Paolo Napoletano, da Penne alla Primavera del Parma con un sogno chiamato Serie A

Paolo Napoletano, attaccante della Primavera del Parma, ha parlato così ai nostri microfoni dopo la doppietta al Monza della scorsa giornata: “Sogno la Serie A. Mi ispiro a Insigne”

Era il 1° gennaio 2002 quando l’Italia, così come gli altri 12 paesi dell’Unione Europea, esultava per l’adozione della moneta unica, l’Euro. In quegli anni, mentre le radio intonavano “Salirò” di Daniele Silvestri (rimasto uno dei singoli italiani più venduti), il Parma di Cesare Prandelli si piazzava al 5° posto in classifica: davanti l’attacco composto da Mutu e Adriano faceva registrare ben 33 reti in due (18 il rumeno e 15 il brasiliano), segnando il record di miglior coppia gol nella storia dei gialloblù in una singola stagione (rimasto tuttora intatto).

Il 4 febbraio di quello stesso anno nasce a Penne, un comune in provincia di Pescara, Paolo Napoletano.

Esattamente dieci anni dopo il Pescara di Zeman stupirà tutti conquistando la Serie A grazie ad un’altra coppia goal: quella composta da Immobile e Insigne. Quarantasei goal totali, ventotto per il primo (capocannoniere del campionato) e diciotto per il secondo. Ed è forse proprio questo che, all’età di appena 10 anni, fa innamorare l’allora esordiente del Pescara del talento di Frattamaggiore (NA).

Le mie caratteristiche sono quelle di puntare l’uomo, cercare l’uno contro uno e togliere sempre il tempo all’avversario che viene a marcarmi. Il ruolo dove mi trovo meglio è sicuramente l’esterno alto nel 4-3-3. Mi piace giocare a piede invertito per rientrare e calciare verso la porta. Proprio per questo il giocatore a cui mi ispiro per caratteristiche e fisico è sicuramente Lorenzo Insigne”.

La giovane carriera di Paolo Napoletano si divide proprio tra le piazze di Pescara e Parma, squadra che lo acquisterà nel 2019 (nell’operazione Machin) per la cifra di circa 1 milione di euro.

A Parma mi sono trovato bene sin dall’inizio. Era la prima esperienza fuori casa, a Pescara giocavo ma abitavo ancora a Penne. È stata la prima volta lontano dal mio paese e dai miei genitori. È stata dura però mi hanno aiutato in tanti, dai compagni di squadra a tutto l’ambiente Parma. Sono riuscito ad ambientarmi abbastanza presto”.

Il 2019, anno del suo approdo in terra emiliana, segna una tappa importante per i crociati: la squadra di mister D’Aversa, infatti, dopo uno splendido girone d’andata porta a casa una salvezza tranquilla, dopo la promozione dalla B dell’anno precedente. Ovviamente, per il giovane talento abruzzese, è un’opportunità in più, quella di approdare nella Primavera di un club di Serie A.

La differenza tra Parma e Pescara? Sono due belle piazze. Qui però, nel settore giovanile, si è alzata un po’ l’asticella. Essendo una squadra di Serie A ha una maggiore cura su tutti i particolari. Questo lo dimostra una ricerca più dettagliata sui giocatori stranieri con maggiore qualità”.

Paolo Napoletano, 19 anni
Paolo Napoletano, durante l’allenamento con il Parma. Fonte Foto: Aldo Cocozzello PH

Poi, la pandemia, il fermo dei campionati maggiori così come di tutte le attività legate al settore giovanile. Uno stop difficile da digerire, soprattutto se hai 19 anni e muori dalla voglia di spaccare il mondo.

Come ho passato il primo Lockdown? Sono stato a Penne, mi allenavo a casa. Il Parma ci ha seguito con videochiamate: ci allenavamo, avevamo programmi di corsa, palestra etc. Vicino casa c’è il campo dove gioca la squadra del mio paese. Mi piaceva andare lì con mio fratello più piccolo, lui fa il portiere e io mi allenavo a tirare. Passavamo il tempo ma era un modo per tenerci in forma”.

