzione entro il 31 dicembre 2025.

La lettera inviata al consiglio d’amministrazione è chiara e diretta: Agnelli chiede il rimborso, ma si dice disponibile a valutare alternative qualora la società non disponga della liquidità necessaria. La richiesta arriva in un momento delicato, con la holding che ha registrato solo 26 euro di ricavi e oltre 7.000 euro di perdite nell’ultimo bilancio, cifre ben lontane dalla somma richiesta.

All’interno della Newco Roveri figurano anche membri della famiglia Agnelli e figure legate al mondo Juventus, come Maria Elena Rayneri, moglie dell’ex AD Antonio Giraudo. La risposta del presidente del CdA, Francesco Roncaglio, è stata diplomatica: ha ringraziato Agnelli per la pazienza e ha riconosciuto che è giunto il momento di affrontare il tema del rimborso.

La tensione tra soci potrebbe aumentare, soprattutto se la società non riuscirà a trovare una soluzione entro i termini indicati. Agnelli, intanto, resta fermo sulla sua posizione, pronto a discutere ma deciso a ottenere quanto gli spetta.

🧾 Equilibri finanziari fragili: Newco Roveri sotto pressione

La situazione finanziaria della Newco Roveri è tutt’altro che solida, e la richiesta di Andrea Agnelli rischia di mettere in crisi gli equilibri interni. Nonostante il presidente del CdA abbia parlato di “equilibrio raggiunto” e “investimenti strategici completati”, i numeri raccontano una realtà ben diversa.

Con ricavi minimi e perdite consistenti, la holding non sembra in grado di affrontare una restituzione immediata di 5,7 milioni. Tuttavia, la pressione esercitata da Agnelli potrebbe accelerare trattative interne e portare a soluzioni alternative, come la cessione di quote o la ristrutturazione del debito.

La presenza di altri soci con quote minime, come Allegra Caracciolo, Anna Agnelli, Andrea Nasi, Emma Winter e Roberto Ginatta, rende il quadro ancora più complesso. Ogni decisione dovrà essere condivisa, e il ruolo dominante di Agnelli potrebbe generare frizioni.

Il fatto che Agnelli abbia scelto di formalizzare la richiesta con una lettera ufficiale indica che la pazienza è finita, e che ora si attende una risposta concreta. La società, dal canto suo, dovrà dimostrare di essere in grado di gestire la situazione senza compromettere la stabilità interna.

Nei prossimi mesi sono previsti incontri tra le parti, e il futuro della holding potrebbe dipendere proprio dalla capacità di trovare un accordo soddisfacente per tutti. Agnelli ha alzato il tono, e ora tocca alla Newco Roveri rispondere con i fatti.

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