Gasperini: “Gomez non l’ho mandato via io. Gollini in panchina per qualche gol di troppo. E Pirlo…”

L’allenatore dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, ha parlato ai microfoni di Radio Deejay, affrontando diversi argomenti, tra cui il rendimento dei giocatori da lui stesso allenati:

“Miranchuk Titolare? Speriamo presto, ma sta giocando e arriva da un altro campionato. Le esclusioni di Gollini? Stavamo prendendo qualche gol di troppo rispetto alle occasioni che subivamo, c’era bisogno di un po’ di cambiamento per poi ripartire al meglio. Gomez non l’ho mandato via io. Sarò sempre grato per tutto quello che abbiamo fatto in questi anni. Hateboer? Lunedì dovrebbe togliere il tutore che ha, ma ci vorranno almeno 20 giorni. Se i giocatori rendono meno fuori da Bergamo? No, mi sembrano tutti giocatori forti. Ad esempio Kessie. Anche Mancini alla Roma, ce ne sono tanti altri. Gagliardini non è esploso così, ma anche lo stesso Barrow“.

Sulla partita di Madrid

“L’obiettivo era restare in partita almeno nel primo tempo e poi rischiare un po’ di più, era comunque difficile. Ci stavamo riuscendo bene. Dire che l’Atalanta fosse favorita era un po’ troppo. Il Real Madrid delle ultime partite lasciava un po’ a desiderare, ma poi quando sono arrivati i momenti decisivi è cambiato tutto“.

Su Pirlo allenatore

“Ho pensato che la società nei confronti dell’ex giocatore e della persona avesse una fiducia smisurata. Magari hanno l’idea che possa diventare un grande allenatore. Il fatto di conoscenze aiuta, ma l’allenatore è tutto un altro mestiere, ti devi formare. Lo puoi fare in tanti modi, magari partendo dalla Juventus”.

Sulla sua carriera da allenatore

“Io ho fatto tutti gli scalini, sono partito dalle giovanili. Io credo di essere cresciuto sempre, sin da Crotone. Ma anche con i ragazzini, sperimentavo metodologie anche adesso. Ricordo un Genoa-Juventus dove avevo Burdisso e De Maio in difesa e ho giocato con la superiorità numerica da dietro, abbiamo retto una partita fantastica. Di lì siamo partiti ad alzare l’asticella. Anche quando ho cambiato molto contro il Crotone, lì è stato un passo fondamentale per crescere. L’Atalanta ha la sua identità e gioca sui suoi ritmi, ma in Italia non ci siamo solo noi. Forse ci danno fastidio le interruzioni. Ci piace quando ci lasciano giocare, le interruzioni ci danno fastidio“.

FONTE: www.calciomercato.com

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