Vieri a ruota libera: il rapporto con la Nazionale, gli anni all’Inter e non solo

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Bobo Vieri in questi giorni ci sta tenendo compagnia su Instagram: tantissimi gli interventi in diretta con Totti, Ronaldo, Adani e chi più ne ha più ne metta. Il solito Bobo, insomma, trascinatore nella vita come lo era in campo con i suoi gol. Oggi, intervistato dal Corriere dell Sera, ha parlato di Nazionale ed Inter, ma non solo.

Il rapporto speciale con la nazionale

Vieri si sa, ha sempre avuto un  debole per la maglia azzurra. Con la maglia dell’Italia ai Mondiali solo Baggio e Paolo Rossi come lui: 9 i gol di Bobo nella rassegna iridata. Un rapporto quello tra Vieri e la Nazionale molto particolare: tante gioie ma anche tanti dolori a partire dalla sciagurata eliminazione del 2002, per finire all’infortunio che nel 2006 gli impedì di essere protagonista nella trionfante cavalcata in terra tedesca. Queste le parole del bomber bolognese: <<Da ragazzino avevo due sogni: la Serie A e la Nazionale. Mi posso dire soddisfatto, ho esaudito entrambi i miei desideri. La maglia azzurra per me è speciale, impazzivo quando la indossavo. Tranne che nelle amichevoli, quelle proprio non mi piacevano>>. Sui due mondiali (Francia 98 e Corea 2002) dice: <<I rimpianti non servono a nulla, i se ed i ma sono inutili. Molte volte esco dalla stanza quando i miei amici raccontano quello che ho fatto. Adesso sono in un’altra fase della vita e voglio essere concentrato su di essa>>. Un commento anche sulla mancata partecipazione al mondiale del 2006: <<Lippi quell’anno voleva portarmi in Germania però avevo bisogno di giocare e al Milan non mi era possibile. Così a gennaio mi trasferii in Francia, al Monaco. Purtroppo dopo l’infortunio al ginocchio tutto è svanito ma ripeto, niente rimpianti. Il calcio è questo, si vince e si perde>>.

Gli anni all’Inter: i migliori

Vieri come tutti sanno tra il 1999 e il 2005 ha giocato con addosso la maglia dell’Inter. Probabilmente gli anni migliori per Bobo che con la maglia nerazzurra ha segnato la bellezza di 123 gol in 190 partite. Un rapporto finito non benissimo, partiamo da qui: <<Non è stato bello dopo sei anni chiudere in quella maniera. C’è stata quella brutta storia dei pedinamenti, io però non ho mai fatto niente di sbagliato>>. Vieri sottolinea però la bellezza di quegli anni: <<Sono state sei stagioni incredibili, piene di emozioni indescrivibili. Io ho sempre dato tutto e creduto nel progetto, San Siro mi ripagava con quella scarica di adrenalina che solo uno stadio del genere sa darti. Ogni volta che scendevamo in campo sentivo il calore e l’affetto della gente>>. Sul famoso 5 maggio: <<Purtroppo fa parte del calcio ma ricordo che quella sconfitta ci fece malissimo, eravamo stati in testa alla classifica tutto l’anno. Poi subito dopo ci fu l’eliminazione dal Mondiale per mano della Corea. Vi lascio immaginare. Credo però che queste sconfitte, queste delusioni, mi abbiano aiutato a ripartire meglio>>.

L’attaccante più forte Il Fenomeno. Oggi mi piace tanto Haaland

Vieri in quegli anni all’Inter ha giocato con Ronaldo, quello brasiliano: <<Si, Il Fenomeno. Per me il miglior centravanti del mondo, anzi, fuori dal mondo. Abbiamo passato insieme tre anni pazzeschi. E’ stato il primo a fare il doppio passo in quel modo, ma la cosa che impressionava di più era la sua capacità di correre (con la palla) più del difensore avversario. Imprendibile>>. Sui centravanti attuali: <<Adoro Haaland, è il più forte di tutti. Ha fatto bene a scegliere il Borussia Dortmund, credo che tra un paio d’anni andrà via per 200-300 milioni. In Italia invece dico Immobile e Belotti. Ciro migliora sempre, quest’anno stava facendo cose incredibili ma deve dare di più alla Nazionale, e non dico questo per criticarlo. Il Gallo invece mi piace perchè è uno tosto. Per le potenzialità che ha però potrebbe incidere di più: da lui vorrei sempre i famosi 20 gol a stagione>>.

Il commento di Vieri sulla situazione attuale

La chiusura di Vieri è dedicata all’attuale situazione d’emergenza causata dal Corona Virus: <<Capisco che il calcio stando fermo ci rimette tanti soldi, ma la gente e la salute sono le cose più importanti. Lo sport ripartirà quando sarà opportuno farlo ripartire>>. Le sue sensazioni: <<Provo grande tristezza, soprattutto per tutte le persone venute a mancare che avrebbero quantomeno meritato un normale funerale. Nessuno si aspettava che il virus potesse impattare in questo modo, ma gli italiani fortunatamente si stanno comportando bene. Sono sicuro, ce la faremo perchè siamo forti ed orgogliosi>>.

Fonte foto: Donna Pop

 

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