Proprio la famiglia, grazie a cui ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del calcio, è uno dei perni fondamentali del giovane talento in maglia ducale.

La mia famiglia mi manca tanto, soprattutto adesso, in questo periodo così difficile. Quando posso mi piace tornare. Non è facile stare lontano dagli amici con cui sono nato. Ma questo è quello che io voglio fare e quindi anche se mi mancano tante cose voglio continuare a fare bene. Più lontano sto e meglio è. Significa che sto facendo bene (ride ndr)”.

Ovviamente, c’è spazio anche per ciò che non riguarda solo il calcio. Se ti trovi in una squadra come il Parma non puoi trascurare nessun aspetto tanto meno che la scuola e l’istruzione.

Quest’anno è il primo anno di scuola privata, fino all’anno scorso facevo quella pubblica. Università? Se il mio percorso calcistico non andrà avanti alla grande perché no. Accompagnerò il calcio con l’università in modo da darmi un lavoro per il futuro”.

Paolo Napoletano, attaccante della Primavera del Parma
Paolo Napoletano, attaccante della Primavera del Parma. Fonte Foto: Aldo Cocozzello PH

Un rapporto speciale, quello che lo lega alla figura dell’allenatore, nessuno escluso: anche l’ultimo in ordine di tempo, Marco Veronese, ex attaccante di Pavia e Venezia.

Ho sempre avuto un rapporto buono con tutti i miei allenatori, non ho mai avuto tanti problemi. Veronese è un mister che stimo molto a livello calcistico: mi aiuta e ci aiuta a tutti molto. La figura  del mister è stata per me sempre molto importante, un punto di riferimento. Se dice una cosa il mister è una cosa sacra”.

La ripartenza del campionato Primavera nel corso di questo 2021 sta facendo molto bene a Napoletano che nelle ultime partite è andato a segno 4 volte. La doppietta al Monza dello scorso sabato ha regalato ai suoi la vittoria e il secondo posto alle spalle del Verona capolista.

Queste quattro reti nelle ultime partite fanno molto bene al morale. Il goal per l’attaccante è il suo pane quotidiano. Vengo da un infortunio di due mesi all’inizio dell’anno. Ho perso un po’ di partite ma dato che la pandemia ha fermato il campionato negli ultimi mesi del 2020 non ne ho saltate poi così tante. Nella sfortuna sono stato fortunato. Ora è ancora molto dura, molti match vengono rinviati e quindi è una cosa abbastanza stressante. Punto ad arrivare in doppia cifra: speriamo di fare più bene possibile perché quest’anno è abbastanza decisivo”.

A fine campionato, il bivio più importante: la fine dell’esperienza in Primavera e l’approdo nel “mondo dei grandi”.

Sono partito da Penne, poi Pescara e poi Parma. Sono all’ultimo anno di Primavera, è importante fare bene. L’anno prossimo si approda nel mondo dei grandi quindi si inizia a vedere cosa si può fare. Ovviamente l’obiettivo è quello di migliorare sempre di più per poi arrivare in una squadra importante, come lo è anche il Parma, al fine di dare il mio meglio e magari un giorno arrivare fin dove si sogna da bambino”.

Sarebbe una bella favola quella di Paolo: dai campi di provincia ai grandi palcoscenici della Serie A. I sogni si coltivano sempre con l’ambizione e soprattutto con la voglia di non mollare mai e di inseguire i propri obiettivi. Ed è proprio quello che poi fa la differenza a certi livelli tra un giocatore che si realizza e uno che invece non ce la fa. Napoletano sembra rientrare nella categoria dei primi: ovviamente sarà il tempo a dirlo ma una cosa di cui si può essere sicuri, parlando con lui, è che ci proverà fino alla fine.

Il calcio, e più in generale lo sport, insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. E su questo punto, per quanto riguarda il ragazzo, non abbiamo nessun dubbio.

In bocca a lupo Paolo!

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