Super League, Agnelli: “La Superlega sarà un successo. Vogliamo creare la competizione più bella al mondo”

Fonte foto: Profilo Twitter Juventus

Dopo la rinuncia dei club inglesi che ha portato alla momentanea sospensione della Superlega, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport e a La Repubblica, spiegando tutti i motivi che hanno determinato la nascita di un campionato privato e indipendente dalle istituzioni calcistiche europee e internazionali.Il progetto Super League va avanti lo stesso. Tra i club c’è un patto di sangue, siamo certi che sarà un successo al 100%. L’idea nasce dalla volontà di creare la competizione più bella del mondo, aumentando le risorse dei club e mantenendo 5 posti disponibili da definire con le istituzioni calcistiche. Abbiamo la volontà di continuare a giocare i campionati domestici, regalando ai tifosi un nuovo format di competizione, mantenendo vivi i settori giovanili e avvicinando i più giovani al calcio.”

Il presidente bianconero ha espresso tutta la sua preoccupazione per il disinteresse delle giovani generazioni: “I più giovani vogliono seguire i grandi eventi. Un terzo dei tifosi mondiali segue i club fondatori della Super League, il 10% segue i grandi calciatori e non il club ma la cosa che più mi preoccupa è che il 40% di chi ha tra i 16 e i 24 anni non si interessa al calcio. Creare una competizione che simula ciò che fa la piattaforma digitale FIFA significa fronteggiare la concorrenza di Fortnite o Call of Duty, giochi che attirano maggiormente i giovani di oggi. Dopo 15 mesi di stadi chiusi, i ragazzi si interessano ad altro e il calcio sta vivendo una crisi di appetibilità tra le fasce generazionali più digitalizzate.”

“Abbiamo fiducia nella nostra iniziativa e per realizzarla, siamo pronti a collaborare sia con la FIFA che con la UEFA. La Superlega vuole affrontare il problema della stabilità nel calcio che riguarda tutti i club. Le parole di Ceferin e Cairo? Ho lavorato per le istituzioni sportive per 10 anni ma non sono riuscito a fargli capire i rischi economici che hanno i club che generano valore per gli stakeholder del calcio.”

Agnelli ha poi concluso spiegando come nasce l’idea Superlega: “La volontà è maturata negli ultimi 20-30 anni. La UEFA non capisce i danni che ha provocato la pandemia nell’ultimo anno e mezzo  e i loro presupposti presentati a dicembre 2020 sono da brividi. La UEFA non ha nessun fattore di rischio, gestisce i nostri diritti, li vende e li ridistribuisce a suo piacimento. FIFA e UEFA fanno grandi ricavi con i nostri giocatori e hanno un’industria da 25 miliardi ma non si sono mai mossi per aiutarci nei momenti di difficoltà.”

Fonte: calciomercato.com

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